Da Castellammare del Golfo a Brooklyn, una poetessa di gran virtù

Rosaria Palazzolo
Rosaria Palazzolo

Emigrata a 17 anni con la famiglia a Brooklyn, New York, ha conseguito in Italia il Diploma professionale della Scuola Agraria. Negli Stati Uniti ha frequentato il Windmill Montessori College, lavorando per 25 anni come assistente maestra

di Ketty Millecro

“Ogni uomo nasce, cresce e diventa uomo, l’unico che non cresce mai e rimane un fanciullino è il poeta”. Queste le parole del grande poeta dell’Ottocento Giovanni Pascoli, da cui ha preso ispirazione la nostra intervistata, Rosaria Palazzolo.

La incontriamo su Zoom-Web, che oggi mostra una connessione instabile dall’America. Le chiediamo il permesso, approvato, di registrazione e pubblicazione del nostro articolo sui media internazionali e cominciamo il nostro colloquio.

Siamo di fronte ad una bella signora che può essere definita in primis “poetessa italoamericana di gran virtù”. Dopo uno short-video di pochi minuti, passiamo a chiederle la sua storia. È nata in Sicilia, nel paese di Castellammare del Golfo. È emigrata negli Stati Uniti d’America all’età di 17 anni e con tutta la famiglia si è trasferita a Brooklyn, New York.

Dopo aver conseguito in Italia il Diploma professionale della Scuola Agraria, emigrando negli States, ha frequentato il Windmill Montessori College di Brooklyn, esercitando per 25 anni il ruolo di assistente maestra.

Gli anni ’70 sono stati anni di varietà di culture, tante razze, bambini di diversa età e colore che le hanno fatto rivivere la dolcezza ed emozioni inenarrabili. Un amore infinito per quel lavoro, che nei momenti più bui e dolorosi del cammino della vita è stato il sostegno, la brezza di conforto che solo una donna che a soli 19 anni è divenuta moglie e mamma può percepire.

Questa “superdonna” ha sempre nutrito il desiderio di cultura, riconosciuto in quel filo di cordone ombelicale che la lega all’amata terra di Sicilia ed in particolare a Castellammare del Golfo.

Fa parte di una comunità italoamericana, il Club di Castellammare del Golfo di Brooklyn. Grazie all’Ancora del Club, al vicepresidente Damiano Palazzolo, alle sue grandi capacità relazionali e organizzative, Rosaria è stata spronata ad essere parte attiva del Club.

Come comunità vengono organizzate tante manifestazioni, tra queste il “Dinner Dance” con altre comunità e la FIAO, che fa capo agli altri club. Vengono distribuiti premi e viene eletto l’uomo dell’anno, ma anche la donna dell’anno; viene inoltre assegnato un premio umanitario e distribuita una borsa di studio.

Il primo episodio che l’ha legata al suo Club culturalmente e socialmente è stato il “Premio donna umanitaria”, un tributo che non le ha fatto soltanto piacere, ma l’ha arricchita dal punto di vista dell’altruismo e della solidarietà.

È stato durante un convegno organizzato dal Club che ha conosciuto l’amica giornalista italoamericana, Cav. Josephine Buscaglia Maietta, presidente dell’Association Italian American Educators, AIAE.

Josephine, definita dall’intervistata “donna di grande spirito umanitario”, è producer e host della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano” a Radio Hofstra University di New York, premiata cinque volte con il Premio Marconi e una volta dall’UNESCO, prima “Radio University in the world”. Rosaria sarà presto ospite nel programma radiofonico internazionale, molto ascoltato anche a livello mondiale.

La Palazzolo invita i connazionali a non dimenticare gli usi, i costumi e le tradizioni della propria terra. Rammenta che dal 1° al 21 agosto al Club di Brooklyn viene recitato il rosario dedicato alla Madonna del Soccorso, patrona di Castellammare del Golfo.

La convivialità si distingue anche per i cibi preparati dagli associati per ricordare il proprio paese: la pasta fatta in casa, i maccarruni lisci, dolcetti di fichi secchi definiti “così duci”, le cassatelle ripiene di ricotta, l’altare di San Giuseppe con il pane fatto da Rosaria, dalla moglie di Damiano Palazzolo, la signora Rosalia, ed anche dalla signora Letizia Di Maria.

Le doti di Rosaria Palazzolo sono legate anche alle sue capacità poetiche: brava poetessa, mette in luce il suo animo sensibile e ricco di generosità.

È per tale motivo che, come artista di poesie, si è avvicinata al “fanciullino” di Pascoli, in quanto attraverso le metafore che utilizza nei suoi componimenti scava dentro di sé un varco che le fa superare ogni strazio.

Supera gli affanni della vita, se stessa, i patimenti ed ogni dolore che con forza la fa emergere dall’abisso del tormento. È con l’aiuto della fede che riemerge feconda, come dalle acque del mare che circonda la bella Sicilia. Qualche saggio delle sue capacità poetiche si può ritrovare attraverso i suoi scritti pubblicati nelle foto.

Siamo alla fine dell’intervista e le chiediamo un suggerimento per chi voglia emigrare all’estero.

Rosaria rimarca che il consiglio ad un giovane in procinto di trasferirsi è quello di comportarsi come a scuola, dove su una lavagna grandissima possa scrivere ogni cosa, qualunque emozione, perché l’America è una terra feconda.

Rosaria Palazzolo si sente simile ad una pianta trapiantata, con le sue radici siciliane. Vuole dire grazie alla sua seconda patria, l’America, dove sente il bisogno di innaffiare sempre la lingua, le tradizioni e i sentimenti che non vanno dimenticati.

Mantenersi nella comunità italoamericana vuol dire portare quel vessillo del tricolore con forza e rispetto, insomma essere come un eroe, ribadisce.

Vuole ricordare che il 4 luglio ricorre in America la Festa dell’Indipendenza, dove hanno partecipato i più bei velieri del mondo, in primis la Nave Scuola “Amerigo Vespucci”. Tutto ciò le provoca ancora grandi emozioni.

È per questo che quelle radici oltreoceano, dall’Italia all’America fino all’Australia, vanno innaffiate. Agli italiani all’estero il suo grido d’amore, sempre con l’Inno di Mameli.

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