Nel cuore della Varallo, suggestiva cittadina situata in Piemonte, nel nord-ovest della Italia e incastonata nella verde Valsesia ai piedi delle Alpi, la Settimana Santa si trasforma ogni anno in un viaggio nel tempo. Tra i riti più suggestivi e identitari spicca la tradizionale Processione delle Sette Marie, una celebrazione che affonda le sue radici in un passato antico, sospeso tra storia documentata e popolare.
La cerimonia prende avvio nella mattinata della Domenica delle Palme sul sagrato della Collegiata di San Gaudenzio, dove si svolge la benedizione delle palme e dei rami d’ulivo. È però nel pomeriggio che il rito entra nel vivo: sette giovani donne, scelte ogni anno dalla Priora della chiesa, impersonano le “Marie”, figure simboliche del dolore e della pietà legate alla Passione di Cristo.
Ciò che rende unica questa processione è l’intreccio tra spiritualità e tradizione storica. Le protagoniste indossano infatti abiti di foggia seicentesca, di ispirazione spagnoleggiante: vesti nere, austere ed eleganti, con lunghi strascichi che rievocano gli abiti nuziali delle nobildonne locali tra la fine del XVII e il XVIII secolo. Il velo nero e le torce accese completano la scena, trasformando la processione in una rappresentazione intensa del lutto e della contemplazione collettiva, capace di coinvolgere profondamente l’intera comunità locale.
Il corteo, silenzioso e carico di suggestione, si snoda per le vie cittadine fino a raggiungere il Sacro Monte di Varallo, uno dei complessi devozionali più importanti d’Europa, riconosciuto anche dall’UNESCO. Qui, all’interno della basilica dell’Assunta, si celebra la messa conclusiva, suggellando un percorso che unisce fede, arte e identità comunitaria.
Nonostante le origini precise della processione restino in parte avvolte nel mistero, la sua continuità nel tempo testimonia la forza di una tradizione capace di rinnovarsi senza perdere autenticità. Per gli abitanti di Varallo, la Processione delle Sette Marie non è soltanto un evento religioso, ma un patrimonio culturale condiviso, un legame vivo con la propria storia e con le radici profonde della spiritualità popolare piemontese, tramandata di generazione in generazione con orgoglio e devozione sincera.
