Vince Ferreri: “Camden cresce, ora servono trasporti e infrastrutture”

di Maria Grazia Storniolo

Dalle origini italiane alla passione per la comunità, dalla crescita demografica alle infrastrutture, fino al futuro multiculturale di Camden. Il nuovo Sindaco racconta a Allora! le sue priorità e il legame con una comunità che vuole continuare a servire.

È un Sindaco appena eletto, ma con un forte legame con il territorio. Vince Ferreri, eletto alla guida del Camden Council nel settembre 2026, conosce bene la realtà locale e le trasformazioni che stanno interessando una delle aree in più rapida crescita del NSW. Nato nell’area di Liverpool e cresciuto tra Leppington e Bringelly, Ferreri è padre di tre figli e proviene da una famiglia italiana. In questa intervista a Allora! racconta le sue origini, le motivazioni che lo hanno portato alla politica locale e le sfide che attendono Camden.

Chi è Vince Ferreri?

«Sono un uomo semplice, ho una famiglia, tre figli e una moglie. Sono nato nella vicina LGA di Liverpool e sono cresciuto a Leppington e Bringelly. Ho sempre avuto piccole attività, caffè e negozi, e sono sempre stato molto coinvolto nella comunità. Sono cresciuto con mio nonno, emigrato in Australia nel 1952, che nel 1973 acquistò una piccola attività a Bringelly. È stato una grande ispirazione per me e da lui ho ereditato lo spirito comunitario. Quando ho avuto una famiglia giovane ho iniziato a guardare ancora di più alla realtà locale e ho voluto impegnarmi nel governo locale per contribuire a mantenere Camden un luogo dove i miei figli e, un giorno, i loro figli possano vivere bene».

Qual è la sfida più urgente per Camden, considerando la sua rapida crescita?

«La crescita è sicuramente la sfida principale. Oggi abbiamo circa 147 mila abitanti e si prevede un aumento significativo nei prossimi due decenni. Circa cento nuove persone si trasferiscono ogni settimana nell’area di Camden, in particolare a Oran Park. Una crescita così rapida porta molte sfide e, per me, quella più importante riguarda i trasporti. Sto sostenendo con forza il collegamento ferroviario tra il nuovo aeroporto e Bradfield, con un’estensione verso Oran Park, Narellan, Campbelltown e Macarthur. È fondamentale che le persone possano lavorare vicino a casa e che la nostra comunità sia adeguatamente collegata».

Quali infrastrutture ritiene prioritarie per il futuro di Camden?

«Il collegamento ferroviario è sicuramente una delle priorità. Dobbiamo collaborare con i governi statale e federale per realizzarlo. Ho continuato a portare questo tema all’attenzione del Parlamento. Ma sono importanti anche le connessioni stradali, soprattutto nelle nuove aree di crescita. Penso alla Spring Farm Parkway, alla sua seconda fase, e all’estensione del bypass di Narellan Road. Strade e ferrovia sono le due infrastrutture più importanti. Servono inoltre più impianti sportivi e spazi aperti, soprattutto perché molte delle famiglie che arrivano a Camden sono giovani e abbiamo una popolazione significativa nella fascia da zero a cinque anni».

Quanto hanno influito le sue origini italiane nei suoi valori e nel suo impegno pubblico?

«Sono molto orgoglioso delle mie radici italiane. I miei nonni e i miei genitori sono emigrati in Australia negli anni Cinquanta e mio padre è arrivato successivamente. Da loro ho imparato una forte etica del lavoro. Ricordo ancora mio padre che mi diceva, quando ero bambino: “Cosa stai facendo? Inizia a lavorare!”. Essere italiano significa anche dare grande importanza alla famiglia e, per estensione, alla comunità. È qualcosa che porto con me nel mio impegno pubblico. E naturalmente ci sono il cibo, la cultura e le tradizioni».

Come può il Council valorizzare il multiculturalismo di Camden, comprese le famiglie italiane?

«Ci sono molte opportunità. Camden è una comunità molto diversificata e le organizzazioni multiculturali devono avere una voce. Sono felice che la comunità italiana possa essere parte di questa conversazione. Secondo i dati che ricordo, ci sono circa 8 mila persone di origine italiana nell’area, ma voglio verificare i numeri più recenti. 

Gli italiani rappresentano una componente importante della comunità e devono avere una voce insieme agli altri gruppi multiculturali. 

C’è però anche il tema della lingua: molte seconde e terze generazioni hanno perso l’italiano. Io stesso cerco di trasmetterlo ai miei figli. Forse le nuove generazioni non parleranno italiano come i loro nonni, ma potranno mantenere il legame con le proprie origini e con la cultura italiana».

Camden è una comunità sempre più multiculturale. Quali opportunità vede per il futuro, anche con l’apertura del nuovo aeroporto di Western Sydney?

«Camden è una comunità che sta diventando sempre più diversificata e credo che le organizzazioni multiculturali abbiano un ruolo molto importante nella vita della nostra città. La nostra forza è proprio nella capacità di accogliere persone provenienti da culture e background diversi e di farle sentire parte della comunità. Anche l’apertura del nuovo aeroporto di Western Sydney rappresenta una grande opportunità per Camden, soprattutto dal punto di vista turistico ed economico. L’aeroporto ci aprirà al mondo e potrà creare nuove possibilità per le imprese, per il turismo e per l’intera regione.

Allo stesso tempo, però, dobbiamo assicurarci che questa crescita sia accompagnata da infrastrutture adeguate e, soprattutto, da collegamenti efficienti di trasporto pubblico. Non vogliamo che Camden rimanga isolata mentre tutto il territorio intorno a noi cresce.

La sfida sarà quindi trovare il giusto equilibrio tra sviluppo e qualità della vita, continuando a investire nei servizi e nelle infrastrutture, ma preservando anche quel senso di famiglia e di comunità che rende Camden speciale. 

Questo è particolarmente importante per me anche per le mie radici italiane, perché la famiglia, la comunità e il senso di appartenenza sono valori che fanno parte della mia storia e che credo debbano continuare a essere al centro del futuro di Camden».