Parte male l’Italia: il Belgio vince 2-0, il ritorno di Mancini comincia in salita

Godts e Lukebakio decidono la sfida dell’Olimpico. Azzurri imprecisi e poco incisivi, Donnarumma evita un passivo più pesante. La reazione nella ripresa non basta.

A cura della redazione sportiva

Parte male l’Italia. Il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale si apre con una sconfitta casalinga per 2-0 contro il Belgio, nella prima giornata di Nations League. All’Olimpico gli azzurri offrono una prestazione deludente: troppi errori nella costruzione, difficoltà nel contenere gli avversari e poche occasioni per cambiare il corso della partita. Segnano Godts nel primo tempo e Lukebakio nella ripresa.

Il risultato racconta una superiorità belga evidente soprattutto prima dell’intervallo. L’Italia cerca una ripartenza, ma si ritrova a fare i conti con problemi che il cambio in panchina, da solo, non può risolvere. Mancano continuità, precisione e la capacità di trasformare il possesso in pericoli concreti.

Il Belgio si rende minaccioso già al settimo minuto. De Bruyne trova De Ketelaere sulla sinistra e Donnarumma deve intervenire in tuffo sul diagonale dell’attaccante. La risposta italiana arriva con Pio Esposito, che colpisce il palo su un pallone servito da Barella: l’azione, però, è fermata per fuorigioco.

Kean prova dalla distanza, senza impensierire il portiere avversario. Poi arriva l’episodio che sblocca la gara. Romano sbaglia un passaggio in fase di disimpegno, De Bruyne recupera e mette in movimento Godts. L’attaccante converge dalla sinistra, supera due difensori e batte Donnarumma.

L’errore dell’esordiente pesa, ma non basta a spiegare le difficoltà di tutta la squadra. A centrocampo il Belgio trova tempi e soluzioni, mentre l’Italia fatica a proteggere la difesa e a dare sostegno agli attaccanti.

Donnarumma diventa così il principale argine alle iniziative ospiti. Prima respinge un tiro di De Ketelaere e si oppone al successivo tentativo di Raskin, poi salva sul colpo di testa di Godts, lasciato libero sul secondo palo. Senza i suoi interventi, il passivo sarebbe potuto diventare più severo già nel primo tempo.

Kean cerca una reazione con una conclusione che colpisce l’esterno della rete. È un lampo, insufficiente a cambiare l’andamento della frazione.

Nella ripresa l’Italia mostra qualche segnale di maggiore iniziativa, ma non trova il pareggio. A chiudere la partita è invece Lukebakio, che firma il raddoppio belga al 69’: un’altra ripartenza punisce la difesa azzurra e spegne le speranze di rimonta.

Per Mancini il lavoro comincia dalle cose essenziali: ridurre i palloni persi, accorciare le distanze tra i reparti e costruire occasioni senza affidarsi soltanto alle iniziative individuali. I giovani hanno bisogno di essere accompagnati dentro un’organizzazione che li aiuti, non lasciati esposti al peso di ogni errore.

Una partita non può decidere il futuro di un nuovo ciclo. Può però indicare quanto lavoro resti da fare. E quella dell’Olimpico lascia un messaggio chiaro: il Belgio è stato più squadra, l’Italia deve ancora diventarlo.