Il sisma di magnitudo 7,4 ha colpito duramente diverse aree del Paese. Ospedali saturi a Cali, coprifuoco contro i saccheggi e soccorsi ancora in corso. Stati Uniti e Venezuela annunciano aiuti
Si aggrava il bilancio del devastante terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito la Colombia il 10 agosto. Le vittime accertate sono almeno 132, mentre i feriti hanno superato quota 570. Gli ospedali di Cali, una delle città maggiormente colpite, hanno dichiarato l’allerta rossa dopo aver raggiunto il limite della propria capacità.
Le operazioni di ricerca continuano tra edifici danneggiati e macerie, mentre le autorità cercano di garantire l’assistenza sanitaria e mantenere l’ordine nelle zone più colpite.
Cali, ospedali al 100% della capacità
La situazione più critica resta quella di Cali, dove il bilancio riportato dalle autorità locali è di almeno 26 morti e 456 feriti.
Quattro importanti strutture sanitarie sono state evacuate. All’Hospital Universitario del Valle Evaristo García una parte dell’edificio ha subito un crollo e alcuni pazienti vengono assistiti sotto tende montate nei giardini. Interventi chirurgici e visite non urgenti sono stati rinviati per liberare personale e posti letto.
Madre e neonato estratti vivi dalle macerie
Nel dramma arrivano anche storie di speranza.
A Cali i soccorritori hanno estratto vivi una madre e il suo bambino neonato dalle macerie di un edificio di cinque piani crollato nel quartiere Ciudad Capri.
Entrambi sono stati trasferiti in centri sanitari e dichiarati fuori pericolo. I soccorritori hanno riferito di aver salvato altre persone e di essere ancora impegnati nella ricerca di eventuali sopravvissuti.
Coprifuoco e militari contro il rischio saccheggi
Il sindaco di Cali, Alejandro Eder, ha disposto il coprifuoco dalle 20 di lunedì alle 6 di martedì e il rafforzamento della presenza di polizia ed esercito in alcune zone.
La decisione è stata presa dopo segnalazioni di possibili saccheggi e con l’obiettivo di permettere alle squadre di emergenza di lavorare senza ostacoli nelle prime, decisive ore dopo il terremoto.
«Queste prime 48 ore sono critiche», ha ricordato il sindaco alla popolazione.
Eder è stato inoltre aggredito mentre si trovava in strada durante le operazioni di assistenza: una pietra lo avrebbe colpito alla testa mentre il servizio di sicurezza cercava di allontanarlo dalla zona. Le autorità stanno esaminando le immagini delle telecamere per identificare i responsabili.
Aiuti dagli Stati Uniti e dal Venezuela
La risposta internazionale sta cominciando a organizzarsi.
Gli Stati Uniti hanno annunciato 15,5 milioni di dollari di aiuti, destinati ad alloggi di emergenza, generi alimentari, protezione della popolazione e valutazione dei danni provocati dal sisma.
Anche il Venezuela ha offerto il proprio sostegno. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha annunciato l’attivazione di meccanismi per inviare aiuti umanitari e la disponibilità di squadre specializzate nelle operazioni di ricerca e soccorso.
A Pereira e nel dipartimento di Risaralda, il governo colombiano sta inoltre inviando carburante, generatori e medicinali per garantire la continuità dei servizi ospedalieri.
Il calcio si ferma
Anche lo sport ha risentito dell’emergenza.
La Conmebol ha rinviato due partite internazionali previste in Colombia: Deportes Tolima-Independiente del Valle, valida per la Copa Libertadores, e Independiente Santa Fe-River Plate di Copa Sudamericana.
La decisione è stata presa per motivi di sicurezza e in segno di rispetto per le vittime.
Una Colombia ancora sotto shock
Il Paese resta ora concentrato sui soccorsi, sulla ricerca dei dispersi e sulla verifica della stabilità degli edifici.
Il numero delle vittime potrebbe ancora cambiare con il proseguire delle operazioni.
Per la Colombia sono ore di emergenza assoluta: ospedali sotto pressione, famiglie in attesa di notizie e intere comunità costrette a fare i conti con le conseguenze di uno dei terremoti più devastanti degli ultimi anni.
