NDIS, via libera del Senato alla grande riforma: 63 emendamenti e accordo tra Labor e Coalition

La controversa riforma del National Disability Insurance Scheme ha superato il Senato grazie all’accordo tra il governo Albanese e la Coalition. Il pacchetto, modificato con 63 emendamenti, punta a rafforzare i controlli contro frodi e abusi e a contenere la crescita dei costi del sistema. Il testo torna ora alla Camera, dove Labor dispone della maggioranza necessaria per l’approvazione finale.

Svolta politica a Canberra sul futuro dell’NDIS, uno dei programmi sociali più importanti e costosi dell’Australia.

Il National Disability Insurance Scheme Amendment (Securing the NDIS for Future Generations) Bill 2026 è passato al Senato dopo settimane di trattative e un accordo tra Labor e Coalition. Il governo ha accettato complessivamente 63 emendamenti, 30 già approvati alla Camera e altri 33 durante il passaggio al Senato. 

Il disegno di legge modifica in maniera significativa il funzionamento del sistema, intervenendo su eligibility, pianificazione dei supporti, controlli antifrode e poteri amministrativi della NDIA. Il governo sostiene che le modifiche siano necessarie per garantire la sostenibilità dell’NDIS nel lungo periodo. 

Stretta contro frodi e abusi

Una parte importante degli emendamenti riguarda l’integrità del sistema.

Sono previste nuove sanzioni civili e penali contro pratiche fraudolente, compresi comportamenti legati a false informazioni, abuso della posizione di nominee e altri meccanismi utilizzati per ottenere impropriamente fondi dell’NDIS. Sono state inoltre rafforzate alcune protezioni per chi segnala irregolarità. 

La stretta arriva mentre il governo sta aumentando controlli e provvedimenti contro provider e individui considerati responsabili di violazioni del sistema.

Per Labor, contrastare frodi e sprechi è indispensabile non soltanto per ridurre i costi, ma per garantire che le risorse arrivino realmente alle persone con disabilità che ne hanno bisogno.

Cambiano anche accesso e piani

La riforma va però molto oltre le frodi.

Il testo interviene sui criteri per stabilire quali supporti possano essere finanziati dall’NDIS, sulla valutazione della capacità funzionale e sulle modalità di rinnovo e modifica dei piani. Prevede inoltre una transizione verso un nuovo sistema di pianificazione basato sulla valutazione dei bisogni di supporto. 

Il governo ha già indicato che alcune modifiche verranno introdotte progressivamente tra il 2026 e il 2028, accompagnate da ulteriori consultazioni con persone con disabilità, famiglie, carers e provider. 

Le preoccupazioni della comunità della disabilità

Il provvedimento rimane però fortemente contestato.

Greens, diversi crossbenchers e organizzazioni della disability community hanno espresso preoccupazione per l’ampliamento dei poteri ministeriali, per l’utilizzo di processi automatizzati e soprattutto per il rischio che alcune persone possano perdere l’accesso all’NDIS prima che servizi alternativi siano pienamente disponibili. 

Anche governi statali e territoriali avevano sollevato dubbi durante l’esame parlamentare, sostenendo che la transizione verso nuovi servizi dovesse evitare che persone con disabilità finissero tra due sistemi senza ricevere il sostegno necessario. 

Il governo, invece, sostiene che le modifiche siano indispensabili per riportare la crescita finanziaria del programma su un percorso sostenibile e preservare l’NDIS per le persone con disabilità permanenti e significative anche nelle generazioni future. 

L’accordo con la Coalition

La Coalition ha avuto un ruolo decisivo nell’approvazione del provvedimento.

Health Minister Mark Butler aveva riconosciuto il lavoro svolto con la portavoce dell’opposizione per l’NDIS, Melissa McIntosh, sottolineando che il testo finale contiene modifiche sia tecniche sia sostanziali maturate durante il confronto parlamentare. 

L’accordo bipartisan ha permesso al governo di superare l’opposizione dei Greens e di parte del crossbench.

Ora il ritorno alla Camera

Poiché il Senato ha approvato ulteriori modifiche, il disegno di legge deve ora tornare alla House of Representatives.

Il passaggio dovrebbe essere sostanzialmente formale: Labor dispone della maggioranza alla Camera e il governo prevede quindi l’approvazione definitiva del pacchetto. 

Per l’NDIS si apre così una delle fasi di trasformazione più importanti dalla nascita del programma.

Da una parte Canberra promette un sistema più sostenibile, controllato e resistente alle frodi. Dall’altra, persone con disabilità e associazioni chiedono garanzie affinché il risparmio di denaro non si traduca in una riduzione dei supporti essenziali.

La legge è ormai vicina al traguardo parlamentare. La vera prova, però, inizierà con la sua applicazione: capire se sarà possibile ridurre abusi e costi senza lasciare indietro chi dall’NDIS dipende ogni giorno.