La Procura di Pavia ascolta gli investigatori scientifici del 2007 mentre si avvicina la scadenza per gli accertamenti su Sempio. A Storie italiane il confronto con Cassese su scontrino, telefonate e verifiche dell’epoca.
Emanuele Esposito
La Procura di Pavia ha ascoltato il generale Luciano Garofano, già comandante del Ris di Parma, e alcuni ufficiali del reparto che parteciparono alle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi nel 2007. La notizia, diffusa dal Tg1 nella serata italiana di venerdì 25 settembre, arriva mentre si avvicina il 28 settembre, la data attesa per la conclusione degli ulteriori accertamenti su Andrea Sempio.
Sul contenuto delle audizioni resta il massimo riserbo. Garofano è stato sentito come persona informata sui fatti per circa novanta minuti. Potrebbero essere stati affrontati aspetti delle indagini scientifiche originarie, ma non sono stati resi pubblici né i quesiti posti né le risposte. Non è quindi possibile stabilire se siano emersi elementi nuovi o quale peso possano avere nelle decisioni dei magistrati.
Secondo LaPresse, salvo sviluppi, lunedì 28 settembre è atteso un nuovo avviso di chiusura delle indagini preliminari nei confronti di Sempio. Un passaggio che va distinto dal rinvio a giudizio: l’avviso consente alla difesa di conoscere gli atti e di esercitare le proprie facoltà, tra cui presentare memorie e chiedere un interrogatorio. Non equivale a una decisione sulla colpevolezza dell’indagato.
Il lavoro svolto nell’inchiesta originaria era già stato al centro della puntata di Storie italiane del 23 settembre. Nel confronto con la conduttrice Eleonora Daniele, il colonnello Gennaro Cassese, all’epoca comandante dei carabinieri di Vigevano, ha ricostruito le verifiche effettuate sul racconto di Sempio e difeso le scelte investigative, invitando a valutarle alla luce delle informazioni allora disponibili.
Uno dei punti più discussi riguarda il ticket del parcheggio di Vigevano, presentato a sostegno degli spostamenti raccontati da Sempio per la mattina del 13 agosto 2007. Cassese ha spiegato che il documento era stato acquisito, ma non permetteva di identificare con certezza né il veicolo né la persona che lo aveva utilizzato. Il suo limite, dunque, era l’impossibilità di attribuirlo direttamente a Sempio.
L’ufficiale ha riferito anche di accertamenti sull’apertura della libreria Feltrinelli e dell’ascolto di persone che potevano fornire riscontri, tra cui la madre e la nonna di Sempio. Alla domanda sull’adeguatezza di quelle verifiche, ha sostenuto che furono considerate sufficienti nel quadro investigativo dell’epoca e che gli esiti vennero condivisi con la Procura. In trasmissione sono state espresse valutazioni critiche sull’approfondimento di quegli elementi, alle quali Cassese ha replicato rivendicando il lavoro svolto.
Un altro nodo riguarda le telefonate di Sempio all’abitazione dei Poggi e le sue conoscenze sui programmi di vacanza di Marco, fratello di Chiara. Cassese ha raccontato che proprio alcuni aspetti da chiarire avevano portato gli investigatori a risentirlo. Le spiegazioni ricevute, secondo la sua ricostruzione, furono sottoposte a verifica e comunicate ai magistrati.
Nel dibattito sono tornati anche il DNA e la cosiddetta impronta 33, con valutazioni contrapposte degli ospiti sul loro significato. Cassese ha sostenuto che un’attribuzione dell’impronta a Sempio già nell’indagine originaria avrebbe portato ad altri accertamenti. Si tratta di dichiarazioni rese in televisione: non è noto se questi stessi temi siano stati affrontati nelle recenti audizioni di Garofano e degli altri ufficiali.
Dal confronto emerge una distinzione essenziale: uno scontrino non attribuibile con certezza non dimostra, da solo, la presenza di Sempio a Vigevano, ma questa insufficienza non dimostra neppure che abbia mentito o commesso il delitto. Sempio nega di avere ucciso Chiara Poggi e resta presunto innocente.
Per l’omicidio del 13 agosto 2007 Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a sedici anni di reclusione. I nuovi sviluppi non modificano automaticamente quella sentenza. L’attenzione si concentra ora sui prossimi atti della Procura e sul contributo delle nuove audizioni, il cui contenuto rimane riservato.

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