L’economia australiana potrebbe aver registrato una brusca frenata nei primi tre mesi del 2026, secondo le nuove stime degli analisti della Commonwealth Bank of Australia, che ritengono possibile una crescita pari a zero nel trimestre gennaio-marzo.
La previsione alimenta i timori che l’attività economica stesse già rallentando sensibilmente prima dello scoppio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, destinato ad aumentare ulteriormente l’incertezza sui mercati internazionali.
Gli economisti stanno rivedendo al ribasso le proprie stime in vista della pubblicazione dei conti nazionali da parte dell’Australian Bureau of Statistics (ABS), prevista per domani alle 11:30.
Secondo la Commonwealth Bank, il Prodotto Interno Lordo (PIL) potrebbe non essere cresciuto affatto nel trimestre di marzo, dopo l’incremento dello 0,3% registrato negli ultimi tre mesi del 2025.
Se la previsione dovesse essere confermata, la crescita annuale dell’economia australiana scenderebbe dal 2,6% al 2,1%, evidenziando una perdita di slancio significativa.
A pesare sulle prospettive economiche sono soprattutto i dati sul commercio estero. Le ultime statistiche mostrano infatti che le esportazioni nette potrebbero sottrarre più crescita del previsto al PIL reale.
Anche altre grandi istituzioni finanziarie condividono le preoccupazioni. Gli economisti di Westpac hanno ridotto le proprie stime per il trimestre di marzo e avvertito che esiste addirittura «la possibilità di una contrazione dell’economia» nel trimestre attualmente in corso.
«I dati confermano che l’economia stava rallentando prima che il conflitto in Medio Oriente iniziasse a produrre effetti concreti», hanno dichiarato gli analisti della banca.
Westpac e National Australia Bank (NAB) mantengono tuttavia una previsione leggermente più ottimistica rispetto alla Commonwealth Bank, stimando una crescita dello 0,3% nel trimestre e del 2,4% su base annua.
I dati che verranno diffusi domani saranno osservati con grande attenzione da investitori, imprese e governo, poiché offriranno una fotografia dettagliata dello stato dell’economia australiana prima che le tensioni geopolitiche internazionali iniziassero a influenzare commercio, prezzi dell’energia e fiducia dei mercati.
Per le famiglie australiane, già alle prese con il caro vita, l’aumento dei costi dei mutui e la pressione sul bilancio domestico, un ulteriore rallentamento dell’economia potrebbe rafforzare le aspettative di nuovi tagli ai tassi di interesse da parte della Reserve Bank of Australia nei prossimi mesi.
Il dato sul PIL di domani sarà quindi uno degli indicatori economici più importanti dell’anno e contribuirà a chiarire se l’Australia stia attraversando una semplice fase di rallentamento oppure se si stia avvicinando a una fase economica più complessa e fragile.
