A novembre Reggio Calabria ospiterà la Conferenza degli addetti scientifici, spaziali ed esperti agricoli della Farnesina. L’appuntamento riunirà cinquanta rappresentanti italiani impegnati nelle ambasciate, nei consolati e presso gli organismi internazionali. Al centro dell’edizione 2026 ci saranno intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, spazio, agroalimentare e start-up. Cannizzaro: “Un fatto storico, saremo al cospetto del mondo”.
Reggio Calabria entra nella diplomazia scientifica italiana
Reggio Calabria si prepara a diventare per tre giorni capitale della diplomazia scientifica italiana.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è arrivato in Calabria per presentare, insieme al sindaco Francesco Cannizzaro, la prossima Conferenza degli addetti scientifici e spaziali e degli esperti agricoli, prevista nel capoluogo calabrese nel mese di novembre.
L’annuncio è stato illustrato a Palazzo Alvaro, nella sala “Monsignor Ferro”, in un incontro che segna un passaggio politico e istituzionale importante per la città dello Stretto.
L’ultima edizione della conferenza si era svolta a Napoli nel 2025. Quest’anno la scelta cade su Reggio Calabria, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo del Sud Italia nella ricerca, nell’innovazione e nel trasferimento tecnologico.
Il focus: AI, tecnologie quantistiche, spazio e agroalimentare
L’edizione 2026 avrà un profilo fortemente strategico.
Secondo quanto indicato dalla Farnesina, la conferenza si concentrerà sulle tecnologie di frontiera, a partire dall’intelligenza artificiale e dalle tecnologie quantistiche, senza dimenticare due settori chiave per il sistema Italia: spazio e agroalimentare.
È previsto anche un segmento dedicato alle start-up, considerate sempre più centrali nel collegamento tra ricerca, impresa, innovazione e competitività internazionale.
La diplomazia scientifica diventa così uno strumento operativo della politica estera italiana: non soltanto relazioni istituzionali, ma promozione di competenze, investimenti, cooperazione tecnologica e crescita dei territori.
Tajani: “Reggio ha una dimensione mediterranea”
Il ministro Tajani ha spiegato che la scelta di Reggio Calabria nasce da una precisa visione politica.
“La città di Reggio Calabria, che è una delle grandi città del Mediterraneo, non può non avere questa dimensione”, ha dichiarato, ricordando come il capoluogo dello Stretto abbia già ospitato il G7 del Commercio estero.
Per Tajani, Reggio può diventare un luogo capace di attrarre eventi internazionali e di collegare bellezza, intelligenze, ricerca e sviluppo economico.
Il titolare della Farnesina ha rivendicato anche una scelta di metodo: non concentrare tutto a Roma, ma portare i grandi appuntamenti istituzionali nei territori.
“Ho deciso di non avere una visione romanocentrica degli eventi che organizziamo”, ha spiegato. Dopo Torino, Padova e Napoli, quest’anno sarà dunque Reggio Calabria a ospitare gli addetti scientifici italiani nel mondo.
Perché la Calabria
La scelta della Calabria non è casuale.
La Farnesina collega l’individuazione di Reggio Calabria all’elevata specializzazione degli atenei calabresi nel campo delle nuove tecnologie.
Al centro ci sono l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, l’Università Magna Græcia di Catanzaro e l’Università della Calabria, che ha contribuito alla stesura della Strategia nazionale per l’Intelligenza Artificiale.
È un passaggio significativo, perché riconosce al sistema universitario calabrese un ruolo non marginale nei settori più avanzati della ricerca e dell’innovazione.
La conferenza diventa quindi anche un’occasione per mettere in relazione diplomazia, università, impresa e territorio.
Chi sono gli addetti scientifici italiani
I protagonisti della conferenza saranno i cinquanta addetti scientifici operanti nelle ambasciate italiane nel mondo, nelle rappresentanze presso gli organismi internazionali e nei consolati.
La loro distribuzione racconta la rete globale della diplomazia scientifica italiana: 12 nelle Americhe, 5 in Africa, 10 in Asia, 20 in Europa e 3 nell’area del Mediterraneo e Medio Oriente.
Si tratta di figure nominate dal Ministero degli Esteri e selezionate tra ricercatori, dirigenti di ricerca, professori universitari ed esperti provenienti da enti e istituzioni scientifiche.
Il loro compito è promuovere gli interessi italiani nei campi della scienza, della tecnologia, dello spazio, dell’innovazione e dell’agricoltura.
Il ruolo della diplomazia scientifica
Gli addetti scientifici mantengono i rapporti con il mondo della ricerca nei Paesi in cui operano, preparano accordi internazionali, promuovono partenariati tra università e centri di ricerca, favoriscono investimenti e sostengono la cooperazione bilaterale.
Il loro lavoro è fondamentale anche per tenere vivo il rapporto con le comunità di ricercatori italiani all’estero.
Tajani ha sottolineato l’importanza di far sentire questi professionisti legati alla madrepatria e di creare condizioni affinché possano, un giorno, riportare competenze e sapere nelle università e nelle istituzioni italiane.
In questo senso, la conferenza di Reggio Calabria non sarà soltanto un evento di rappresentanza, ma un momento di indirizzo operativo per la rete scientifica italiana nel mondo.
Ricerca, innovazione e formazione per competere
Per il ministro degli Esteri, il messaggio politico dell’iniziativa è chiaro: senza ricerca, innovazione e formazione l’Italia non può competere a livello globale.
Tajani ha insistito sul legame tra questi tre elementi, definendoli essenziali per la crescita economica e per la presenza internazionale del Paese.
Durante i tre giorni di lavori a Reggio Calabria, la Farnesina ascolterà gli addetti scientifici, offrirà indicazioni sulle priorità strategiche e favorirà il confronto con le realtà universitarie, produttive e scientifiche del territorio.
Il coinvolgimento degli atenei calabresi sarà uno dei punti centrali dell’appuntamento.
Cannizzaro: “Un fatto storico per Reggio”
Il sindaco Francesco Cannizzaro ha definito l’arrivo della conferenza a Reggio Calabria “un fatto storico”.
Secondo il primo cittadino, l’evento rappresenta una grande occasione per proiettare la città in una dimensione internazionale e per collegare il territorio alle grandi sfide della geopolitica contemporanea.
“La nuova geopolitica si scrive con la scienza, lo spazio e l’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Cannizzaro, sottolineando che Reggio sarà chiamata ad accogliere scienziati, esperti e rappresentanti istituzionali provenienti dalle sedi diplomatiche italiane nel mondo.
Il sindaco ha parlato di una sfida importante per la città, chiamata a dimostrare capacità organizzativa, visione e consapevolezza del proprio ruolo nel Mediterraneo.
Agroalimentare, export e cambiamenti climatici
Uno dei temi centrali della conferenza sarà anche l’agroalimentare.
Cannizzaro ha collegato l’iniziativa al tessuto produttivo calabrese e meridionale, ricordando il peso dell’export agroalimentare e il contributo delle imprese del territorio.
Secondo il sindaco, la Calabria può giocare un ruolo significativo nella promozione dei prodotti italiani nel mondo, ma deve anche affrontare sfide sempre più urgenti.
Tra queste, il cambiamento climatico e la siccità.
Il primo cittadino ha ricordato le preoccupazioni degli agricoltori delle montagne, delle colline e delle periferie reggine, che nelle ultime settimane hanno denunciato difficoltà crescenti legate alla carenza d’acqua e alla trasformazione delle condizioni climatiche.
Per questo, la conferenza potrà diventare anche un laboratorio di studio sui fenomeni che stanno colpendo l’agricoltura mediterranea.
Sud Italia e trasferimento tecnologico
La Farnesina considera la conferenza anche un’occasione per valorizzare il potenziale dei territori del Sud Italia.
Ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico non possono restare confinati nei grandi poli del Centro-Nord o nelle sole capitali istituzionali. Il Mezzogiorno può diventare una piattaforma di sperimentazione su temi decisivi: agricoltura intelligente, sostenibilità, gestione dell’acqua, tecnologie spaziali, intelligenza artificiale applicata e innovazione industriale.
Reggio Calabria, in questo quadro, può giocare una partita nuova: usare la propria posizione mediterranea non come semplice dato geografico, ma come leva strategica.
Reggio davanti al mondo
L’arrivo degli addetti scientifici, spaziali ed esperti agricoli della Farnesina porterà a Reggio Calabria non soltanto delegazioni tecniche, ma anche attenzione mediatica e istituzionale.
Cannizzaro ha parlato di un appuntamento capace di mettere la città “al cospetto del mondo”.
La frase sintetizza l’ambizione dell’iniziativa: trasformare Reggio in uno spazio di confronto internazionale sui temi che oggi determinano competitività, sicurezza alimentare, innovazione e relazioni diplomatiche.
La conferenza sarà anche un banco di prova per la nuova amministrazione comunale, chiamata a gestire un evento di alto profilo pochi mesi dopo l’insediamento.
Dal palazzo istituzionale all’Arena dello Stretto
La giornata dell’annuncio ha avuto anche un forte valore simbolico.
Subito dopo la conferenza stampa a Palazzo Alvaro, Tajani, Cannizzaro e la giunta si sono spostati all’Arena dello Stretto, dove si è tenuto il primo Consiglio comunale dell’era Cannizzaro.
Un doppio passaggio politico: da una parte la proiezione internazionale della città, dall’altra l’avvio ufficiale della nuova stagione amministrativa.
Reggio Calabria prova così a presentarsi come una città che non vuole più limitarsi a raccontare la propria posizione geografica, ma intende usarla come leva politica, culturale ed economica.
Una sfida per il futuro della città
L’arrivo della conferenza degli addetti scientifici non sarà solo un evento da calendario. Sarà una prova di credibilità.
Per Reggio Calabria significa dimostrare di poter ospitare appuntamenti internazionali, valorizzare le proprie università, dialogare con il mondo della ricerca e creare collegamenti concreti tra diplomazia, economia e territorio.
La città dello Stretto ha una collocazione naturale nel Mediterraneo. Ora deve trasformare quella posizione in una strategia.
L’annuncio di Tajani apre una possibilità. Toccherà alla città dimostrare di saperla trasformare in opportunità.
