La corsa infinita degli immobili si interrompe. Crescono le opportunità per gli acquirenti, ma restano i problemi di accessibilità
Per la prima volta dopo anni di crescita quasi ininterrotta, il mercato immobiliare australiano mostra segnali concreti di rallentamento. I nuovi dati pubblicati dalla società di analisi immobiliare Cotality evidenziano un calo significativo dei prezzi delle abitazioni a Sydney e Melbourne, le due città più grandi e costose del Paese.
Una notizia che potrebbe essere accolta con favore da migliaia di famiglie e giovani acquirenti, da tempo esclusi dal mercato a causa di valori diventati proibitivi. Ma dietro il rallentamento si nasconde una realtà più complessa, fatta di tassi d’interesse elevati, costo della vita in aumento e profonde differenze tra le varie regioni australiane.
Sydney perde terreno
A Sydney i prezzi delle abitazioni sono diminuiti dello 0,9% nel solo mese di maggio, portando il calo complessivo degli ultimi tre mesi al 2,1%.
Le case indipendenti hanno registrato la flessione più marcata, con una riduzione dell’1,1% nell’ultimo mese e del 2,5% dall’inizio dell’anno.
Dopo aver superato la soglia di 1,6 milioni di dollari australiani a febbraio, il valore medio di una casa nella capitale del New South Wales è ora sceso a circa 1,58 milioni.
Si tratta di una diminuzione ancora limitata rispetto ai livelli record raggiunti negli ultimi anni, ma che rappresenta comunque un’inversione di tendenza significativa.
Anche Melbourne continua a scendere
Situazione simile a Melbourne, dove il valore complessivo delle abitazioni è diminuito dello 0,8% a maggio e del 2,3% nell’ultimo trimestre.
Le case hanno perso circa l’1% del loro valore, mentre gli appartamenti hanno registrato un calo più contenuto.
Il prezzo medio di una casa nella capitale del Victoria resta vicino ai 958.000 dollari australiani.
Perth e Brisbane continuano a correre
Se Sydney e Melbourne rallentano, altre città australiane continuano invece a crescere rapidamente.
Perth registra ancora una crescita impressionante, con un aumento dell’1,4% solo nell’ultimo mese e del 25,6% nell’ultimo anno. Il valore medio di una casa si avvicina ormai a 1,1 milioni di dollari.
Anche Brisbane continua la sua corsa con una crescita mensile dello 0,8% e un aumento annuale vicino al 19%.
La migrazione interna, il costo più contenuto delle abitazioni e la forte domanda continuano a sostenere questi mercati.
Perché i prezzi stanno scendendo?
Le ragioni sono molteplici.
Il primo fattore è rappresentato dai tassi d’interesse. La Reserve Bank of Australia ha mantenuto il tasso ufficiale al 4,35%, aumentando il costo dei mutui e riducendo la capacità di spesa delle famiglie.
A questo si aggiunge una questione di accessibilità economica.
Negli ultimi anni i prezzi delle abitazioni sono cresciuti molto più rapidamente rispetto ai salari. Sempre più australiani faticano ad accumulare il deposito necessario per acquistare una casa, mentre chi ha già un mutuo deve affrontare rate sempre più elevate.
Sul mercato iniziano inoltre a pesare le modifiche fiscali annunciate dal governo federale riguardanti il negative gearing e le agevolazioni sulle plusvalenze immobiliari.
Una buona notizia per chi vuole comprare?
In parte sì.
L’aumento dell’offerta e il rallentamento della domanda stanno creando condizioni più favorevoli per gli acquirenti.
A Sydney e Melbourne il numero delle vendite è diminuito sensibilmente rispetto allo scorso anno e le abitazioni restano sul mercato più a lungo.
Questo significa maggiore scelta e una capacità negoziale più forte per chi è alla ricerca di una casa.
Tuttavia, anche con i recenti ribassi, i prezzi restano tra i più elevati al mondo e continuano a rappresentare un ostacolo enorme per molti giovani australiani.
Affitti ancora sotto pressione
Se il mercato delle compravendite rallenta, quello degli affitti continua invece a essere molto teso.
Gli affitti sono aumentati di quasi il 6% nell’ultimo anno e il tasso di sfitto nazionale resta vicino all’1,5%, uno dei livelli più bassi degli ultimi decenni.
Molti esperti ritengono però che anche il mercato degli affitti stia raggiungendo un limite, con famiglie e studenti sempre più in difficoltà nel sostenere costi in costante crescita.
Un mercato che cambia
Il rallentamento di Sydney e Melbourne non significa necessariamente l’inizio di un crollo immobiliare.
Piuttosto, sembra indicare una fase di riequilibrio dopo anni di crescita eccezionale.
Molto dipenderà dalle prossime decisioni della Reserve Bank, dall’andamento dell’economia australiana e dall’impatto reale delle nuove politiche fiscali del governo Albanese.
Per ora una cosa appare certa: il mercato immobiliare australiano non corre più alla stessa velocità degli ultimi anni e, per la prima volta dopo molto tempo, gli acquirenti stanno tornando ad avere un po’ più di potere.
