di Anna De Peron
C’era una volta il turismo di lusso, poi è arrivato il turismo di massa. Ora è di moda il turismo fai da te, con ragioni ben precise per fare dei viaggi all’estero un’esperienza che soddisfi non solo l’occhio, ma anche l’intelletto e lo spirito. Il turismo superficiale di una volta sta perdendo il suo fascino.
Ora c’è chi fa corsi di cucina tradizionale in Puglia, lezioni di arte e disegno in Marocco e chi va in posti remoti per praticare yoga in santa pace. Tutto per dare scopo e gratificazione ai loro viaggi.
Da circa trent’anni è rinato l’interesse in un tipo di viaggio che risale al primo Medioevo: il pellegrinaggio. I pellegrini medievali che coprivano vaste distanze per raggiungere i luoghi sacri sono stati i primi turisti. Spinti dalla devozione, dalla ricerca di redenzione e dallo spirito di avventura, il pellegrinaggio per loro era motivo per partire dai loro villaggi e vedere il mondo. Soprattutto, il pellegrinaggio garantiva l’indulgenza plenaria: l’entrata sicura in Paradiso.
Via facendo, trovavano ospitalità nelle abbazie e nei conventi: l’inizio dell’industria alberghiera!
Il primo di questi pellegrinaggi a prendere piede nei tempi recenti è il celeberrimo “Camino de Santiago”. Si snoda nel nord della Spagna per 800 chilometri e raggiunge il santuario di Santiago di Compostela. Lì, secondo la leggenda, riposano i resti dell’apostolo San Giacomo (Iago in spagnolo).
L’altro percorso che recentemente sta riavendo una ventata di popolarità è la Via Francigena. Il suo nome vuol dire la strada “dei Franchi” o “che viene dalla Francia”. Questo tragitto segue le antiche vie consolari romane che poi divennero le arterie commerciali del Medioevo.
Inizia dalla cattedrale di Canterbury in Inghilterra, luogo sacro a San Tommaso Becket. Oltre la Manica, percorre gran parte della Francia, indi le Alpi svizzere, scende in Italia e procede verso Roma, la Città Eterna, meta sacra della cristianità antica e moderna. Il tragitto si fa a piedi, ma si può fare anche a cavallo o persino in bicicletta. I segnavia guidano il cammino.
La prima documentazione della Via Francigena risale a Sigerico, arcivescovo di Canterbury. Viaggiò fino a Roma per ricevere il “pallium” da papa Giovanni XV. Il pallium era un mantello ecclesiastico di lana, conferito dalla Santa Sede ai vescovi diocesani e ad arcivescovi importanti.
Nel 990 Sigerico tornava da Roma a Canterbury e annotò le tappe del suo itinerario in un diario che si può ancora leggere: la mappa turistica per i futuri pellegrini.
Il pellegrinaggio moderno parte da Canterbury. Si attraversa la campagna inglese fino alle scogliere di Dover. Da lì si traghetta la Manica verso la Piccardia e il territorio dello Champagne. Si sosta a Reims per ammirare la cattedrale e sorseggiare un demi-sec, poi si prosegue per l’abbazia di Clairvaux, fondata da San Bernardo nel 1115. Si procede nei pressi di Losanna fino al passo del Gran San Bernardo, da dove si scende in Italia attraverso le valli innevate.
L’Italia dà il benvenuto con la spettacolare Valle d’Aosta, regione italiana all’ombra delle vette più alte delle Alpi: il Monte Bianco e il Cervino. Lì si possono ammirare paesaggi alpini maestosi, reperti archeologici romani e antichi castelli medievali.
Si passa a Vercelli, in Piemonte, terra di vigneti e risaie, e si continua nella valle del Po in Lombardia. Prima sosta: Pavia, l’antica capitale dei Longobardi, l’università che risale al 1361 e la Certosa. Poi in Emilia-Romagna a Piacenza, sulla via Emilia, dove si possono gustare pancetta, coppa e salame nostrani. Si procede per Fidenza con la tipica architettura lombardo-romanica, e poi su per le colline che portano al Passo della Cisa e nelle foreste degli Appennini.
Finalmente si vede il mare. Siamo in Toscana, sul Tirreno, lungo le spiagge della Versilia. Distese di sabbia dorata incorniciate dalle Alpi Apuane ci invitano a sostare. Viareggio, famosa per il Carnevale, Camaiore e Pietrasanta sono note mete balneari. E perché non fare una puntatina a Carrara per vedere le cave di marmo?
Lasciamo la costa e saliamo in direzione dei colli toscani e umbri, verso le città che nel Medioevo la Francigena ha portato prosperità e ricchezza: Lucca, San Gimignano e Siena.
Il percorso segue mulattiere, sentieri e filari di cipressi. Ci si trova sulle antiche strade etrusche e sulle pietre della Via Cassia, che conduce a Viterbo, circondata dalle poderose mura medievali. In questa città si possono visitare il Palazzo dei Papi e pernottare nel quartiere medievale di San Pellegrino. Da Viterbo ci si tuffa nella verde campagna del Lazio e si passa al Lago di Bolsena con i suoi paesaggi suggestivi e a Montefiascone, dove nelle cantine DOC si può gustare il famoso Est! Est! Est! – siamo quasi a Roma.
Ancora pochi chilometri ed eccoci a Monte Mario, detto anche il Monte della Gioia, da dove si vede il cupolone di San Pietro. Finalmente la città sui sette colli e i suoi monumenti eterni si estende davanti a noi. Il nostro viaggio è giunto a destinazione.
I passi fatti con costanza e determinazione hanno percorso più di 2.000 chilometri in tre mesi. Un viaggio rigoroso, straordinario e indimenticabile.
Ci ha permesso di ascoltare le vicende della storia, contemplare nelle navate delle antiche chiese dimenticate dal tempo, ammirare panorami mozzafiato e sprofondare nel silenzio dei propri pensieri. E… chissà, guadagnarsi il passaporto per il Paradiso!
