Il tribunale del Queensland respinge la richiesta di scarcerazione del 46enne imprenditore del fitness, accusato di aggressione e strangolamento ai danni della moglie Snezana. La difesa respinge le accuse e annuncia ricorso alla Corte Suprema. Intanto, aziende e personaggi dello spettacolo prendono le distanze dall’ex protagonista televisivo.
A cura della Redazione Allora! Online
La vicenda giudiziaria che coinvolge Sam Wood, ex protagonista del reality australiano The Bachelor e noto imprenditore nel settore del fitness, assume contorni sempre più delicati. Giovedì 8 ottobre, il tribunale di Maroochydore, nel Queensland, ha respinto la richiesta di libertà su cauzione presentata dai suoi legali. Il 46enne resterà quindi in custodia cautelare, in attesa degli sviluppi del procedimento giudiziario.
Wood è accusato di aggressione con lesioni personali in un contesto di violenza domestica e di strangolamento nei confronti della moglie Snezana Wood, conosciuta durante l’edizione australiana di The Bachelor nel 2015 e sposata nel 2018.
I fatti contestati risalgono a sabato 3 ottobre, quando la polizia è intervenuta in un’abitazione di Noosa, sulla Sunshine Coast, in seguito a una lite familiare che, secondo l’accusa, sarebbe degenerata in violenza fisica.
La ricostruzione dell’accusa
Durante l’udienza, la pubblica accusa ha illustrato la ricostruzione dei fatti fornita dalla presunta vittima agli investigatori.
Secondo quanto riferito in tribunale, Snezana Wood stava preparando i bagagli per lasciare l’abitazione il giorno successivo quando sarebbe scoppiata una discussione con il marito.
La situazione sarebbe rapidamente degenerata. Wood avrebbe inizialmente spinto la moglie contro un armadio. La figliastra Eve Markoski-Wood, 21 anni, intervenuta dopo aver sentito le urla, avrebbe chiesto all’uomo di fermarsi.
Secondo la ricostruzione della polizia, Wood si sarebbe quindi diretto aggressivamente verso la giovane. Snezana avrebbe cercato di impedirgli di raggiungerla, ma il marito l’avrebbe afferrata per il collo e trascinata a terra, ostacolandone la respirazione.
La donna avrebbe successivamente raccontato agli investigatori di aver temuto concretamente per la propria vita, convinta che il marito potesse ucciderla.
A chiamare il numero australiano delle emergenze, Triple Zero, sarebbe stata proprio la figliastra Eve.
La procuratrice di polizia Jeanette Grigoris ha sostenuto davanti al tribunale che gli elementi raccolti, compresa una dichiarazione videoregistrata della presunta vittima, rappresentano un quadro accusatorio significativo.
Secondo quanto emerso durante l’udienza, la moglie avrebbe inoltre descritto Wood come una persona incline a improvvisi scatti d’ira, riferendo di aver vissuto in un clima di tensione e preoccupazione.
Gli investigatori hanno anche richiamato un precedente presunto episodio di violenza domestica avvenuto nello Stato di Victoria. In quell’occasione, secondo l’accusa, la polizia sarebbe intervenuta dopo un’altra lite, ma non sarebbe stata formalizzata una denuncia.
Si tratta, in entrambi i casi, di circostanze ancora da accertare nelle sedi giudiziarie competenti.
La difesa: «Non ha strangolato la moglie»
Sam Wood respinge le accuse di strangolamento.
Il suo avvocato, Mathew Cuskelly, ha riconosciuto che all’interno dell’abitazione si sarebbe verificata una discussione accompagnata da contatti fisici, ma ha contestato la ricostruzione prospettata dalla pubblica accusa.
Secondo la difesa, potrebbe emergere una situazione compatibile con la legittima difesa, qualora il procedimento arrivasse a processo.
Cuskelly ha inoltre sollevato interrogativi sulla documentazione fotografica delle presunte lesioni, osservando che alcuni elementi disponibili non consentirebbero, a suo giudizio, una valutazione completa della dinamica contestata.
Durante l’udienza sono state affrontate anche le condizioni psicologiche dell’imputato.
L’avvocato ha riferito che Wood soffrirebbe di una forma particolarmente grave di depressione e attraverserebbe un periodo di notevole stress personale e familiare.
La difesa ha sostenuto che, qualora fosse stato rimesso in libertà, l’imprenditore avrebbe fatto ritorno a Melbourne per intraprendere immediatamente un percorso terapeutico.
Il magistrato Janelle Boegheim ha tuttavia ritenuto insufficienti le garanzie offerte per escludere possibili rischi nei confronti della moglie e per assicurare la presenza dell’imputato alle successive udienze nel Queensland, considerando anche la sua residenza abituale nello Stato di Victoria.
Il tribunale ha quindi negato la libertà su cauzione.
La decisione, come sottolineato anche durante l’udienza, non costituisce una dichiarazione di colpevolezza.
Wood rimane presunto innocente e le accuse dovranno essere dimostrate secondo le regole del processo penale australiano.
I suoi legali hanno annunciato l’intenzione di presentare una nuova richiesta di scarcerazione alla Corte Suprema del Queensland.
La prossima udienza del procedimento è prevista per il 23 novembre.
Dal successo televisivo all’impero del fitness
La notorietà di Sam Wood risale al 2015, quando partecipò come protagonista al reality televisivo The Bachelor Australia, programma durante il quale conobbe Snezana Markoski, diventata successivamente sua moglie.
La loro storia sentimentale aveva conquistato una parte importante del pubblico australiano, trasformando la coppia in uno dei volti più riconoscibili del panorama televisivo nazionale.
Dopo l’esperienza televisiva, Wood aveva costruito una carriera imprenditoriale nel settore del benessere fisico, fondando il programma di allenamento 28 by Sam Wood.
Il marchio era diventato un’attività commerciale di grande successo, fino alla vendita nel 2022 per circa 71 milioni di dollari australiani a myDNA, nell’ambito del gruppo DBG Health.
Nonostante la cessione, Wood aveva continuato a essere il volto pubblico dell’azienda.
Le accuse di violenza domestica hanno però provocato conseguenze immediate anche sul piano professionale.
DBG Health, dopo aver inizialmente annunciato una sospensione a tempo indeterminato, ha comunicato la cessazione di tutti gli accordi commerciali con l’ex protagonista televisivo.
La società ha precisato che le attività del programma fitness continueranno sotto una diversa gestione, con il coinvolgimento di professionisti del settore.
Le reazioni del mondo dello spettacolo
La notizia dell’arresto ha suscitato numerose reazioni tra personaggi televisivi, influencer e professionisti del fitness che negli anni avevano collaborato con Wood.
Matt Agnew, anche lui ex protagonista di The Bachelor Australia, ha pubblicamente condannato ogni forma di violenza domestica, spiegando che conoscere personalmente una persona coinvolta in accuse tanto gravi non può rappresentare una ragione per evitare di prendere posizione sul problema.
Anche la personal trainer Tiffiny Hall, l’attrice Tammin Sursok e la personalità televisiva Jules Robinson hanno espresso messaggi di ferma condanna della violenza domestica.
Alcune collaborazioni commerciali sono state interrotte o sospese.
Le dichiarazioni pubbliche non hanno comunque espresso valutazioni definitive sulla responsabilità penale di Wood, questione che rimane esclusivamente di competenza della magistratura.
Nei giorni precedenti, Sam e Snezana Wood avevano diffuso una dichiarazione congiunta sui social media, descrivendo il momento come particolarmente difficile per la famiglia e assicurando piena collaborazione con le autorità.
Un caso che scuote l’Australia
La vicenda ha attirato grande attenzione nell’opinione pubblica australiana, soprattutto per il contrasto tra l’immagine pubblica costruita negli anni da Wood e la gravità delle accuse che oggi deve affrontare.
Da protagonista di un reality dedicato alla ricerca dell’amore a imprenditore di successo nel mondo del benessere, Wood era diventato una figura familiare per migliaia di australiani.
Adesso la sua posizione professionale appare profondamente compromessa, mentre il futuro personale e giudiziario dipenderà dall’esito delle indagini e delle successive udienze.
Il procedimento è ancora nella fase iniziale e sarà necessario distinguere le contestazioni formulate dalla pubblica accusa dalle responsabilità che potranno eventualmente essere accertate in tribunale.
Al di là della notorietà dell’imputato, il caso riporta ancora una volta al centro del dibattito australiano il tema della violenza domestica, delle condizioni di sicurezza all’interno delle famiglie e della protezione delle persone che denunciano situazioni di abuso.
Una questione sociale che non può essere ridotta alla dimensione dello scandalo televisivo.
Sarà la giustizia a stabilire quanto realmente accaduto nell’abitazione di Noosa. Fino ad allora, il diritto alla presunzione di innocenza e la tutela delle presunte vittime devono rimanere due principi fondamentali e complementari.
