Australia, 120mila dollari l’anno non bastano più? Il dibattito sullo stipendio “buono”

Quanto bisogna guadagnare oggi per vivere comodamente in Australia? Una mortgage broker ha acceso il dibattito sostenendo che uno stipendio di almeno 120.000 dollari l’anno rappresenti ormai la soglia minima per parlare di un “buon reddito”. Ma tra costo della vita, mutui e prezzi delle case, molti australiani ritengono che serva ancora di più.

Il tema è diventato virale dopo le dichiarazioni di Jess Phillips, mortgage broker e managing director di Finance Emporium.

Secondo Phillips, sulla base della situazione finanziaria dei propri clienti, 120.000 dollari l’anno rappresentano oggi un livello di reddito che può essere considerato “buono” in Australia.

Il problema è che la cifra supera già quanto guadagna una larga parte della popolazione.

I dati citati indicano infatti una retribuzione media annuale per i lavoratori full-time nell’ordine dei 108.000-110.000 dollari, mentre il reddito mediano per un impiego principale a tempo pieno si aggira attorno ai 90.532 dollari.

«Con 120mila dollari non si vive più come una volta»

Il video di Phillips ha provocato centinaia di reazioni.

Diversi utenti hanno sostenuto che anche uno stipendio da 120.000 dollari possa essere insufficiente per una famiglia con figli, mutuo e altre spese.

C’è chi considera 150.000 dollari una soglia più realistica e chi sostiene che, soprattutto per un nucleo familiare con un solo reddito, servano addirittura 200.000 dollari per sentirsi realmente finanziariamente tranquilli.

All’estremo opposto ci sono migliaia di australiani che vivono con stipendi da 50.000, 70.000 o 80.000 dollari e che affrontano una pressione ancora maggiore.

Il problema della casa

La distanza tra salari e prezzi immobiliari resta uno degli ostacoli principali.

Secondo Phillips, una persona single con un reddito di 120.000 dollari, senza figli e senza altri debiti, potrebbe ottenere indicativamente un finanziamento tra 600.000 e 620.000 dollari, anche utilizzando il programma governativo Home Guarantee.

Una somma sufficiente per acquistare appartamenti, townhouse o abitazioni in alcune aree regionali, ma spesso ancora lontana dal prezzo mediano di una casa nelle principali capitali australiane.

Per molti first-home buyers le alternative diventano quindi acquistare con un partner, scegliere una zona più economica, ridimensionare il tipo di immobile desiderato oppure accumulare un deposito più elevato.

Anche gli affitti mettono sotto pressione

Il problema non riguarda soltanto chi vuole comprare.

Secondo una ricerca citata nell’articolo, una persona single avrebbe bisogno di guadagnare almeno 130.000 dollari all’anno per sostenere comodamente il costo medio dell’affitto di un’unità senza superare la soglia del 30% del reddito destinato alla casa.

Questo aiuta a spiegare perché uno stipendio che fino a pochi anni fa sarebbe stato considerato molto elevato oggi possa apparire molto meno generoso.

Per gli australiani un “buon salario” parte da quasi 140mila dollari

Un sondaggio Finder condotto su oltre mille australiani porta la soglia ancora più in alto.

In media, gli intervistati considerano 139.469 dollari l’anno, esclusa la superannuation, il punto di partenza per definire “buono” uno stipendio.

Nel New South Wales la cifra sale a 150.371 dollari, mentre in Victoria si attesta a 135.159 e in Queensland a 128.669.

Anche le aspettative cambiano tra generazioni: i Millennials indicano una cifra media di circa 144.138 dollari, superiore a quella espressa dalla Gen X.

Dipende da dove vivi e da chi dipende da te

Il punto centrale, però, resta che non esiste uno stipendio “buono” valido per tutti.

Un reddito da 120.000 dollari può rappresentare una posizione finanziaria molto diversa per una persona single senza debiti rispetto a una famiglia con figli, mutuo, childcare e due automobili.

Anche la città fa una differenza enorme.

Sydney, Melbourne o Brisbane presentano costi abitativi molto diversi rispetto a numerose città regionali.

Il dibattito mette comunque in evidenza un cambiamento profondo: la soglia psicologica dei 100.000 dollari ha perso buona parte del significato che aveva in passato.

Oggi, per molti australiani, guadagnare sei cifre non significa necessariamente sentirsi ricchi.

Significa semplicemente riuscire a stare al passo con mutuo, affitto, bollette, spesa e costo della vita.