di Lorenzo Canu
A Wilson Street, Newtown, c’è una vetrina che vende cose che a Sydney non si trovano altrove.
Marani Deli ha aperto a Newtown nel 2023. Lo gestisce Alex Grenouiller, francese di Grenoble, insieme al compagno Aaron, siciliano di seconda generazione.
Il nome viene dalla Georgia: marani è il locale in cui si conservano le anfore interrate utilizzate per produrre il vino. Alex e Aaron ci sono andati nel 2018 per visitare alcuni produttori di vino naturale e, da quel viaggio, hanno conservato un’idea di ospitalità fatta di persone sedute attorno a un tavolo, fuori dalla cantina, a bere e mangiare senza fretta.
Il locale è piccolo: scaffali di legno scuro, formaggi con le etichette scritte a mano, conserve, salumi e limonate siciliane. I colori del marchio provengono dalle piastrelle della cucina dei nonni di Alex, in Francia.
Quello che tiene insieme gli scaffali, più dei Paesi di provenienza, è il ricordo.
«Tante cose qui hanno a che fare con la nostalgia», dice Alex. «Ci sono prodotti che gli italiani non vedono da un po’ o che ricordano loro qualcosa. L’Amarena Fabbri [comprata immediatamente, ndr]. Cose che non sapevano di poter trovare a Sydney. Quando tiriamo fuori il cioccolato di Modica, la gente ci dice: “Non lo mangio dalle vacanze, da quando ero bambino”».
Quel cioccolato non passa attraverso un importatore. Il marchio è Sabadì, prodotto con erbe e agrumi dell’isola, capperi, alloro e fico d’India. Chi lo portava da Melbourne è andato in pensione e così Alex lo compra in Sicilia oppure lo fa spedire ai genitori in Francia, per poi caricarlo in valigia.
Lo stesso vale per le provole del Caseificio Alcantara, a Castiglione di Sicilia, il paese della famiglia di Aaron: una con i pistacchi, una con le noci e una con un limone acerbo racchiuso nella pasta, il cui olio penetra nella cagliata.
Accanto ai prodotti rari c’è il banco dei panini. La rosetta con ricotta e mortadella ne è l’esempio: tre ingredienti e pane caldo consegnato ogni mattina dalla Victoire Boulangerie.
«A Sydney mettono dieci ingredienti dentro un panino», dice Alex. «Noi facciamo come si mangiava per strada o come ce lo mettevano nello zaino per la scuola. Pane buono, un buon prosciutto, un buon formaggio e non serve altro».
I biscotti di mandorle sono la prima cosa che la gente cerca. Li preparava la nonna di Aaron, arrivata dalla Sicilia negli anni Cinquanta. Veniva al deli una volta alla settimana, li preparava e poi restava un’ora seduta a parlare con i clienti.
L’hanno persa circa un anno fa e, da allora, li prepara Alex.
«Quando non ci sono sul bancone, la gente protesta. Ieri li avevo finiti e ne ho preparati altri ieri sera per oggi».
Il mercoledì sera il deli ospita le serate Supra, al prezzo di 95 dollari a persona. Alex cucina i piatti di una regione e li abbina ai vini scelti insieme a un importatore.
Nel corso degli anni il deli ha attraversato l’Italia regione per regione: Puglia, Veneto, Friuli, Sardegna, Sicilia più volte, Piemonte e una serata dedicata alle regioni alpine, con Valle d’Aosta, Trentino e Dolomiti.
A metà giugno è toccato all’Abruzzo, con i vini di Montepulciano accompagnati dal Pecorino di Farindola, formaggio di pecora a latte crudo prodotto esclusivamente da donne nel Parco del Gran Sasso, attraverso una tecnica che risale all’epoca romana.
A luglio è stata la volta dell’Emilia-Romagna e del Tour de France. Ad agosto il deli uscirà dall’Italia: una cena al tartufo il 4 e una serata georgiana il 30, richiamando così la lingua d’origine del nome scritto sulla porta.
Le serate registrano il tutto esaurito nel giro di pochi giorni. Quelle di luglio sono già esaurite, con la lista d’attesa aperta.
«Per l’ultima ho chiamato ottanta persone dalla lista il giorno prima», racconta Alex.
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