Victoria, avviso di irregolarità per il camion “Ditch the Witch” contro Jacinta Allan

La polizia ha contestato le modifiche apportate al veicolo che mostrava la premier con un cappello da strega. Il conducente dovrà presentare il camion a VicRoads per un’ispezione

La Victoria Police ha emesso un defect notice, un avviso relativo a possibili irregolarità tecniche, nei confronti del camion utilizzato per mostrare la controversa campagna pubblicitaria “Ditch the Witch” contro la premier del Victoria, Jacinta Allan.

Il veicolo circolava per le strade di Melbourne con grandi cartelloni raffiguranti Allan con un cappello nero da strega e verruche sul volto. L’immagine, generata attraverso l’intelligenza artificiale, era accompagnata dallo slogan che può essere tradotto come “Liberiamoci della strega”.

L’intervento dopo una segnalazione

La polizia ha confermato che il provvedimento è stato adottato al termine di un’indagine avviata dopo una segnalazione ricevuta il 16 aprile.

Secondo quanto emerso, le strutture pubblicitarie aggiunte al camion non rispetterebbero gli standard previsti dalla normativa sui veicoli.

Il conducente dovrà quindi presentare il mezzo a VicRoads, che effettuerà un controllo per verificare la sicurezza e la conformità delle modifiche.

Il provvedimento riguarda il veicolo, non il messaggio

L’avviso non sarebbe stato emesso per censurare il contenuto politico o offensivo della campagna, ma per le caratteristiche tecniche dei cartelloni montati sul mezzo.

La distinzione è importante: il dibattito sulla libertà di espressione resta separato dalla verifica sulla sicurezza e sulla regolarità del camion.

Spetterà ora a VicRoads stabilire se le strutture pubblicitarie possano restare installate o se debbano essere modificate o rimosse prima che il mezzo torni a circolare regolarmente.

Una campagna in giro per Melbourne

Il camion era stato visto per diverse settimane nel centro di Melbourne e in altre zone della città.

Le immagini contro la premier venivano mostrate insieme ad annunci pubblicitari per un bordello, contribuendo ad aumentare l’attenzione e le polemiche attorno alla campagna.

I promotori hanno presentato l’iniziativa come una forma di contestazione politica contro il governo statale, accusato di non affrontare adeguatamente il debito, il costo della vita e altri problemi del Victoria.

Allan denuncia un attacco sessista

Jacinta Allan ha definito la campagna sessista, sostenendo che il confronto politico dovrebbe concentrarsi sulle idee e sulle decisioni del governo, non su attacchi personali rivolti alle donne.

La premier ha affermato che i cittadini hanno pieno diritto di criticare il suo operato, ma ha espresso preoccupazione per il messaggio rivolto alle donne e alle ragazze che valutano un possibile futuro nella vita pubblica.

Allan ha inoltre parlato di una campagna politica segreta e ben finanziata, chiedendo maggiore trasparenza su chi l’abbia organizzata e sostenuta economicamente.

Le condanne di Albanese e Gillard

Il primo ministro Anthony Albanese ha definito l’iniziativa inaccettabile, invitando a ridurre il livello degli attacchi personali nel dibattito politico australiano.

Anche l’ex prima ministra Julia Gillard è intervenuta, dichiarandosi disgustata dal ritorno di uno slogan già utilizzato contro di lei circa quindici anni fa.

La frase “Ditch the Witch” comparve infatti su un cartello durante una manifestazione contro la carbon tax nel 2011, alla quale partecipò l’allora leader dell’opposizione Tony Abbott. Gillard ricordò successivamente quell’episodio nel celebre discorso parlamentare sulla misoginia.

Critiche anche dall’opposizione

La leader dell’opposizione del Victoria, Jess Wilson, ha negato qualsiasi coinvolgimento del Liberal Party nella campagna e ha giudicato inappropriato il linguaggio utilizzato.

La condanna bipartisan ha mostrato come il caso abbia superato il normale confronto tra maggioranza e opposizione, trasformandosi in una discussione più ampia sui limiti della comunicazione politica.

Pauline Hanson ha invece minimizzato la vicenda, invitando Allan ad accettare la durezza del confronto pubblico.

Tra protesta politica e attacco personale

Il caso pone una questione delicata: fino a che punto una campagna politica può utilizzare immagini offensive o provocatorie senza oltrepassare il confine tra critica e denigrazione personale?

Contestare le politiche di un governo fa parte della democrazia. Diverso è utilizzare caratteristiche legate al genere per trasformare un’avversaria in una caricatura.

I promotori sostengono che il messaggio rappresenti il malcontento di una parte dell’elettorato. I critici ritengono invece che lo slogan riproponga un linguaggio misogino già usato in passato per delegittimare le donne in politica.

Il camion dovrà essere ispezionato

L’attenzione si sposta ora sulla verifica tecnica di VicRoads.

L’ispezione dovrà stabilire se i cartelloni siano stati installati rispettando le regole relative alle dimensioni, alla sicurezza e alle modifiche consentite sui veicoli in circolazione.

Il provvedimento della polizia non chiude il confronto politico sulla campagna, ma potrebbe impedire al camion di continuare a mostrare i cartelloni nella forma attuale qualora venissero confermate le irregolarità.