Sydney, nonno di 74 anni ucciso durante la passeggiata: sotto esame l’assistenza psichiatrica dell’accusato

Quang My Pham sarebbe stato colpito ripetutamente alla testa con un’asse di legno a Yennora. Il presunto aggressore era stato dimesso otto mesi prima da una struttura di salute mentale e viveva in un alloggio assistito

Le autorità del New South Wales hanno avviato una revisione urgente dell’assistenza clinica ricevuta da Corum Ash, l’uomo accusato di aver aggredito mortalmente il settantaquattrenne Quang My Pham durante la sua abituale passeggiata mattutina nella zona sud-occidentale di Sydney.

Pham, padre di sei figli e nonno, sarebbe stato assalito senza alcun motivo sabato scorso a Yennora. Secondo la ricostruzione della polizia, Ash lo avrebbe colpito più volte alla testa con un’asse di legno di medie dimensioni, lasciandolo privo di sensi prima di allontanarsi.

La vittima è morta due giorni dopo in ospedale, circondata dai familiari.

L’aggressione durante la passeggiata mattutina

Quang My Pham era uscito per la consueta camminata nelle prime ore del giorno quando sarebbe stato avvicinato e attaccato.

Le immagini delle telecamere di sicurezza lo mostrerebbero poco prima dell’aggressione, mentre percorreva tranquillamente la zona di Yennora.

La polizia sostiene che il settantaquattrenne non conoscesse il presunto aggressore e che non vi fosse stata alcuna provocazione o discussione precedente.

Pham avrebbe riportato gravissime lesioni alla testa e sarebbe rimasto incosciente sul posto fino all’arrivo dei soccorsi.

Il mandato d’arresto e la morte in ospedale

La domenica sera, la NSW Police aveva diffuso un mandato di arresto nei confronti di Ash per tentato omicidio.

L’uomo è stato arrestato circa 24 ore dopo, poche ore dopo la morte di Pham.

Le accuse sono state quindi aggiornate e Ash è stato incriminato per omicidio e per aver causato lesioni personali gravi con l’intento di uccidere.

Gli sono state contestate anche ulteriori accuse di aggressione comune relative a episodi distinti.

Tutte le accuse dovranno essere provate davanti a un tribunale e l’imputato è da considerarsi innocente fino a eventuale condanna definitiva.

Dimesso da una struttura psichiatrica otto mesi prima

Dopo l’arresto è emerso che Ash aveva trascorso un lungo periodo in una struttura di salute mentale nel centro-ovest del New South Wales.

Sarebbe stato dimesso nel novembre dello scorso anno, circa otto mesi prima dell’aggressione mortale.

Successivamente si era trasferito a Carlingford, nella zona nord-occidentale di Sydney, dove viveva in un alloggio assistito destinato a persone con bisogni complessi di salute mentale e precedenti contatti con il sistema giudiziario.

Le segnalazioni sul peggioramento delle condizioni

Fonti a conoscenza del caso sostengono che nelle settimane precedenti fossero state sollevate preoccupazioni sul deterioramento delle condizioni mentali di Ash.

Sarebbero emersi dubbi sulla sua permanenza nella comunità e sulla necessità di un nuovo ricovero.

La vicenda apre quindi interrogativi sulla comunicazione tra strutture sanitarie, servizi sociali, alloggi assistiti, polizia e altri organismi incaricati della supervisione.

Uno degli aspetti centrali della revisione sarà stabilire se i diversi servizi disponessero di informazioni sufficienti e se fossero nelle condizioni di intervenire prima della tragedia.

Il governo del NSW avvia una revisione urgente

Il governo statale ha disposto un esame dell’assistenza clinica fornita ad Ash nelle settimane precedenti all’aggressione.

La revisione dovrà verificare le valutazioni del rischio, il piano terapeutico, il monitoraggio dopo la dimissione e l’eventuale presenza di segnali che avrebbero potuto giustificare un intervento più restrittivo.

L’opposizione ha chiesto che l’indagine sia condotta in maniera indipendente.

La portavoce per la Salute Sarah Mitchell ha domandato se, prima della dimissione, fosse stata effettuata un’adeguata valutazione del rischio e se fosse stato predisposto un efficace programma di assistenza nella comunità.

Fermato per un’altra aggressione poche ore dopo

A rendere il caso ancora più inquietante è quanto avvenuto poche ore dopo l’attacco di Yennora.

Ash sarebbe stato bloccato da alcuni cittadini in seguito a una separata aggressione avvenuta presso un centro medico di Carlingford.

La polizia lo aveva successivamente incriminato per aggressione comune, ma lo aveva rilasciato perché in quel momento non era ancora stato collegato al gravissimo episodio che aveva coinvolto Pham.

Il commissario della NSW Police, Mal Lanyon, ha spiegato che gli agenti che decisero il rilascio non disponevano di informazioni sulla storia psichiatrica dell’uomo.

Una terza presunta aggressione

Ash sarebbe inoltre accusato di aver aggredito un uomo di 65 anni presso il suo camper a Guildford alcuni giorni prima della morte di Pham.

Anche questo episodio rientra ora nell’esame complessivo delle sue attività e degli eventuali segnali di pericolo emersi prima dell’arresto.

La successione dei presunti episodi solleva domande sulla capacità delle autorità di collegare rapidamente le segnalazioni e condividere le informazioni rilevanti.

Nessuna richiesta di libertà su cauzione

Ash è comparso martedì davanti alla Parramatta Local Court.

Non ha presentato domanda di rilascio su cauzione e resterà in custodia cautelare almeno fino alla prossima udienza, fissata per il 10 settembre.

Nel frattempo, gli investigatori continueranno a raccogliere testimonianze, immagini di sorveglianza, documentazione medica e informazioni sui movimenti dell’imputato.

Una famiglia distrutta e molte domande aperte

Quang My Pham viene ricordato dai familiari come un uomo dedito alla famiglia e alle proprie abitudini quotidiane.

La sua morte ha sconvolto la comunità locale e ha trasformato una normale passeggiata mattutina in una tragedia che ora impone risposte chiare.

La revisione dovrà stabilire se vi siano state carenze nell’assistenza, nella condivisione delle informazioni o nella valutazione del rischio.