Nuovo scontro diplomatico tra Italia e Israele. Al centro della polemica c’è il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, finito sotto indagine della Procura di Roma per il presunto trattamento degradante riservato agli attivisti italiani della Flotilla diretta verso Gaza.
La reazione del leader dell’ultradestra israeliana non si è fatta attendere. In una dichiarazione durissima, Ben Gvir ha attaccato apertamente l’Italia, affermando che «la terra dello Stivale è diventata la terra delle ciabatte», gioco di parole offensivo che ha immediatamente provocato indignazione nel mondo politico italiano.
L’inchiesta della Procura di Roma
Secondo quanto emerso nelle ultime ore, i magistrati romani stanno indagando Ben Gvir con l’ipotesi di reato di sequestro di persona e tortura nei confronti di alcuni cittadini italiani che partecipavano alla missione umanitaria della Flotilla per Gaza intercettata dalle forze israeliane nel maggio scorso.
L’indagine nasce dalle denunce e dalle testimonianze raccolte dopo il rientro in Italia degli attivisti, alcuni dei quali hanno raccontato di essere stati immobilizzati, umiliati e sottoposti a trattamenti ritenuti incompatibili con il rispetto della dignità umana.
La Procura dovrà ora valutare se esistono elementi sufficienti per formulare eventuali richieste formali di rinvio a giudizio.
Il video che ha fatto esplodere il caso
La vicenda aveva già provocato un’ondata di proteste internazionali dopo la diffusione di un video pubblicato dallo stesso Ben Gvir.
Nelle immagini si vedono decine di attivisti fermati dalle autorità israeliane inginocchiati a terra con le mani legate, mentre il ministro li deride pubblicamente. Il filmato ha suscitato forti reazioni in numerosi Paesi europei, compresa l’Italia.
Diversi governi europei hanno convocato gli ambasciatori israeliani per chiedere spiegazioni, mentre l’Italia ha definito quelle immagini «inaccettabili» e lesive della dignità delle persone coinvolte.
La risposta di Tajani
Le parole offensive rivolte all’Italia hanno provocato la reazione immediata del ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, che ha respinto con fermezza gli attacchi del ministro israeliano.
Secondo fonti diplomatiche, Roma considera inaccettabili sia il trattamento riservato agli attivisti sia le successive dichiarazioni rivolte al nostro Paese.
Un caso che rischia di aggravare la crisi diplomatica
La vicenda arriva in un momento già particolarmente delicato nei rapporti tra Italia e Israele.
Negli ultimi mesi il governo italiano ha espresso crescenti preoccupazioni per la situazione umanitaria a Gaza e ha sostenuto la necessità di una maggiore tutela dei civili coinvolti nel conflitto. Il caso della Flotilla ha ulteriormente aumentato le tensioni, portando Roma a chiedere anche una riflessione europea su possibili misure nei confronti dello stesso Ben Gvir.
L’inchiesta aperta dalla Procura di Roma rappresenta ora un passaggio senza precedenti nei rapporti tra i due Paesi e potrebbe trasformarsi in uno dei dossier diplomatici più delicati dell’anno.
Per la prima volta un membro del governo israeliano si trova infatti sotto indagine in Italia per fatti collegati alla gestione della guerra e delle proteste internazionali legate a Gaza.

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