Australia, i giovani perdono 411 milioni di dollari l’anno di super: cresce la pressione per cambiare la legge

I lavoratori australiani sotto i 18 anni che lavorano meno di 30 ore a settimana per un singolo datore di lavoro non hanno oggi diritto alla superannuation obbligatoria. Secondo una nuova analisi del Super Members Council, questa esclusione costerebbe ai giovani circa 411 milioni di dollari l’anno. Il Victoria sarebbe lo Stato più colpito, con 115 milioni di contributi non versati. Ora i Greens spingono per cambiare la legge e anche all’interno del Labor cresce il sostegno alla riforma.

Una regola pensata in un’altra epoca rischia oggi di costare milioni di dollari ai lavoratori più giovani.

In Australia, chi ha meno di 18 anni riceve la superannuation obbligatoria soltanto se lavora più di 30 ore a settimana per lo stesso datore di lavoro.

Questo significa che gran parte degli adolescenti impiegati part-time in settori come hospitality, retail, care e community services resta esclusa.

Secondo il Super Members Council, il problema riguarda una quota enorme dei giovani occupati: il 91% degli under 18 lavora meno di 30 ore settimanali.

411 milioni di dollari persi in un anno

La nuova modellazione del Super Members Council stima che, nel corso dell’anno finanziario 2026-27, i giovani australiani perderanno complessivamente circa 411 milioni di dollari di superannuation.

Il Victoria sarebbe lo Stato più colpito.

Secondo l’analisi, circa 156.000 lavoratori adolescenti vittoriani perderanno mediamente 735 dollari ciascuno, per un totale di circa 115 milioni di dollari.

Nel New South Wales, invece, la perdita stimata sarebbe di circa 105 milioni di dollari.

La chief executive del Super Members Council, Misha Schubert, definisce la normativa attuale «superata e discriminatoria».

Secondo Schubert, un giovane che riceve un salario dovrebbe ricevere anche la superannuation, esattamente come qualsiasi altro lavoratore.

Il vero costo arriva con il tempo

Il problema non riguarda soltanto qualche centinaio di dollari non versati durante l’adolescenza.

La forza della superannuation sta infatti nell’interesse composto.

Secondo il Super Members Council, un giovane lavoratore part-time potrebbe perdere circa 2.500 dollari di contributi entro i 18 anni.

Con decenni di rendimento e capitalizzazione, quella cifra potrebbe trasformarsi in circa 11.000 dollari in meno al momento della pensione.

Ed è proprio questo il punto centrale della campagna per la riforma: i primi contributi, anche se relativamente piccoli, sono quelli che hanno più tempo per crescere.

Retail e hospitality al centro del problema

Molti adolescenti iniziano a lavorare proprio nei settori dove i turni sono brevi e frammentati.

Bar, ristoranti, caffè, supermercati, negozi e servizi alla persona offrono spesso contratti part-time o casual che difficilmente superano le 30 ore settimanali per singolo datore di lavoro.

Sono quindi proprio questi lavoratori a essere più facilmente esclusi.

Il Super Members Council sostiene che si tratti di «lavori veri, con salari veri» e che dovrebbero essere accompagnati da «vera superannuation».

I Greens portano la questione in Parlamento

Sul piano politico, la spinta più forte arriva dai Greens, che hanno presentato un disegno di legge federale per eliminare l’esclusione.

È stata inoltre istituita una Senate inquiry, che dovrebbe presentare il proprio rapporto al Parlamento a novembre.

Per i Greens, l’attuale normativa costituisce una forma di discriminazione basata sull’età e non avrebbe più una giustificazione politica convincente.

Anche Labor si muove

Il tesoriere federale Jim Chalmers ha già espresso apertura verso una possibile modifica delle regole, definendo la questione importante.

Per ora, però, il governo non ha ancora presentato una riforma legislativa specifica.

Un segnale politico significativo è arrivato il mese scorso dalla National Conference del Labor, dove i delegati hanno votato a favore dell’estensione della superannuation obbligatoria agli under 18 indipendentemente dal numero di ore lavorate.

Questo aumenta la possibilità che il tema entri nell’agenda legislativa del governo.

Le imprese avvertono sui costi

Non tutti, però, sostengono il cambiamento.

L’Australian Chamber of Commerce and Industry ha espresso preoccupazione, sostenendo che l’estensione obbligatoria della super agli adolescenti potrebbe avere conseguenze significative soprattutto per le piccole imprese.

Per hospitality e retail, dove una parte importante della forza lavoro è costituita proprio da studenti e giovani casual, l’aumento del costo del lavoro potrebbe essere rilevante.

Ed è su questo punto che si giocherà gran parte dello scontro politico: da una parte il principio secondo cui ogni lavoratore dovrebbe ricevere la superannuation; dall’altra il timore che nuovi costi possano ridurre le opportunità di lavoro giovanile.

Una regola destinata a cambiare?

Il dibattito è quindi destinato ad accelerare nei prossimi mesi.

Se il Parlamento decidesse di eliminare la soglia delle 30 ore, migliaia di adolescenti entrerebbero per la prima volta pienamente nel sistema della superannuation obbligatoria.

La questione può sembrare marginale perché riguarda lavoratori molto giovani e contributi inizialmente piccoli.

Ma su una vita lavorativa intera, quelle prime centinaia di dollari possono fare una differenza molto più grande.

Il nodo, alla fine, è semplice: se un adolescente lavora e viene pagato, perché la sua pensione futura dovrebbe valere meno soltanto perché ha meno di 18 anni?