Leonardo punta a salire dal 25% al 35% del Polo Strategico Nazionale acquistando un ulteriore 10% da Sogei. Poste Italiane, intanto, acquisirà il 20% da CDP e guarda al controllo futuro della società. Dietro il riassetto del PSN non c’è solo una partita industriale: c’è il tema della sovranità digitale italiana.
Il riassetto del cloud pubblico
L’Italia prepara una nuova mappa del potere digitale pubblico.
Al centro c’è il Polo Strategico Nazionale, la società che gestisce l’infrastruttura cloud destinata a ospitare dati e servizi critici della Pubblica amministrazione.
Secondo quanto riportato da Reuters, Leonardo sarebbe pronta ad aumentare la propria partecipazione nel PSN dal 25% al 35%, acquistando un ulteriore 10% da Sogei, società informatica controllata dallo Stato. L’operazione potrebbe essere annunciata entro la fine del mese.
Non si tratta soltanto di un passaggio societario. Dietro la compravendita di quote si intravede una scelta politica e industriale precisa: concentrare il controllo del cloud nazionale nelle mani di soggetti considerati strategici per sicurezza, dati, infrastrutture digitali e servizi pubblici.
Il ruolo di Poste Italiane
Accanto a Leonardo si muove Poste Italiane.
Il gruppo guidato da Matteo Del Fante acquisirà il 20% del PSN da Cassa Depositi e Prestiti. Nel lungo periodo, secondo Reuters, Poste punta ad arrivare al 65% della società, anche in relazione alla propria offerta su TIM, oggi maggiore azionista del Polo Strategico Nazionale con il 45%.
Il quadro attuale del PSN vede dunque una fase di profonda revisione. L’obiettivo sarebbe far uscire progressivamente i soci entrati nel progetto con una funzione più finanziaria o meno direttamente legata al settore tecnologico, lasciando spazio a due azionisti con un ruolo industriale più definito: Poste sul fronte dei servizi, della capillarità e delle infrastrutture nazionali; Leonardo sul fronte della sicurezza, della difesa e della protezione dei dati strategici.
Reuters riferisce anche che è in discussione la futura governance della società: nello schema allo studio, Poste nominerebbe l’amministratore delegato e Leonardo il presidente. Leonardo, Poste e TIM non hanno commentato, mentre CDP e Sogei non erano immediatamente disponibili.
Il PSN, la cassaforte digitale della Pubblica amministrazione
Il Polo Strategico Nazionale non è una normale società tecnologica.
È l’infrastruttura pensata per ospitare dati e servizi della Pubblica amministrazione, a partire da quelli strategici e critici. Il progetto nasce nell’ambito della Strategia Cloud Italia e del percorso di migrazione digitale della PA, con l’obiettivo di garantire infrastrutture sicure, resilienti e sotto controllo nazionale.
Secondo il Dipartimento per la trasformazione digitale, il PSN è partecipato da TIM, Leonardo, CDP Equity e Sogei e ha il compito di sostenere le amministrazioni nel processo di adesione e migrazione al cloud.
La posta in gioco, quindi, non è soltanto economica. È una questione di sovranità digitale.
PNRR e obiettivo 2026
Il PSN è uno dei pilastri della trasformazione digitale italiana finanziata dal PNRR.
Il Piano prevede che, entro il 2026, il 75% dei servizi pubblici digitali siano erogati su infrastrutture cloud sicure, efficienti e affidabili. Nello stesso orizzonte, il 100% dei servizi e dei dati strategici della Pubblica amministrazionedovrà essere ospitato su infrastrutture più sicure, capaci di garantire autonomia strategica, controllo dei dati e sovranità digitale.
È qui che il Polo Strategico diventa decisivo. Non è solo un contenitore tecnico. È il luogo dove dovranno confluire dati sanitari, amministrativi, fiscali, identità digitali e servizi essenziali per cittadini e imprese.
Leonardo, dalla difesa ai dati
Il rafforzamento di Leonardo nel PSN va letto dentro una trasformazione più ampia.
Il gruppo, controllato dallo Stato e attivo in difesa, aerospazio e sicurezza, sta da tempo ampliando la propria strategia su cybersicurezza, intelligenza artificiale, calcolo avanzato e infrastrutture digitali. Reuters collega il riassetto del PSN proprio alla volontà di affidare la guida del cloud nazionale a soggetti con competenze industriali coerenti e con un interesse diretto nella sicurezza dei dati pubblici.
In un mondo segnato da guerre ibride, attacchi informatici e dipendenza dai grandi provider globali, la protezione dei dati pubblici diventa una funzione di sicurezza nazionale.
Poste, infrastruttura civile dello Stato
Il ruolo crescente di Poste Italiane racconta l’altra faccia del progetto.
Poste è una delle più grandi infrastrutture civili del Paese: rete fisica, servizi digitali, pagamenti, identità, logistica, rapporto quotidiano con cittadini e imprese. La sua presenza nel PSN può rafforzare la dimensione operativa e nazionale del cloud pubblico.
Se Leonardo rappresenta la sicurezza strategica, Poste rappresenta la capillarità dello Stato moderno.
È questo il senso politico-industriale del nuovo equilibrio: unire protezione dei dati e capacità di erogare servizi digitali su scala nazionale.
Sovranità digitale, non solo tecnologia
La Strategia Cloud Italia, sviluppata dal Dipartimento per la trasformazione digitale e dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, identifica tre sfide principali: assicurare l’autonomia tecnologica del Paese, garantire il controllo sui dati e aumentare la resilienza dei servizi digitali.
Sono tre parole chiave: autonomia, controllo, resilienza.
Autonomia significa ridurre dipendenze eccessive da soggetti esterni. Controllo significa sapere dove sono i dati, chi li gestisce e con quali garanzie. Resilienza significa assicurare continuità operativa anche in caso di crisi, attacchi informatici o instabilità geopolitica.
Il PSN è il punto in cui queste tre esigenze si incontrano.
Il cloud come infrastruttura geopolitica
Il ridisegno del Polo Strategico Nazionale arriva in un momento in cui l’Europa discute sempre più apertamente di autonomia strategica, sicurezza digitale e protezione delle infrastrutture critiche.
Il cloud non è più soltanto una tecnologia. È un terreno geopolitico.
Chi controlla i dati controlla una parte decisiva della sovranità nazionale. Sanità, fisco, giustizia, identità digitale, anagrafe, servizi amministrativi, sicurezza e funzioni essenziali dello Stato passano sempre più attraverso piattaforme digitali.
Se queste piattaforme non sono sicure, resilienti e governate con una chiara visione pubblica, il rischio è che la trasformazione digitale diventi una nuova dipendenza strategica.
Una scelta che richiede trasparenza
Il rafforzamento di Leonardo e il ruolo crescente di Poste indicano la volontà di costruire un controllo più pubblico-industriale sul cuore digitale dello Stato.
È una scelta che può rafforzare la sicurezza nazionale, ma che dovrà essere accompagnata da trasparenza, efficienza, concorrenza e garanzie per cittadini e imprese.
Il valore contabile della quota Sogei sarebbe relativamente contenuto, circa 7 milioni di euro nel bilancio 2025. Ma il peso politico dell’operazione è molto più alto.
Perché il PSN non è una partecipazione qualunque. È una delle infrastrutture chiave del futuro dello Stato italiano.
Il cuore digitale del Paese
La partita è doppia.
Da un lato, l’Italia deve garantire che la migrazione digitale della Pubblica amministrazione proceda nei tempi previsti dal PNRR. Dall’altro, deve evitare che il cloud nazionale diventi solo un contenitore tecnico, privo di una visione industriale e strategica.
Il Polo Strategico Nazionale deve essere sicuro, efficiente, controllato e al servizio del Paese.
Perché il cloud pubblico non è una questione per addetti ai lavori. È il luogo dove passeranno sanità, fisco, identità digitale, servizi amministrativi, dati personali e funzioni vitali dello Stato.
Se l’Italia vuole davvero essere sovrana nel mondo digitale, il PSN non può restare soltanto un progetto PNRR. Deve diventare una vera infrastruttura nazionale.
