Durante una manifestazione organizzata da un Comites e finanziata con i fondi dello stesso organismo, il vicepresidente attualmente in carica ha presentato la propria lista in vista delle prossime elezioni. Un episodio che potrebbe sollevare interrogativi sulla correttezza istituzionale e sull’uso della cosa pubblica.
Il Comites non appartiene al presidente, al vicepresidente o alla maggioranza che temporaneamente lo governa. È un organismo di rappresentanza degli italiani all’estero, sostenuto anche attraverso finanziamenti pubblici, che dovrebbe operare nell’interesse dell’intera collettività, indipendentemente dalle appartenenze e dalle ambizioni personali.
Eppure, quando una manifestazione istituzionale diventa l’occasione per presentare una lista elettorale, il confine tra rappresentanza e propaganda rischia di scomparire. Chi paga quella manifestazione? Chi autorizza l’utilizzo delle strutture? E soprattutto, le altre liste se ce ne fossero state altre avrebbero avuto la medesima opportunità?
A rendere la vicenda ancora più singolare è la giustificazione avanzata dal presidente uscente, che richiama sui social la presenza dell’autorità consolare all’evento come se questa costituisse una sorta di certificazione della regolarità dell’iniziativa.
Ma da quando la presenza di un console equivale a un’autorizzazione preventiva di tutto ciò che viene detto o fatto durante una manifestazione? Il Console rappresenta lo Stato italiano, non una lista elettorale. La sua partecipazione a un evento non può essere trasformata in uno scudo dietro il quale nascondere decisioni e responsabilità che appartengono agli organizzatori.
Non spetta a questo giornale stabilire se siano stati commessi illeciti. Alla stampa spetta il dovere di porre domande quando sono coinvolti denaro pubblico e pubbliche istituzioni.
Sarebbe dunque opportuno chiarire pubblicamente chi abbia deciso di inserire la presentazione della lista nel programma dell’evento e perché un’iniziativa istituzionale abbia ospitato un’attività di evidente carattere elettorale. Non servono giustificazioni di circostanza. Servono, invece, risposte verificabili.
Il Comites è di tutti gli italiani. Non di chi pensa di potersene servire per farsi rieleggere.
