La Madonna che scappa in piazza a Sulmona

Ogni domenica di Pasqua, Piazza Garibaldi a Sulmona, nel cuore dell’Abruzzo, si trasforma in un palcoscenico unico, dove religione, storia e spettacolo si intrecciano nella suggestiva manifestazione de “La Madonna che scappa in piazza”. La tradizione richiama turisti, residenti e media locali e nazionali, attratti dalla forza emotiva di un rito che unisce fede profonda e teatralità popolare, capace di commuovere chiunque vi partecipi e di creare un legame speciale tra la comunità e le proprie radici culturali.

Le origini del rito affondano le radici nel dramma liturgico medievale, quel passaggio dal latino al volgare che portò la Passione di Cristo dalle chiese e dalle aule scolastiche direttamente nelle piazze cittadine. Tra i documenti più significativi, l’Officium della metà del XIV secolo, conservato nell’archivio della Cattedrale di Sulmona, testimonia la recitazione della Passione da parte di quattro soldati. Le processioni con simulacri e figure sacre, codificate già nel periodo della Controriforma, contribuirono a consolidare spettacoli grandiosi e partecipativi che avrebbero influenzato i riti pasquali fino a oggi, arricchendoli di elementi scenografici e teatrali.

La manifestazione sulmonese si distingue per un dettaglio unico: la corsa della Vergine verso il Figlio risorto. Dopo tre inviti da parte di San Giovanni e San Pietro, la Madonna esce lentamente dalla chiesa di San Filippo Neri, vestita a lutto e scortata dai santi. Giunta al centro della piazza, scorge finalmente il Figlio e inizia la sua corsa trionfale verso di Lui, sotto lo sguardo ansioso della folla, che si accalca su terrazze, balconi e scalinate. Durante questo momento, il manto nero della Vergine cade, lasciando emergere un vestito verde, il fazzoletto bianco viene sostituito da una rosa rossa e dodici colombe bianche si librano in volo, accompagnate dal fragore dei mortaretti, simbolo di rinascita e gioia, in un’esplosione di colori, luci e suoni che avvolge l’intera piazza, rendendo ogni istante indimenticabile.

Il rito non è solo spettacolo: secondo la tradizione, la Madonna deve correre senza incidenti perché l’anno successivo sia prospero e benevolo per la città. Anche il volo delle colombe, il cadere del velo della Vergine e il perfetto svolgimento della corsa hanno significati propiziatori, radicati in credenze popolari tramandate di generazione in generazione, che conferiscono al rito un senso di continuità storica e spirituale.

Il fascino della manifestazione sta nella sua capacità di trasformare statue in figure vive, capaci di commuovere e di evocare il legame materno universale tra madre e figlio. Al termine dell’incontro, le statue riprendono il loro ruolo simbolico e partecipano alla processione cittadina, accompagnate dalle confraternite e dalle autorità locali, in un corteo che avvolge le vie di Sulmona con emozione e partecipazione.

In questo connubio di fede, teatro e folklore, Sulmona offre ogni Pasqua uno spettacolo irripetibile, capace di unire storia, religione e identità culturale in un momento di intensa partecipazione collettiva, che resta impresso nella memoria di chiunque abbia il privilegio di assistervi e che ogni anno richiama nuovi spettatori.