Regno Unito, a Reform UK 72 milioni di sterline in 48 ore: doppia donazione record per Farage

I miliardari delle criptovalute Christopher Harborne e Ben Delo versano 36 milioni di sterline ciascuno, circa 136 milioni di dollari australiani complessivi. Il partito prepara la sfida elettorale mentre proseguono le verifiche sui finanziamenti.

A cura della redazione

Due donatori, due contributi identici e una somma complessiva di 72 milioni di sterline in meno di 48 ore, equivalenti a circa 136 milioni di dollari australiani. È la doppia iniezione di risorse ricevuta da Reform UK, il partito guidato da Nigel Farage, che rafforza le proprie disponibilità finanziarie in vista delle prossime elezioni britanniche.

Il miliardario e investitore nel settore delle criptovalute Christopher Harborne ha annunciato sabato 12 settembre una donazione di 36 milioni di sterline, eguagliando quella resa pubblica il giorno precedente da Ben Delo, cofondatore della piattaforma BitMEX.

Ciascun versamento corrisponde a circa 68 milioni di dollari australiani e supera il precedente primato di 10 milioni di sterline lasciati in eredità al Partito conservatore dall’imprenditore John Sainsbury.

Harborne, già tra i principali sostenitori economici di Reform, ha spiegato di essere stato spinto a intervenire dall’iniziativa di Delo. Ha inoltre escluso di aspettarsi vantaggi personali o decisioni politiche favorevoli in cambio del proprio contributo.

«Nessun titolo nobiliare, nessun cambiamento di politica, soltanto un partito pronto a governare», ha dichiarato.

Anche Delo ha presentato il finanziamento come un investimento nella preparazione elettorale e organizzativa di Reform. Il suo obiettivo dichiarato è consentire al partito di dedicare meno tempo alla raccolta di fondi e più risorse alla costruzione di un’alternativa di governo, capace di competere con laburisti e conservatori.

Il cofondatore di BitMEX era stato condannato negli Stati Uniti per una violazione del Bank Secrecy Act, la normativa sulla trasparenza bancaria e sul contrasto al riciclaggio. Successivamente ha ricevuto la grazia dal presidente Donald Trump.

Farage ha accolto le due donazioni come un riconoscimento delle prospettive politiche del movimento.

«Sono onorato e profondamente riconoscente per la fiducia che Ben Delo e Christopher Harborne hanno dimostrato nei confronti di Reform», ha affermato.

Secondo il leader, il denaro permetterà di rafforzare la ricerca, sviluppare proposte di governo, reclutare personale qualificato e inserire organizzatori professionali nei collegi considerati decisivi. Le prossime elezioni generali devono tenersi entro il 2029 e Reform intende utilizzare questo periodo per consolidare la propria presenza sul territorio.

Farage ha inoltre assicurato che i finanziatori non riceveranno onorificenze o titoli nobiliari in cambio del sostegno.

Il peso dei due imprenditori richiama l’attenzione anche sul programma di Reform per le criptovalute. Il partito propone di favorirne l’adozione attraverso una riduzione della tassazione sulle plusvalenze degli asset digitali e la creazione di una riserva di bitcoin presso la Banca d’Inghilterra.

Sul piano politico, la raccolta record arriva mentre resta aperta una distinta vicenda riguardante presunti finanziamenti esteri per sondaggi.

Un’inchiesta sotto copertura trasmessa da Channel 4 ha sollevato accuse sul coinvolgimento di esponenti del partito nell’organizzazione di pagamenti, attraverso una società straniera, per rilevazioni commissionate per Reform. Il responsabile delle politiche James Orr e il consigliere di Farage Dan Jukes hanno lasciato temporaneamente i rispettivi incarichi in attesa degli accertamenti interni.

Reform respinge le accuse. Farage sostiene che il partito non abbia violato alcuna legge né accettato donazioni irregolari e ha descritto l’operazione sotto copertura come una trappola. La Metropolitan Police ha aperto un’indagine penale sulle presunte irregolarità nei finanziamenti; il partito ha dichiarato che collaborerà.

Le nuove donazioni hanno inoltre intensificato il confronto sulle modifiche alle regole del finanziamento politico. Al centro dell’attenzione ci sono la residenza dei donatori e l’applicazione dei requisiti previsti dalla legislazione in discussione in Parlamento. Il viceleader Richard Tice sostiene che i contributi rispettino sia le norme attuali sia quelle proposte.