Duro intervento alla Camera del deputato del Pd contro l’emendamento che ridisegna la Circoscrizione Estero: «State cancellando territori e silenziando intere comunità»
Un intervento durissimo, pronunciato nell’Aula della Camera durante il confronto sull’emendamento che modifica le ripartizioni della Circoscrizione Estero. Il deputato del Partito democratico Nicola Carè, eletto fuori dai confini nazionali, ha accusato la maggioranza di voler indebolire la rappresentanza parlamentare degli italiani nel mondo.
Carè ha definito la proposta non una riforma, ma «uno scippo di democrazia» e «una vergogna istituzionale costruita contro gli italiani all’estero».
«Volete il loro lavoro, ma non la loro voce»
Il parlamentare ha contestato quella che considera una contraddizione profonda nell’atteggiamento della politica italiana verso i connazionali residenti all’estero.
Quando contribuiscono alla crescita delle esportazioni, investono e aprono nuovi mercati, ha affermato, vengono celebrati come ambasciatori del Made in Italy e come orgoglio dell’Italia nel mondo.
Quando chiedono servizi, diritti e una rappresentanza politica vicina alle comunità, secondo Carè, diventano invece un problema da ridimensionare.
«Volete il loro lavoro, ma non il loro voto. Volete il loro contributo, ma non la loro voce. Volete il Made in Italy, ma maltrattate gli italiani che lo portano nel mondo», ha dichiarato.
L’accusa: «Cambiate le regole perché non avete candidati radicati»
Carè ha attribuito alla maggioranza una precisa motivazione politica.
Secondo il deputato, il centrodestra non disporrebbe di candidati sufficientemente radicati nei territori e capaci di conquistare la fiducia delle comunità italiane all’estero. Per questo, invece di costruire una presenza reale nei diversi Paesi, avrebbe scelto di cambiare i confini delle circoscrizioni.
«Invece di guadagnarvi i voti, cambiate le regole. Invece di vincere la partita, spostate le porte», ha detto.
Il parlamentare ha rivendicato il risultato ottenuto dal centrosinistra nella Circoscrizione Estero, sostenendo che i sette eletti siano il frutto del lavoro svolto quotidianamente nelle comunità e del rapporto costruito con gli elettori.
«Se non elegge i vostri rappresentanti, cancellate il territorio»
L’accusa più grave riguarda la finalità dell’emendamento.
Per Carè, la riduzione delle ripartizioni non sarebbe dettata dalla volontà di migliorare il sistema, ma dal tentativo di modificare gli equilibri elettorali e favorire l’elezione di un maggior numero di candidati del centrodestra.
«Non è un riequilibrio. È un trucco elettorale. Non è rappresentanza. È una spartizione», ha affermato.
Secondo il deputato, il principio seguito dalla maggioranza sarebbe semplice: quando un territorio non elegge i suoi candidati, invece di rafforzare il legame con la comunità, si elimina il territorio come unità politica autonoma.
Il collegio mondiale per il Senato
Carè ha poi concentrato l’attacco sulla proposta di trasformare l’intera Circoscrizione Estero in un unico collegio per l’elezione del Senato.
Una scelta che, a suo giudizio, renderebbe impossibile qualsiasi rapporto concreto tra il parlamentare eletto e le comunità che dovrebbe rappresentare.
Il deputato ha utilizzato l’ironia per evidenziare l’enormità del nuovo collegio: «A questo punto aggiungete anche il Sud di Marte».
«Nella vostra geografia elettorale Sydney, Tokyo, Buenos Aires e Johannesburg sono praticamente quartieri confinanti. Marte sarà appena un po’ più in periferia», ha aggiunto, chiedendo provocatoriamente se sia prevista una convenzione con la NASA per permettere al futuro senatore di essere presente sul territorio.
Comunità diverse non possono diventare un unico collegio
Dietro l’ironia, Carè ha richiamato una questione concreta.
Asia, Africa, Australia, Americhe ed Europa hanno esigenze consolari, economiche, sociali e culturali profondamente differenti. Le distanze rendono già oggi difficile mantenere un rapporto costante con gli elettori; un collegio mondiale renderebbe questa attività ancora più complessa.
«Non sono puntini intercambiabili su una cartina. Sono comunità, storie, bisogni e territori profondamente differenti», ha detto.
Secondo Carè, la maggioranza non starebbe semplicemente accorpando circoscrizioni, ma cancellando territori, silenziando comunità e mutilando un diritto democratico.
Il rischio di una rappresentanza soltanto formale
Il nuovo sistema, ha sostenuto il deputato, trasformerebbe il voto estero in una competizione su collegi smisurati.
Le campagne elettorali richiederebbero risorse economiche e organizzative enormi, favorendo i candidati maggiormente sostenuti dalle segreterie nazionali dei partiti e rendendo quasi impossibile l’affermazione di rappresentanti espressione delle singole comunità.
Il rapporto diretto tra eletto ed elettore, che dovrebbe rappresentare il fondamento della Circoscrizione Estero, rischierebbe così di diventare puramente formale.
«Gli italiani all’estero non sono il bancomat dell’export»
Carè ha poi respinto l’idea che le comunità italiane nel mondo possano essere considerate importanti soltanto per il loro contributo economico.
«Gli italiani all’estero non sono il bancomat dell’export italiano», ha dichiarato.
Il deputato ha accusato le istituzioni di celebrare i connazionali durante le missioni commerciali e gli eventi dedicati al Made in Italy, salvo poi ridurne il peso quando si decide la loro rappresentanza parlamentare.
La promessa di una battaglia parlamentare
Carè ha assicurato che continuerà a opporsi alla modifica, difendendo il diritto delle comunità ad avere parlamentari presenti nella propria area geografica, capaci di conoscerne direttamente i problemi e di rispondere agli elettori.
«Contro questo scempio non arretrerò di un millimetro», ha affermato.
Il deputato ha inoltre avvertito la maggioranza che gli italiani all’estero seguiranno con attenzione il voto parlamentare e ricorderanno chi avrà sostenuto la riduzione delle ripartizioni.
«Hanno la penna per cancellare la vostra arroganza»
La conclusione dell’intervento è stata affidata a un richiamo diretto al potere degli elettori.
«Voi avete le forbici per tagliare le circoscrizioni. Loro hanno la penna per cancellare la vostra arroganza», ha dichiarato Carè.
L’emendamento rappresenta uno dei passaggi più controversi della nuova legge elettorale. Il confronto non riguarda soltanto il numero e i confini delle ripartizioni, ma la natura stessa della rappresentanza degli italiani nel mondo: territoriale e legata alle comunità oppure globale e affidata soprattutto alla forza organizzativa dei partiti.
