Al Summit di Sydney il contributo italiano all’osservazione della Terra, alle tecnologie satellitari e allo sviluppo della nuova economia lunare
L’Italia punta a rafforzare la collaborazione con l’Australia nel settore spaziale, mettendo a disposizione competenze scientifiche, infrastrutture avanzate e tecnologie riconosciute a livello internazionale.
Il tema è stato al centro dell’Australian Space Summit & Exhibition 2026, svoltosi a Sydney, al quale ha partecipato anche il consigliere scientifico dell’Ambasciata d’Italia in Australia, Marco Lazzarino.
Lazzarino è intervenuto in un panel dedicato alla costruzione di partnership internazionali affidabili e durature, sottolineando come la cooperazione tra Paesi rappresenti un elemento fondamentale per affrontare le nuove sfide del settore spaziale.
Particolare attenzione è stata dedicata all’osservazione della Terra, un ambito nel quale l’Italia dispone di capacità tecnologiche e operative di primo livello. I sistemi satellitari permettono infatti di raccogliere informazioni essenziali per il monitoraggio ambientale, la prevenzione delle calamità naturali, la sicurezza delle infrastrutture, l’agricoltura e la gestione del territorio.
Tra le eccellenze italiane presentate durante l’incontro figura il Centro spaziale del Fucino, una delle più importanti infrastrutture mondiali per le telecomunicazioni satellitari e la più grande struttura dedicata agli usi civili. Il centro rappresenta un punto strategico per il controllo delle missioni, la gestione dei satelliti e la trasmissione dei dati.
Nel corso della discussione è stato inoltre evidenziato il ruolo di e-GEOS, società specializzata nei servizi geospaziali e nell’elaborazione delle immagini satellitari. Le sue competenze consentono di trasformare i dati raccolti dallo spazio in informazioni utilizzabili da governi, imprese, istituzioni scientifiche e organismi impegnati nella gestione delle emergenze.
Un altro elemento centrale della capacità spaziale italiana è rappresentato dalla costellazione satellitare COSMO-SkyMed, progettata per l’osservazione della Terra attraverso sistemi radar in grado di operare in qualsiasi condizione meteorologica e sia di giorno sia di notte.
L’Italia possiede inoltre competenze che coprono l’intera catena del valore del settore spaziale: dalla produzione di componenti e piccoli satelliti, comprese le tecnologie CubeSat, fino alle missioni di esplorazione dello spazio profondo e alle prospettive legate alla cosiddetta economia lunare.
Quest’ultima comprende le attività scientifiche, tecnologiche e commerciali che potrebbero svilupparsi intorno all’esplorazione e all’utilizzo sostenibile delle risorse della Luna. Un settore ancora in fase di evoluzione, ma destinato ad assumere un peso crescente nelle strategie spaziali internazionali.
La partecipazione italiana al vertice di Sydney conferma la volontà di Roma di intensificare i rapporti con Canberra in un comparto considerato strategico per l’innovazione, la sicurezza e lo sviluppo economico.
L’Australia sta infatti investendo nella crescita della propria industria spaziale e nella costruzione di collaborazioni con partner internazionali. L’esperienza italiana potrebbe contribuire alla realizzazione di nuovi progetti comuni nel campo dei satelliti, dell’osservazione della Terra, della ricerca scientifica e delle missioni future.
La cooperazione spaziale si conferma così come uno dei settori più promettenti nelle relazioni tra Italia e Australia, due Paesi interessati a unire competenze, infrastrutture e capacità industriali per affrontare insieme le nuove frontiere dello spazio.

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