Si vota nel collegio britannico di Clacton, dove Nigel Farage punta a riconquistare il seggio parlamentare dopo le dimissioni arrivate nel pieno delle polemiche per una donazione da 5 milioni di sterline. A contendergli la scena, in una scheda elettorale con ben 34 candidati, c’è anche il comico Count Binface.
Clacton torna alle urne e lo fa con una delle elezioni suppletive più insolite della recente politica britannica.
Il leader di Reform UK, Nigel Farage, è ampiamente favorito per riconquistare il proprio seggio parlamentare dopo essersi dimesso il mese scorso, nel pieno delle polemiche legate a una donazione da 5 milioni di sterline, circa 9 milioni di dollari australiani, ricevuta dal miliardario delle criptovalute Christopher Harborne.
Farage ha deciso di dimettersi da deputato e ripresentarsi immediatamente davanti agli elettori, trasformando la consultazione in quella che lui stesso ha definito una sfida tra “il popolo e l’establishment”.
Una scelta politica ad alto rischio
La decisione di lasciare il seggio ha fermato temporaneamente l’indagine del watchdog parlamentare sugli standard.
Farage sostiene di non aver avuto l’obbligo di dichiarare quella somma perché si sarebbe trattato di un regalo personale utilizzato per finanziare la propria sicurezza e ricevuto prima della sua elezione.
La questione, però, non è chiusa.
Se Farage dovesse vincere nuovamente il seggio di Clacton, l’indagine parlamentare potrebbe riprendere.
E questo significa che, almeno teoricamente, il leader di Reform UK potrebbe ritrovarsi ancora una volta al centro di un procedimento capace di generare nuove conseguenze politiche.
Labour e Conservatori fuori dalla corsa
A rendere la consultazione ancora più particolare è la decisione dei principali partiti britannici di non presentare candidati.
Né Labour né Conservatori hanno infatti deciso di concorrere nel collegio, bollando la mossa di Farage come una trovata politica.
Questo ha lasciato spazio a una platea eccezionalmente ampia di candidati indipendenti e movimenti minori.
In totale, sulla scheda elettorale compaiono 34 nomi.
Un numero record che ha costretto gli elettori di Clacton a confrontarsi con una scheda lunga circa un metro.
Il rivale più curioso: Count Binface
Tra i candidati più noti c’è Count Binface, personaggio satirico interpretato da un comico britannico che si presenta alle elezioni indossando un costume da alieno e un bidone in testa.
Dietro l’ironia, però, la candidatura ha conquistato una visibilità sorprendente.
Secondo i sondaggi citati durante la campagna elettorale, Count Binface potrebbe addirittura arrivare secondo.
Il suo programma politico è volutamente assurdo.
Tra le proposte figurano la “nazionalizzazione di Adele”, la costruzione di una sola casa a prezzo accessibile e perfino lo spostamento dell’asciugamani elettrico nel bagno di un pub di Londra.
Una tradizione di satira elettorale
Count Binface non è nuovo alla politica britannica.
In passato si è candidato contro figure di primo piano, tra cui gli ex primi ministri Boris Johnson e Rishi Sunak.
La sua presenza alle elezioni viene presentata come una forma di satira sul sistema politico britannico e sulla possibilità, garantita dalla democrazia, che praticamente chiunque possa sfidare anche i leader più potenti.
Il messaggio dietro la caricatura è semplice: nessun politico dovrebbe essere considerato al di sopra degli altri.
Nemmeno se il rivale arriva, almeno nella finzione, dal pianeta Sigma IX.
Come funziona il voto britannico
A differenza del sistema elettorale australiano, nel Regno Unito non esiste il voto preferenziale per le elezioni alla Camera dei Comuni.
Vince semplicemente il candidato che ottiene più voti degli altri.
Non serve quindi superare il 50 per cento.
Basta arrivare primi anche con un solo voto di vantaggio.
Con 34 candidati in corsa, lo scrutinio potrebbe richiedere parecchie ore.
I seggi chiudono alle 22 di giovedì, ora britannica, e il risultato è atteso nella mattinata di venerdì.
Farage favorito, ma la vera partita viene dopo
Dal punto di vista elettorale, Farage resta il grande favorito.
La vera incognita riguarda ciò che potrebbe accadere dopo.
La sua vittoria, infatti, gli restituirebbe il seggio parlamentare ma potrebbe anche riattivare l’indagine sulla donazione ricevuta da Harborne.
Il paradosso è evidente.
Farage ha scelto di dimettersi per affidare il proprio futuro agli elettori e ottenere una nuova legittimazione politica.
Ma la riconquista del seggio potrebbe riportarlo esattamente al punto di partenza.
Tra politica e spettacolo
Quella di Clacton è quindi una consultazione che mescola politica seria, polemiche finanziarie e satira.
Da una parte c’è il leader di uno dei partiti più discussi e in crescita della politica britannica.
Dall’altra un candidato con un bidone in testa che propone di nazionalizzare Adele.
Ma dietro l’aspetto quasi farsesco resta una questione molto concreta.
Il voto dirà quanto forte sia ancora il sostegno personale a Nigel Farage nel suo collegio.
E soprattutto se gli elettori considerano le polemiche sulle sue finanze sufficientemente gravi da punirlo alle urne.
Per ora, però, i sondaggi sembrano indicare una direzione chiara.
Farage dovrebbe tornare a Westminster. Ma la sua battaglia politica e giudiziaria potrebbe essere tutt’altro che finita.
