Sydney Swans, giocatori verso sanzioni interne dopo l’incidente di Melbourne: «Grave violazione degli standard del club»

Il consiglio dei Sydney Swans si riunirà per decidere eventuali sanzioni interne nei confronti dei giocatori coinvolti nell’incidente avvenuto in un hotel di Melbourne. Il club ritiene che vi sia stata una “grave violazione” degli standard di comportamento, precisando però che qualsiasi provvedimento sarà distinto dall’indagine in corso della Victoria Police.

Sydney Swans hanno completato i colloqui interni con i giocatori collegati all’episodio avvenuto nelle prime ore di lunedì a Melbourne e hanno annunciato di ritenere necessario un intervento deciso sul piano disciplinare.

Secondo quanto riportato, Isaac Heeney, Chad Warner, James Jordon e Riley Bice sono stati sentiti dalla polizia nell’ambito degli accertamenti su una presunta aggressione sessuale avvenuta al Pullman Hotel, nell’est di Melbourne.

È importante precisare che non viene sostenuto che i quattro giocatori siano accusati di aggressione sessuale. La Victoria Police ha inoltre dichiarato che, al momento, nessuno è stato arrestato o formalmente interrogato e che le circostanze esatte dell’episodio devono ancora essere chiarite.

Il club: «Serve un’azione ferma»

Dopo aver intervistato i giocatori coinvolti, i Swans hanno affermato di ritenere che siano stati violati in modo serio gli standard di comportamento richiesti a chi rappresenta il club.

Il consiglio dovrà quindi stabilire quali sanzioni applicare esclusivamente per le condotte interne contestate.

Eventuali ulteriori conseguenze legate all’indagine della polizia saranno valutate soltanto dopo la conclusione del procedimento investigativo.

Il club ha sottolineato che il benessere delle persone coinvolte nelle accuse deve restare prioritario.

«Tutte le donne meritano rispetto e sicurezza»

In una dichiarazione particolarmente netta, Sydney ha condannato «ogni forma di abuso e comportamento irrispettoso verso le donne».

Il club ha ribadito che qualsiasi condotta capace di causare offesa o danno è incompatibile con i propri valori e ha assicurato sostegno alle proprie atlete AFLW, allo staff femminile e alle persone colpite dalla vicenda.

I giocatori interessati non si sono presentati alla sede dei Swans insieme al resto della squadra e sono stati intervistati separatamente, con la presenza dei loro legali.

AFL: «Non bisogna guardare prima alle conseguenze sportive»

Sulla vicenda è intervenuto anche il chief executive dell’AFL, Andrew Dillon, definendo le accuse «profondamente preoccupanti».

Dillon ha invitato a non anticipare le conclusioni dell’indagine di polizia e ha sottolineato che la donna che ha presentato la segnalazione ha diritto a privacy, assistenza e rispetto.

Il capo dell’AFL ha inoltre criticato l’idea di leggere il caso principalmente attraverso le possibili conseguenze per la stagione dei Swans.

La squadra è infatti impegnata nella parte decisiva dell’annata e si prepara alla fase finale del campionato.

Per Dillon, però, la domanda principale non deve essere quale impatto avrà la vicenda sui risultati sportivi, ma se il comportamento di chi rappresenta l’AFL sia coerente con gli standard richiesti dalla comunità.

Polemiche sulle prime parole del club

La gestione iniziale della vicenda aveva suscitato critiche, soprattutto dopo alcune dichiarazioni del chief executive dei Swans, Matthew Pavlich, secondo cui i giocatori si sarebbero “trovati in questa situazione”.

L’ex giocatrice AFLW Kate McCarthy aveva contestato duramente quel linguaggio, chiedendo al mondo del football di guardare oltre le conseguenze sulla squadra e sul campionato.

La nuova dichiarazione dei Swans adotta ora una posizione molto più esplicita sul rispetto delle donne e sulla responsabilità personale di chi rappresenta il club.

Le indagini della Victoria Police restano in corso.

Sul piano sportivo, invece, la decisione dei Sydney Swans sulle sanzioni interne potrebbe arrivare prima ancora che sia chiarito l’esito dell’inchiesta penale.

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