Gift card alterate, codici raschiati, carte già riscattate e clienti che scoprono il problema solo dopo averle acquistate. Un’inchiesta di ABC News ha documentato casi in diversi Stati australiani, coinvolgendo gift card vendute nei principali supermercati del Paese. Il fenomeno, noto come “card draining”, potrebbe essere collegato a reti criminali organizzate e sta sollevando interrogativi sulla sicurezza di un mercato che in Australia vale quasi 21 miliardi di dollari.
Comprare una gift card al supermercato sembra un gesto semplice e sicuro.
E invece, per alcuni consumatori australiani, si è trasformato in una trappola.
L’inchiesta di ABC News ha raccolto 19 segnalazioni di gift card sospette o manomesse, molte delle quali riguardavano carte Apple acquistate nei principali supermercati australiani. I primi casi risalgono almeno al 2024, con episodi segnalati a Perth e Sydney, seguiti da altre segnalazioni nel 2025 e nel 2026.
Carte da migliaia di dollari, ma inutilizzabili
Uno dei casi riguarda Lavkesh Arora, lavoratore del settore tecnologico a Melbourne.
Aveva acquistato cinque Apple gift card per un valore complessivo di 2.000 dollari, approfittando di una promozione legata ai punti FlyBuys.
Una volta aperta la confezione, però, due carte — una da 200 e una da 500 dollari — presentavano cifre e codici di riscatto completamente raschiati.
Senza quei codici le carte erano inutilizzabili.
Un caso molto simile ha coinvolto Georgia Perry, che aveva acquistato quattro gift card Apple per un valore totale di 2.000 dollari in un altro supermercato Coles di Melbourne.
Anche quelle carte mostravano segni anomali di manomissione.
Come funziona il “card draining”
Il meccanismo viene chiamato card draining.
Secondo Adam Parks, già rappresentante australiano dell’unità investigativa del Department of Homeland Security statunitense e oggi responsabile di una task force dedicata proprio alle frodi sulle gift card, il sistema può essere relativamente semplice.
I truffatori prelevano fisicamente le carte dagli espositori dei negozi, aprono con attenzione le confezioni — talvolta usando lame o calore per sciogliere la colla — e registrano i codici necessari per utilizzarle.
Poi richiudono le confezioni e rimettono le gift card sugli scaffali.
La carta resta inizialmente senza valore.
Ma quando un cliente la compra alla cassa, viene attivata.
A quel punto chi possiede già i codici può controllarne il saldo e tentare di spenderlo prima del vero acquirente.
Il problema è aggravato dal fatto che molte gift card vengono regalate e possono restare chiuse per settimane o mesi.
Quando il destinatario prova finalmente a utilizzarle, il denaro potrebbe essere già sparito.
Un fenomeno internazionale
Negli Stati Uniti il problema ha raggiunto dimensioni tali da portare nel 2024 alla creazione di Project Red Hook, una task force dedicata alle frodi sulle gift card.
Secondo Parks, il sistema diventa particolarmente redditizio quando viene organizzato su larga scala, con decine di migliaia di vittime e perdite complessive che possono raggiungere miliardi di dollari.
Le autorità statunitensi hanno collegato alcune operazioni a reti criminali organizzate e a reati più ampi, tra cui riciclaggio e traffico di esseri umani.
Casi sono stati individuati anche in Canada, Europa, Australia, Nuova Zelanda e Singapore.
Un arresto anche a Sydney
Il fenomeno non è soltanto teorico.
ABC News ha rivelato che Coles ha collaborato con la polizia del New South Wales in un’indagine che ha portato all’arresto di un uomo accusato di aver collocato gift card Apple manomesse sugli scaffali di almeno cinque supermercati Coles di Sydney.
Secondo la polizia, il valore delle carte coinvolte sarebbe stato di almeno 10.200 dollari.
L’uomo è stato successivamente condannato a un ordine correttivo comunitario di due anni e a una pena sospesa di 15 mesi.
Il rischio di un vuoto nei controlli
Uno dei problemi emersi riguarda anche la frammentazione delle responsabilità.
La Australian Federal Police e AUSTRAC hanno indicato che le frodi sulle gift card non rientrano direttamente nelle rispettive competenze.
Anche la Australian Financial Complaints Authority può intervenire soltanto su determinate carte emesse da società con licenza finanziaria, come Visa o Mastercard.
Le gift card di marchi come Apple, Coles e Woolworths non rientrano necessariamente nello stesso perimetro.
Secondo l’investigatore privato australiano Ken Gamble, proprio questa frammentazione potrebbe permettere al fenomeno di crescere senza essere immediatamente riconosciuto come criminalità organizzata su larga scala.
Coles e Woolworths rafforzano le misure
I grandi supermercati sostengono di stare aumentando i controlli.
Woolworths sta sperimentando supporti “anti-tamper” per le gift card e in alcuni punti vendita ha introdotto personale vicino agli espositori.
Coles afferma che il problema richiede una collaborazione tra supermercati, distributori delle carte e forze dell’ordine, perché nessuna singola misura sarebbe sufficiente a eliminarlo.
Anche Apple ha modificato le proprie confezioni in Australia nel 2025, introducendo sistemi pensati per rendere più visibili eventuali aperture o manomissioni.
I consumatori restano quelli più esposti
Il problema principale resta però quello dei clienti.
Molti dei consumatori intervistati da ABC News hanno raccontato percorsi lunghi e frustranti per ottenere un rimborso, passando da supermercati a emittenti delle carte e viceversa.
Alcuni sono riusciti a recuperare il denaro. Altri hanno rinunciato.
Arora, ad esempio, ha infine ottenuto un credito Apple di 700 dollari, mentre Georgia Perry ha ricevuto un rimborso da Coles dopo una lunga interlocuzione con il servizio clienti.
Cosa controllare prima di comprare una gift card
Il messaggio che emerge dall’inchiesta è semplice: una gift card esposta in un supermercato non deve essere automaticamente considerata intatta.
Prima dell’acquisto conviene controllare attentamente la confezione, verificare che non presenti tagli, aperture, colla alterata o segni insoliti. Se qualcosa sembra anomalo, è meglio non acquistare la carta e segnalarla immediatamente al personale.
E soprattutto, dopo l’acquisto, è importante conservare sempre lo scontrino.
Perché quella che può sembrare una piccola anomalia sul cartoncino potrebbe nascondere una frode organizzata.
