Soluzione si chiama santità

di Joseph Strickland

Non si può fingere di possedere il profumo della santità. Esso proviene solo dal grano macinato, dall’olio versato, dalla morte nascosta dell’io. La santità è il profumo di un’anima che non dice più “la mia volontà”, ma solo “la tua volontà”. La santità non è rumorosa. Non si pubblicizza. Ma quando entra in una stanza, i demoni tremano e gli angeli si avvicinano. È il profumo del sacrificio, l’aroma di Cristo che “ci ha amati e ha dato sé stesso per noi, in offerta e sacrificio a Dio di soave profumo” (Efesini 5:2).

La riconosci quando la incontri. È la presenza silenziosa di una nonna che prega tutta la notte per i suoi figli ribelli. È la vita nascosta di un’anima consacrata che ha rinunciato a ogni comodità per appartenere interamente a Dio. È l’uomo mite che perdona una grave ferita e non ne parla, perché la porta con sé all’altare.

Il mondo non riconosce questa fragranza. La deride, perché sa di sacrificio: morte all’ego, morte al piacere, morte alla “mia verità”. Ma in paradiso questo è il profumo dei santi.

Prendiamo ad esempio padre Damiano de Veuster (1840-1889). Non era famoso. Non era una persona raffinata. Non era una persona sicura di sé. Era un semplice prete belga che si offrì volontario per servire le anime più abbandonate: i lebbrosi esiliati su un’isola remota delle Hawaii. Nessun altro voleva andarci, quindi andò lui. Toccò le loro ferite. Costruì le loro case. Ascoltò le loro confessioni. Seppellì i loro morti. E si fermò. Non come un visitatore, ma come un padre, un fratello, un pastore. E col tempo divenne un compagno di sofferenza. Perché padre Damien alla fine contrasse la stessa malattia. Avrebbe potuto andarsene, ma non lo fece. Scelse di morire tra loro, con loro, per loro. Questa è la santità. Questa è la fragranza che giunge al trono di Dio. E quella stessa fragranza – di sacrificio nascosto, di amore eterno, di Cristo crocifisso – deve risorgere nel nostro tempo.

Nessuno ha incarnato quel profumo più perfettamente della Madonna. Lei è il fiore più puro di tutta la creazione: la rosa senza spine, il giglio tra le spine. Disse di sì e il Verbo si fece carne. Soffrì in silenzio sul Calvario. La sua santità ha cambiato la storia.

La Chiesa oggi non ha bisogno di altre strategie o slogan. Ha bisogno di santi. Non di santi nel senso di un sentimentalismo blando, ma nel senso di amore ardente. Non ha bisogno di santi che piacciono alla folla, ma di santi che piacciono a Cristo. Non di santi che cercano visibilità, ma di santi che cercano la Croce. 

La santità non è riservata a pochi. È una chiamata universale. “Questa infatti è la volontà di Dio: la vostra santificazione” (1 Tessalonicesi 4:3). E il profumo della santità può provenire solo da cuori infiammati dalla carità divina, e bruciati come incenso sull’altare di Dio. Allora vi chiedo: che profumo lasciano dietro di sé le nostre vite? Abbiamo forse lo stesso odore del mondo, un profumo di orgoglio, autocelebrazione e indulgenza? Oppure portiamo con noi l’odore di Cristo crocifisso? Essere santi non significa brillare, ma ardere. E quando un’anima arde d’amore, lascia dietro di sé il profumo del paradiso. Vorrei che oggi portaste con voi queste parole.

Non sei stato creato per la mediocrità. Non sei stato creato per andare alla deriva. Sei stato creato per essere santo. E sei chiamato – ora, oggi – a lasciare alle spalle il profumo del mondo e ad assumere la fragranza di Cristo. Questa è l’ora delle anime sante. Non è un giorno qualsiasi. Non bisogna aspettare quando i figli saranno più grandi, o quando la Chiesa sarà più forte, o quando il frastuono si sarà placato. Il momento è adesso. 

Il mondo non migliorerà per caso. La Chiesa non sarà purificata dai burocrati. E Cristo non regnerà nei nostri cuori se continuiamo ad aspettare di sentirci pronti. La santità non aspetta. Arde.

Siate santi. Non santi di comodo. Non santi deboli, ma santi veri. Che la vostra purezza svergogni le tenebre. Che le vostre preghiere costruiscano ciò che il mondo sta distruggendo. Che la vostra sofferenza, offerta con amore, si elevi come incenso e guarisca le ferite del Corpo di Cristo. Che il profumo della santità risplenda nelle nostre case, nelle nostre parrocchie, nei nostri cuori. Che i pastori siano fedeli, i fedeli saldi e la Chiesa risplenda della luce dell’Agnello.

Perché il Pastore non ha ancora finito di chiamare. Egli cammina ancora tra le sue pecore. E non si fermerà finché non saranno tutte radunate, guarite e rese integre.