Termina l’accesso universale finanziato dal governo. Il vaccino resterà disponibile gratuitamente per anziani, alcune comunità indigene e adulti gravemente immunodepressi. Gli altri potranno acquistarlo privatamente.
A cura della redazione online
Dopo oltre cinque anni di accesso gratuito generalizzato, l’Australia cambia il proprio programma di vaccinazione contro il Covid-19. Dal 1° ottobre 2026 il vaccino sarà finanziato dal governo federale soltanto per le persone considerate maggiormente esposte al rischio di sviluppare una forma grave della malattia.
Il vaccino contro il SARS-CoV-2 entrerà nel National Immunisation Program, il programma nazionale che comprende anche altre vaccinazioni ordinarie, sostituendo il National COVID-19 Vaccine Program istituito durante l’emergenza pandemica.
Il cambiamento riflette il passaggio dalla risposta straordinaria alla pandemia a una gestione sanitaria di lungo periodo, concentrata sulla protezione delle categorie più vulnerabili. Il Covid-19 continua infatti a circolare in Australia, ma il rischio di ricovero e morte è oggi maggiormente concentrato tra gli anziani e le persone con particolari condizioni mediche.
Chi continuerà a ricevere gratuitamente il vaccino
Dal 1° ottobre potranno accedere gratuitamente alla vaccinazione:
- gli adulti di almeno 75 anni, con due dosi finanziate ogni anno, somministrate indicativamente a sei mesi di distanza;
- gli adulti tra 65 e 74 anni, con una dose gratuita all’anno;
- le persone aborigene e delle isole dello Stretto di Torres tra 50 e 74 anni, con una dose gratuita all’anno;
- gli adulti tra 18 e 64 anni con una grave immunodepressione, con una dose gratuita all’anno.
Tra le condizioni che possono rientrare nella grave immunodepressione figurano alcune forme di leucemia e linfoma, i trapianti di organi o di cellule staminali, determinate terapie oncologiche e la malattia renale cronica trattata con dialisi. L’elenco non è esaustivo e la valutazione dovrà essere effettuata dal medico o da un altro professionista sanitario.
Le nuove categorie sono state confermate dal Dipartimento federale della Salute.
Che cosa accadrà alle persone non comprese nelle categorie
Chi non possiede i requisiti per ricevere gratuitamente il vaccino potrà comunque scegliere di acquistarlo privatamente, dopo avere discusso con il proprio medico o farmacista i benefici e gli eventuali rischi individuali.
Il prezzo non è stato ancora definito. Le trattative con le aziende produttrici sul costo all’ingrosso sono ancora in corso e una cifra potrebbe essere comunicata soltanto negli ultimi giorni di settembre.
Il costo dovrebbe essere superiore ai 25-35 dollari generalmente richiesti per una vaccinazione antinfluenzale privata, ma al momento non esiste una tariffa ufficiale.
Fino al 30 settembre rimarranno in vigore le condizioni attuali. Le persone interessate a ricevere una dose prima del cambiamento possono quindi contattare il proprio medico, una farmacia o un centro vaccinale per verificare la disponibilità e la propria situazione clinica.
Raccomandazione sanitaria e gratuità non sono la stessa cosa
La modifica riguarda soprattutto il finanziamento pubblico. Non significa necessariamente che il vaccino sia sconsigliato a tutte le persone escluse dalla gratuità.
Secondo l’Australian Immunisation Handbook, gli adulti sani tra 18 e 64 anni già vaccinati possono valutare una dose successiva ogni dodici mesi, sulla base delle preferenze personali e di un confronto tra rischi e benefici.
Per gli adulti tra 65 e 74 anni rimane raccomandata una dose annuale. In presenza di particolari condizioni mediche o per chi vive in una struttura residenziale, una dose ogni sei mesi può essere valutata insieme al medico.
Per le persone di almeno 75 anni è raccomandato un richiamo ogni sei mesi, perché il rischio di conseguenze gravi aumenta sensibilmente con l’età. Le indicazioni cliniche complete sono contenute nell’Australian Immunisation Handbook.
Perché cambia il programma
Durante la pandemia il governo aveva adottato un sistema universale per garantire la più ampia copertura possibile in una popolazione che inizialmente possedeva poca o nessuna immunità contro il virus.
Il governo considera ora il Covid-19 una malattia endemica e intende concentrare le risorse sulle persone che rischiano maggiormente il ricovero, le complicazioni o la morte.
L’inserimento nel National Immunisation Program dovrebbe inoltre facilitare la somministrazione del vaccino insieme a quelli contro l’influenza e il virus respiratorio sinciziale. Per le persone dai cinque anni in su, il vaccino contro il Covid può essere somministrato contemporaneamente ad altri vaccini, secondo le indicazioni dell’ATAGI.
Rimane da capire quale effetto avrà l’introduzione del pagamento sull’adesione delle persone non comprese nelle categorie gratuite. Il costo potrebbe rappresentare una barriera e provocare un’ulteriore diminuzione delle vaccinazioni, già in calo negli ultimi anni.
Gli esperti invitano comunque a non valutare il programma soltanto sulla percentuale complessiva della popolazione vaccinata. Il dato più rilevante sarà la copertura raggiunta tra gli anziani e le persone vulnerabili, nelle quali si concentra ancora la maggior parte dei ricoveri e dei decessi associati al Covid-19.
Restano valide le misure di prevenzione di base: rimanere a casa quando si è malati, lavarsi frequentemente le mani e utilizzare una mascherina quando si presentano sintomi, soprattutto in presenza di persone fragili.
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