Interventi del governo per fare fronte alla crisi del carburante

Il governo federale australiano corre ai ripari di fronte a una crescente crisi del carburante, aggravata dalle tensioni internazionali legate al conflitto in Medio Oriente. 

Il primo ministro Anthony Albanese ha annunciato nuove misure straordinarie che saranno esaminate dal parlamento lunedì, con l’obiettivo di garantire la continuità delle forniture energetiche nel Paese.

Il piano prevede l’utilizzo di fondi pubblici per sostenere le aziende private nell’acquisto di carichi di carburante dall’estero. In sostanza, il governo si farà garante delle operazioni commerciali, riducendo il rischio per gli operatori in un mercato caratterizzato da forte incertezza e prezzi in rapido aumento.

“Si tratta di una misura di mitigazione del rischio”, ha dichiarato Albanese, sottolineando la necessità di assicurare l’arrivo di ulteriori forniture, soprattutto per soddisfare la domanda non coperta da contratti esistenti. Particolare attenzione sarà rivolta alle aree regionali, dove la disponibilità di carburante è già sotto pressione.

I dati più recenti mostrano un’impennata significativa dei prezzi: il diesel ha raggiunto una media di oltre 303 centesimi al litro nelle principali città, con aumenti ancora più marcati nelle zone rurali. Anche la benzina senza piombo ha superato i 250 centesimi al litro, incidendo pesantemente su famiglie e imprese.

Nel frattempo, l’opposizione ha proposto di dimezzare temporaneamente le accise sul carburante per offrire un sollievo immediato ai consumatori. Parallelamente, il settore dei trasporti chiede interventi urgenti, tra cui aiuti finanziari diretti e la sospensione di alcuni oneri per mantenere i camion operativi.

Un incontro del National Cabinet previsto per lunedì sarà cruciale per coordinare una risposta nazionale e affrontare una crisi che rischia di avere ripercussioni su tutta la catena di approvvigionamento australiana.