di Marco Testa
La promozione dell’italiano in Australia, le nuove metodologie didattiche e il rafforzamento del sostegno istituzionale sono stati al centro dell’XI Conferenza nazionale dei docenti di italiano, svoltasi il 23 ottobre presso l’Australian National University (ANU) di Canberra, nell’ambito della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo.
L’iniziativa, organizzata dall’Ambasciata d’Italia e dall’Istituto Italiano di Cultura di Sydney, con il sostegno della Società Dante Alighieri di Roma e del Comitato di Canberra, ha riunito insegnanti provenienti da diversi Stati australiani, accademici ed esperti di educazione linguistica.
La conferenza è stata preceduta, il 22 ottobre, da una visita guidata alla Residenza d’Italia, presso l’Ambasciata a Canberra, che ha permesso ai partecipanti di riscoprire i tesori artistici, storici e architettonici della sede diplomatica. L’iniziativa, ospitata dall’ambasciatore Nicola Lener, si è conclusa con una cena informale, occasione di incontro tra docenti e rappresentanti istituzionali.
Ad aprire i lavori è stato il professor Francesco Ricatti dell’ANU, seguito dai saluti della dirigente scolastica Valentina Biguzzi e dell’ambasciatore Nicola Lener, che ha invitato gli insegnanti a presentare un’immagine moderna dell’Italia, valorizzando scienza, tecnologia, creatività e innovazione.
«L’italiano non è soltanto una lingua da conservare, ma una lingua con cui immaginare, progettare e costruire il futuro», ha dichiarato Lener, sottolineando l’importanza di aggiornare programmi e materiali scolastici.
Il professor Franco Papandrea, presidente della Dante Alighieri di Canberra, ha evidenziato il valore della collaborazione tra istituzioni e associazioni culturali, presentando un messaggio della sede centrale romana.
La prima relazione, affidata al professor Joseph Lo Bianco, ha affrontato la salvaguardia e l’apprendimento dell’italiano nell’Australia contemporanea, proponendo nuove prospettive per consolidarne la presenza nel sistema educativo.
La dottoressa Vivian Gerrand ha analizzato misoginia e disinformazione digitale, illustrando come l’insegnamento della lingua e della cultura italiana possa contribuire allo sviluppo del pensiero critico e al contrasto della discriminazione diffusa online.
Particolarmente significativo l’intervento della scrittrice Laura Imai Messina, dedicato al rapporto tra lingue, letteratura e identità. Attraverso il tema L’altrove dentro di sé, ha proposto una riflessione sulla capacità delle storie e dell’incontro con culture differenti di ampliare la conoscenza di sé e degli altri.
La dimensione pratica dell’insegnamento è stata approfondita dalla dottoressa Georgia Pike-Rowney e da BJ Anyos, che hanno presentato Pinocchio per tutta la scuola, un progetto bilingue inclusivo per gli alunni della primaria, fondato sulle arti performative e sulla partecipazione senza audizioni selettive.
Il professor John Kinder ha illustrato il volume 2026 dell’Accademia della Crusca, Lingua gentile, lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano, approfondendo l’evoluzione delle parole e il rapporto tra gentilezza, creatività e patrimonio culturale italiano.
La sessione conclusiva, coordinata da Valentina Biguzzi, ha consentito ai docenti di esporre le difficoltà quotidiane dell’insegnamento: classi numerose, studenti con competenze differenti, risorse limitate e mancato riconoscimento delle qualifiche professionali conseguite in Italia.
Sono emerse proposte per coinvolgere maggiormente i dirigenti scolastici, promuovere le certificazioni linguistiche e rafforzare i programmi bilingui.
La presenza degli enti gestori ha richiamato anche il contributo delle organizzazioni che promuovono i corsi di lingua e cultura italiana sul territorio australiano, sostenendo scuole, famiglie e insegnanti. Il loro coinvolgimento rappresenta un elemento importante per costruire una rete educativa nazionale e favorire la continuità dell’apprendimento.
La conferenza ha ribadito la necessità di una strategia condivisa tra istituzioni italiane, autorità educative australiane e insegnanti. Un impegno che richiede continuità, investimenti e il riconoscimento del ruolo dei docenti per garantire all’italiano una presenza qualificata e duratura nel sistema educativo australiano.
