Putin avverte l’Occidente: “Non attaccheremo nessuno, ma se colpiti risponderemo con ogni mezzo”

PDal Forum Valdai il presidente russo respinge l’ipotesi di un attacco di Mosca all’Europa e accusa l’Occidente di alimentare l’escalation. Sullo sfondo resta il nodo di Kaliningrad, mentre la Nato ribadisce che non esiste al momento una minaccia imminente contro il territorio dell’Alleanza.

A cura della redazione online

MOSCA — Vladimir Putin torna a parlare direttamente all’Occidente e sceglie il palco del Valdai International Discussion Club per lanciare un messaggio che combina rassicurazioni e avvertimenti.

Il presidente russo sostiene che Mosca non abbia intenzione di attaccare altri Paesi, né nei prossimi anni né in un futuro più lontano. Allo stesso tempo, però, afferma che qualsiasi attacco diretto contro il territorio della Federazione Russa provocherebbe una risposta con tutti i mezzi disponibili.

Il riferimento più delicato riguarda Kaliningrad, l’exclave russa sul Baltico compresa tra Polonia e Lituania, diventata negli ultimi mesi uno dei principali punti di tensione tra Russia e Nato.

Putin: “Non vogliamo attaccare nessuno”

Durante il suo intervento, Putin ha respinto le dichiarazioni provenienti da alcuni governi europei secondo cui la Russia potrebbe prepararsi a un confronto diretto con l’Europa entro la fine del decennio.

Secondo il presidente russo, queste affermazioni servirebbero soprattutto ad alimentare un clima di paura e a giustificare il rafforzamento militare europeo.

Putin ha ribadito che Mosca non pianifica un attacco contro i Paesi europei, ma ha aggiunto che la Russia reagirebbe nel caso in cui il proprio territorio venisse colpito.

La posizione russa resta quindi costruita su due messaggi paralleli: negare intenzioni offensive nei confronti della Nato e ribadire la disponibilità a una risposta militare molto dura nel caso di un’aggressione.

Il nodo Kaliningrad

Al centro delle tensioni resta proprio Kaliningrad.

Mosca ha recentemente inviato una comunicazione alla Nato avvertendo delle possibili conseguenze di un eventuale tentativo di isolare o bloccare l’exclave.

Il Cremlino sostiene che quel documento non debba essere interpretato come una minaccia offensiva, ma come un avvertimento destinato a garantire la sicurezza del territorio russo.

Kaliningrad ha un’importanza strategica particolare: ospita infrastrutture militari e si trova nel cuore dell’area baltica, circondata da Paesi appartenenti alla Nato.

Proprio questa posizione geografica rende la regione uno dei possibili punti di maggiore frizione tra Mosca e l’Alleanza Atlantica.

La guerra in Ucraina e la versione del Cremlino

Putin ha inoltre ribadito una delle principali interpretazioni sostenute dal Cremlino dall’inizio del conflitto: secondo Mosca, la Russia non avrebbe iniziato la guerra, ma sarebbe stata costretta a reagire a una progressiva pressione occidentale.

Il presidente russo ha indicato ancora una volta il 2014, anno della caduta del presidente ucraino Viktor Yanukovich e dell’annessione russa della Crimea, come punto di svolta.

Questa ricostruzione viene contestata dall’Ucraina e dai governi occidentali, che attribuiscono alla Russia la responsabilità dell’invasione su larga scala iniziata nel febbraio 2022.

Le due narrazioni restano quindi radicalmente opposte e continuano a rappresentare uno degli ostacoli principali a qualsiasi tentativo di negoziato.

“I conflitti internazionali probabilmente continueranno”

Nel suo intervento Putin ha allargato il discorso anche al futuro degli equilibri globali.

Secondo il presidente russo, è probabile che i conflitti internazionali continuino mentre il sistema mondiale attraversa una fase di trasformazione.

Mosca continua a sostenere la necessità di un ordine internazionale multipolare, meno dominato dalle potenze occidentali e fondato su una distribuzione più ampia del potere economico e politico.

Per Putin, il passaggio dall’attuale equilibrio globale a un sistema differente comporta inevitabilmente rischi di instabilità.

La Nato: nessuna minaccia imminente

Sul fronte opposto, il segretario generale della Nato Mark Rutte ha precisato che, secondo le valutazioni dell’Alleanza, non esiste attualmente una minaccia militare imminente contro il territorio dei Paesi membri.

Rutte ha spiegato che un eventuale preparativo russo per un attacco contro Finlandia, Paesi baltici, Polonia o altri Stati Nato sarebbe accompagnato da movimenti militari rilevabili.

L’Alleanza continua tuttavia a rafforzare il proprio dispositivo difensivo sul fianco orientale e a sostenere militarmente l’Ucraina.

La Nato ribadisce inoltre il proprio carattere difensivo e respinge le accuse russe secondo cui le esercitazioni e le attività militari dell’Alleanza rappresenterebbero una minaccia diretta a Kaliningrad.

Europa e Russia sempre più lontane

Le parole di Putin arrivano mentre diversi governi europei accusano Mosca di intensificare le cosiddette operazioni ibride, dai cyberattacchi alle attività di sabotaggio e disinformazione.

La Russia respinge queste accuse e sostiene, al contrario, che sia l’Europa a seguire una politica sempre più militarizzata e conflittuale.

Il risultato è un quadro nel quale entrambe le parti dichiarano di non volere uno scontro diretto, mentre contemporaneamente rafforzano le proprie capacità militari e aumentano gli avvertimenti reciproci.

È proprio questa combinazione a rendere particolarmente delicata la situazione nel Baltico.

Tra Kaliningrad, guerra in Ucraina, aumento delle spese militari e retorica nucleare, il rischio principale resta quello di un’escalation provocata non necessariamente da una scelta deliberata, ma da errori di calcolo, incidenti o interpretazioni sbagliate delle intenzioni dell’altra parte.