Cum grano salis

Con un po’ di intelligenza si è alla fine capito che, allo stato attuale, non vi sono le condizioni per mettere insieme una lista unitaria per rinnovare il Com.It.Es. di Sydney in vista del prossimo appuntamento elettorale.

Non è una constatazione da utilizzare per alimentare polemiche, ma la presa d’atto di una realtà che, nella comunità italiana, è sotto gli occhi di tutti. Una lista unitaria avrebbe certamente rappresentato un valore aggiunto, mettendo insieme anime che per anni hanno vissuto di divisioni, personalismi e contrapposizioni, offrendo agli elettori una proposta magari più rappresentativa delle diverse componenti della nostra comunità senza bisogno di uno scontro.

Ma per costruire una lista veramente unitaria non basta mettere insieme dei nomi. Servono disponibilità al dialogo, capacità di ascolto, rispetto reciproco e, soprattutto, la volontà di mettere l’interesse della comunità davanti alle ambizioni personali o di gruppo.

Quando queste condizioni non si realizzano, forzare un accordo rischia di produrre l’effetto contrario. Una lista formalmente unita, ma politicamente fragile e destinata a vivere di compromessi e tensioni interne che non aiutano la nostra comunità italiana a recuperare quell’autorevolezza che merita in un contesto multiculturale.

È dunque inutile cercare colpevoli o attribuire responsabilità a questa o quella persona. La vera domanda dovrebbe essere: perché non siamo riusciti a trovare una quadra elettorale?

Il Com.It.Es. non dovrebbe essere considerato un campo di battaglia tra correnti, associazioni o gruppi di interesse. Il suo compito è rappresentare tutti gli italiani residenti all’estero, ascoltarne le esigenze e portarle all’attenzione delle istituzioni italiane. Per farlo servono serietà, trasparenza e indipendenza…

Buona fortuna, dunque, a chi vorrà ancora provarci, con almeno 12 candidati, 200 firme di sottoscrittori e quant’altro serve per avere un Com.It.Es. elettivo.

Noi, invece, preferiamo fare un passo indietro, con la serenità di chi ha cercato una soluzione nell’interesse generale dell’intera comunità italiana del NSW e ha preso atto che non era possibile trovarla.

Arrivederci al 2031.