ULTIMA ORA | Delitti di Snowtown, via libera alla libertà condizionale per James Vlassakis: respinto il tentativo del governo di bloccarla

James Spyridon Vlassakis, condannato per quattro omicidi nell’ambito dei delitti di Snowtown, ha ottenuto la conferma della libertà condizionale dopo oltre 27 anni di detenzione. Il commissario incaricato del riesame ha respinto la richiesta del governo del South Australia di annullare la decisione del Parole Board. Il provvedimento apre la strada al rilascio, ma non significa che Vlassakis abbia già lasciato il carcere. Adelaide Now

A cura della redazione online

È stata confermata la decisione di concedere la libertà condizionale a James Spyridon Vlassakis, il più giovane dei quattro uomini coinvolti nel caso di Snowtown, conosciuto come quello dei “corpi nei barili”.

Secondo quanto riportato da ABC News, il Parole Administrative Review Commissioner, David Lovell KC, ha stabilito che l’Attorney-General del South Australia non ha dimostrato l’esistenza di ragioni sufficienti per annullare il provvedimento del Parole Board.

La decisione conferma quindi il via libera alla libertà condizionale adottato dal Board il 5 agosto 2025, che il governo statale aveva contestato.

Il tentativo di bloccare il rilascio

Il percorso verso la libertà condizionale era rimasto sospeso durante un lungo confronto giudiziario e amministrativo.

Dopo la decisione favorevole del Parole Board, il governo aveva chiesto un riesame. Il primo commissario incaricato aveva bloccato il rilascio, ma nel giugno 2026 la Corte d’appello aveva rilevato errori giuridici in quella valutazione, disponendo un nuovo esame affidato a Lovell. Vlassakis era rimasto in custodia durante il procedimento. ABC News

L’esito ora riportato da ABC respinge la richiesta dell’Attorney-General e mantiene valida la decisione originaria del Board.

Le motivazioni: il rapporto con Bunting e la condotta in carcere

Nelle motivazioni citate da ABC, Lovell ha preso in considerazione l’influenza esercitata su Vlassakis da John Bunting, il principale responsabile del gruppo, che il giovane considerava una figura paterna.

Secondo il commissario, quella specifica dinamica di potere non potrebbe riprodursi nelle stesse condizioni: Bunting è condannato all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale e Vlassakis ha ormai un’età molto più matura. Il ruolo esercitato da Bunting nella sua vita era già stato riconosciuto durante il procedimento penale. ABC News

Lovell ha inoltre valorizzato la condotta tenuta durante la detenzione, descritta nella decisione riportata da ABC come eccellente, e l’assenza di indicazioni di comportamenti violenti. Su questo aspetto, ha osservato, l’Attorney-General non aveva sollevato contestazioni.

Il commissario ha esaminato anche la storia di consumo di sostanze: a fronte di problemi significativi precedenti all’arresto, il resoconto ABC riferisce tre risultati positivi su 29 test effettuati durante la detenzione.

I quattro omicidi per cui è stato condannato

Vlassakis si dichiarò colpevole degli omicidi di Troy Youde, Fred Brooks, Gary O’Dwyer e David Johnson. Aveva 18 anni quando, nel 1998, partecipò all’uccisione di Youde, suo fratellastro, su indicazione di Bunting. I resti delle quattro vittime furono successivamente ritrovati a Snowtown. ABC News

Il caso riguardava complessivamente dodici decessi avvenuti tra il 1992 e il 1999, undici dei quali furono poi riconosciuti come omicidi. Vlassakis fu condannato nel 2002 all’ergastolo, con un periodo minimo di 26 anni prima dell’accesso alla libertà condizionale, calcolato dalla sua entrata in custodia il 2 giugno 1999. ABC News

Confermata la libertà condizionale, non cancellata la condanna

La decisione riguarda l’accesso alla parole, non una revisione della responsabilità per gli omicidi.

Non si tratta di un’assoluzione né della cancellazione della condanna: viene confermata la possibilità di proseguire l’esecuzione della pena in regime di libertà condizionale. Il sistema del South Australia prevede che le persone condannate all’ergastolo rimangano soggette alla parole per la durata residua della pena.