di Emanuele Esposito
Da pochi mesi alla guida del Consolato d’Italia a Brisbane, Giuseppe Di Murro è arrivato in Australia dopo esperienze diplomatiche a Roma, Bruxelles e Tokyo.
La sua circoscrizione comprende Queensland e Northern Territory, un territorio enorme nel quale convivono comunità italiane storiche, nuove generazioni e giovani arrivati con i programmi di mobilità internazionale.
Ad A Tu per Tu, il Console racconta le priorità del proprio mandato: rendere i servizi consolari più semplici e veloci, rafforzare la presenza sul territorio, utilizzare meglio gli strumenti digitali e preparare il Sistema Italia alle grandi opportunità economiche e culturali che porteranno alle Olimpiadi di Brisbane del 2032.
Ma l’intervista è anche un viaggio dentro l’Italia d’Australia: associazioni, vecchia e nuova emigrazione, Comites, cultura, lingua e quella capacità tutta italiana di trasformare, nel corso delle generazioni, ciò che un tempo era simbolo di emigrazione in motivo di orgoglio.
Console Di Murro, chi è Giuseppe Di Murro al di fuori della carriera diplomatica?
«Sono una persona molto legata allo sport. Mi piace soprattutto praticare sport d’acqua: nuoto, vela, canottaggio. Da questo punto di vista Brisbane è quasi il luogo ideale.
È una città che si prepara alle Olimpiadi del 2032 e si respira già un’atmosfera molto legata allo sport. Credo che questo accompagnerà anche gli anni del mio mandato. C’è inoltre una crescente attenzione della Farnesina verso la diplomazia sportiva e verso la promozione non soltanto dei nostri atleti, ma anche delle imprese e delle eccellenze italiane che lavorano dietro i grandi risultati dello sport italiano.»
Il suo primo incarico al Ministero riguardava proprio gli italiani all’estero. Cosa le ha insegnato?
«Mi ha insegnato moltissimo, soprattutto nel rapporto con i connazionali nei momenti più difficili. A Roma lavoravo nell’ufficio che coordinava l’assistenza delle Ambasciate e dei Consolati agli italiani all’estero. Parliamo di situazioni particolari: arresti, ricoveri ospedalieri, decessi, minori contesi. Sono momenti in cui una persona si trova improvvisamente lontana dai propri punti di riferimento, magari senza conoscere bene la lingua o il sistema locale.
È proprio in queste circostanze che si comprende il valore concreto della rete diplomatica e consolare.»
La circoscrizione di Brisbane è enorme. Quanto incide la distanza sui servizi consolari?
«Molto. Il Consolato di Brisbane serve tutto il Queensland e il Northern Territory. Abbiamo persone che vivono a molte ore di distanza e quindi il primo consiglio è sempre verificare quale sia il Consolato territorialmente competente e arrivare all’appuntamento con tutta la documentazione necessaria.
Proprio per facilitare questo rapporto abbiamo recentemente aggiornato il nostro sito, cercando di renderlo più semplice e più vicino anche al modo in cui gli utenti australiani sono abituati a ricevere informazioni.»
State puntando molto anche su una nuova campagna di comunicazione.
«Sì. Abbiamo deciso di utilizzare i personaggi del fumetto “Mamma gli It-alieni!”, progetto realizzato dal Comites con il sostegno del Consolato e del Ministero degli Affari Esteri. Il fumetto racconta due generazioni di emigrazione italiana: una giovane arrivata con il Working Holiday Visa e una signora siciliana appartenente alla vecchia emigrazione. Attraverso questi personaggi lanceremo sui social una serie di contenuti dedicati ai servizi consolari, dall’AIRE ai passaporti fino alle altre pratiche che riguardano la vita quotidiana degli italiani all’estero. Credo sia un modo simpatico e moderno per comunicare informazioni che spesso vengono percepite come troppo burocratiche.»
In che modo è cambiata l’emigrazione italiana in Australia?
«Profondamente.
La generazione storica arrivava spesso affrontando grandi sacrifici e condizioni molto difficili. Oggi i giovani italiani arrivano più preparati, spesso con un buon livello di inglese e con l’obiettivo di vivere un’esperienza internazionale. Qualcuno rimane, qualcuno torna in Italia, qualcuno si sposta ancora in un altro Paese. Quello che mi colpisce è che entrambi i percorsi raccontano la stessa capacità degli italiani di adattarsi, lavorare e costruire qualcosa.»
Che comunità italiana ha trovato in Queensland?
«È una comunità molto ampia e molto articolata. Il Consolato serve circa 25 mila connazionali, la maggior parte nel Queensland e circa un migliaio nel Northern Territory.
Tra Brisbane e Gold Coast abbiamo una presenza particolarmente forte, ma ci sono italiani distribuiti in tutta la circoscrizione. Una cosa che mi piace molto è il ruolo delle associazioni. Ci sono realtà legate alle regioni d’origine, come quelle dei sardi o dei siciliani, ma anche club e associazioni che diventano punti di incontro per italiani di generazioni diverse.»
Nel corso dell’intervista ha raccontato un’immagine molto significativa: il panino con la mortadella.
«È un esempio che mi ha colpito molto. Gli italiani arrivati decenni fa portavano a scuola il panino con la mortadella e a volte venivano presi in giro dai compagni australiani. Oggi lo stesso panino con la mortadella è diventato quasi uno street food alla moda e viene venduto nei locali del centro di Brisbane a prezzi importanti. Questa trasformazione racconta molto bene il successo dell’emigrazione italiana: qualcosa che un tempo era visto come diverso è diventato parte della cultura australiana. È il risultato del lavoro e dell’affermazione di generazioni di italiani.» Il 20 settembre Brisbane ospiterà Festitalia 2026. Che appuntamento sarà?
«Sarà un grande festival dell’italianità. Ci saranno associazioni, istituzioni italiane, imprese e un programma che unirà momenti più formali ad altri conviviali. È un evento rivolto agli italiani, naturalmente, ma soprattutto anche agli australiani che vogliono conoscere meglio il nostro Paese.
Per una giornata potranno trovare una piccola Italia riunita a Brisbane: cultura, imprese, gastronomia, tradizioni e comunità.»
Ci avviciniamo anche alle elezioni del Comites. Perché questo organismo è importante?
«Il Comites è l’organismo eletto che rappresenta la comunità italiana residente nella circoscrizione. Ha il compito di portare alle autorità italiane problemi, esigenze e aspirazioni della comunità. Per il Consolato è uno strumento importante anche per conoscere meglio il territorio. Se sappiamo, per esempio, che esiste una comunità italiana numerosa in una determinata area, possiamo valutare missioni per i passaporti o altre forme di assistenza più vicine ai cittadini.»
Come si voterà?
«È necessario registrarsi preventivamente. Il modulo è già disponibile sul sito del Consolato e può essere presentato insieme a un documento d’identità. Chi esercita l’opzione riceverà poi il plico elettorale a casa. Considerando le distanze australiane, consiglio di votare appena ricevuto il materiale, in modo che possa rientrare al Consolato entro i termini previsti.»
Per presentare una lista servono invece le sottoscrizioni.
«Esatto. Nella nostra circoscrizione servono cento firme per ogni lista. Il Consolato è naturalmente imparziale e il nostro compito è semplicemente favorire la più ampia partecipazione possibile. Abbiamo previsto aperture straordinarie e anche missioni sul territorio proprio perché sappiamo che non tutti possono raggiungere facilmente Brisbane.»
Guardiamo al futuro: Brisbane 2032 può essere una grande occasione per il Sistema Italia?
«Assolutamente sì. Ci saranno infrastrutture da realizzare, impianti sportivi, strutture ricettive e moltissime opportunità collegate alle Olimpiadi. Il Consolato lavora insieme all’Ambasciata, all’ICE e alla Camera di Commercio Italo-Australiana per aumentare investimenti ed esportazioni italiane. Credo che uno dei settori più interessanti sia quello del design industriale italiano, che riesce a unire funzionalità, capacità tecnica ed estetica in un modo molto riconoscibile. Il Queensland è un mercato di quasi sei milioni di persone e una delle aree economicamente più dinamiche dell’Australia.»
Un messaggio finale agli italiani della sua circoscrizione?
«Siamo aperti e disponibili e siamo pronti a fare un passo in più per cercare di risolvere i problemi. Chiediamo però anche ai cittadini di fare la propria parte: informarsi, consultare il sito del Consolato e arrivare agli appuntamenti con la documentazione necessaria.
Spesso molte risposte sono già disponibili online e alcune pratiche possono essere risolte anche senza venire fisicamente da noi.
E soprattutto partecipate alla vita della comunità. Una comunità è viva quando i suoi cittadini partecipano.» L’incontro con Giuseppe Di Murro restituisce l’immagine di una diplomazia che prova a cambiare insieme alla società che rappresenta.
Una diplomazia meno legata esclusivamente allo sportello e sempre più presente sul territorio, digitale, comunicativa e capace di creare connessioni tra comunità, imprese e istituzioni. La sfida, in una circoscrizione grande molte volte l’Italia, non è semplice. Ma Brisbane sta entrando in una fase storica straordinaria e il 2032 non rappresenta soltanto un appuntamento sportivo: può diventare una grande occasione per rafforzare ulteriormente il rapporto tra Italia e Australia. E il Consolato vuole arrivarci preparato.
Le domande che contano. Le risposte che contano. Le storie che contano.
