TERREMOTO IN VENEZUELA, ALBANESE: «POSSIBILE IL COINVOLGIMENTO DI CITTADINI AUSTRALIANI»

Il governo di Canberra non dispone ancora di informazioni certe sulla presenza di australiani tra le vittime, i feriti o le persone rimaste bloccate. Il primo ministro esprime vicinanza alle famiglie e assicura che la situazione viene monitorata dal DFAT

Il governo australiano non è ancora in grado di stabilire se alcuni suoi cittadini siano rimasti coinvolti nei devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela, ma il primo ministro Anthony Albanese ha riconosciuto che questa possibilità non può essere esclusa.

Intervenendo durante il programma News Breakfast dell’ABC, Albanese ha spiegato che le autorità stanno continuando a monitorare l’emergenza e a raccogliere informazioni sulle persone presenti nelle zone maggiormente danneggiate.

«Non è ancora chiaro se ci siano australiani coinvolti», ha dichiarato il primo ministro.

«Gli australiani sono grandi viaggiatori e si spostano in tutto il mondo. Considerato il numero delle persone colpite, è certamente possibile che alcuni australiani siano rimasti coinvolti».

La dichiarazione arriva mentre il bilancio della catastrofe continua ad aggravarsi. Almeno 188 persone risultano morte, più di 1.500 sono state ricoverate e 157 vengono ancora indicate come disperse.

Le operazioni di ricerca proseguono nelle aree di Caracas, La Guaira, Miranda, Aragua, Carabobo e Falcón, dove interi edifici sono crollati e numerose infrastrutture sono state gravemente danneggiate.

IL MESSAGGIO DI VICINANZA

Albanese ha rivolto un pensiero particolare ai cittadini australiani che hanno familiari, amici o legami personali con il Venezuela.

«Il nostro cuore è vicino a chiunque, qui in Australia, abbia parenti o amici in Venezuela», ha detto.

Il primo ministro ha definito il disastro uno dei più gravi terremoti registrati negli ultimi tempi, sottolineando non soltanto la perdita di vite umane, ma anche l’enorme distruzione provocata alle abitazioni, agli ospedali, alle strade e alle reti di comunicazione.

Secondo Albanese, le conseguenze per la popolazione venezuelana saranno profonde e destinate a durare ben oltre la prima fase dell’emergenza.

Le due scosse, di magnitudo 7.2 e 7.5, hanno colpito il Paese a distanza di appena 39 secondi. Il secondo terremoto è stato il più potente registrato in Venezuela dal 1900.

DFAT MONITORA LA SITUAZIONE

Il Department of Foreign Affairs and Trade ha fatto sapere di essere pronto a fornire assistenza consolare agli australiani eventualmente coinvolti.

Al momento non è stato comunicato il numero dei cittadini australiani presenti in Venezuela, né risultano conferme ufficiali di morti o feriti australiani.

La raccolta delle informazioni è resa particolarmente difficile dai blackout, dai problemi alle linee telefoniche e dalle interruzioni dei collegamenti internet.

Diverse zone sono rimaste isolate, mentre la chiusura o il danneggiamento degli aeroporti ha provocato cancellazioni e modifiche ai voli.

Il governo australiano ha invitato chi si trova nel Paese a seguire le indicazioni delle autorità locali, evitare gli edifici danneggiati e controllare la disponibilità dei collegamenti con la propria compagnia aerea.

ASSISTENZA CONSOLARE LIMITATA

L’Australia non dispone di un’ambasciata o di un consolato in Venezuela.

Questo limita fortemente la capacità del governo di fornire assistenza diretta sul posto, soprattutto in una situazione di emergenza caratterizzata da infrastrutture danneggiate e comunicazioni instabili.

I servizi consolari per il Venezuela vengono normalmente gestiti attraverso l’Ambasciata australiana in Colombia.

Gli australiani che necessitano di assistenza urgente possono contattare il Consular Emergency Centre, operativo ventiquattro ore su ventiquattro.

Il numero da chiamare dall’Australia è 1300 555 135, mentre dall’estero è disponibile il numero +61 2 6261 3305.

Le autorità hanno ricordato che, nelle aree ad alto rischio, esistono limiti concreti alle operazioni che il personale diplomatico può svolgere.

L’ALLERTA “DO NOT TRAVEL”

Smartraveller mantiene per il Venezuela il livello massimo di allerta: “Do not travel”, non recarsi nel Paese.

L’avviso era già in vigore prima dei terremoti a causa della situazione politica e della sicurezza, della criminalità violenta, del rischio di rapimenti e detenzioni arbitrarie e della grave instabilità economica.

Dopo il disastro, il governo ha aggiornato le indicazioni segnalando danni diffusi alle infrastrutture, vittime, scosse di assestamento e possibili interruzioni dei voli.

Agli australiani che si trovano già in Venezuela viene consigliato di valutare la partenza, ma soltanto quando sia sicuro farlo.

Le autorità raccomandano di non avvicinarsi agli edifici danneggiati, di evitare le aree maggiormente colpite e di rimanere informati attraverso i mezzi di comunicazione locali.

L’ANSIA DELLA COMUNITÀ VENEZUELANA IN AUSTRALIA

La tragedia viene vissuta con particolare apprensione dalla comunità venezuelana residente in Australia.

Molte persone hanno trascorso ore nel tentativo di contattare familiari e amici rimasti a Caracas e nelle regioni settentrionali del Paese.

Genesis Lindstrom, presidente della Venezuelan Association of Australia, ha raccontato di avere cercato freneticamente di raggiungere i propri conoscenti dopo avere appreso la notizia.

Le difficoltà delle comunicazioni hanno impedito a numerose famiglie di ricevere immediatamente conferme sulle condizioni dei propri cari.

Molti aggiornamenti stanno arrivando attraverso messaggi privati, filmati pubblicati sui social media ed elenchi informali delle persone ricoverate o disperse.

La comunità venezuelana in Australia sta seguendo le notizie e valutando iniziative per raccogliere fondi, medicinali e altri beni destinati alle zone colpite.

SOCCORSI TRA LE MACERIE

La situazione più grave viene segnalata nello Stato costiero di La Guaira, a nord di Caracas, dove più di cento edifici sarebbero crollati.

Le squadre di emergenza continuano a scavare tra cemento, travi e detriti alla ricerca di sopravvissuti.

La mancanza di elettricità e il danneggiamento delle strade stanno rallentando le operazioni.

Il Venezuela ha dichiarato lo stato d’emergenza e ha ricevuto offerte di assistenza da Stati Uniti, Paesi latinoamericani, governi europei e organizzazioni internazionali.

Le Nazioni Unite hanno avvertito che sarà necessario uno sforzo collettivo di grandi dimensioni per affrontare una crisi che colpisce un Paese già segnato da una lunga emergenza economica e umanitaria.

ATTESA PER NOTIZIE CERTE

Per le famiglie australiane con parenti o amici in Venezuela, le prossime ore saranno decisive.

Il governo di Canberra continuerà a cercare di verificare la posizione dei propri cittadini attraverso il DFAT, le autorità venezuelane e la rete diplomatica australiana nella regione.

Albanese ha evitato di avanzare ipotesi sul numero delle persone potenzialmente coinvolte, sottolineando che non esistono ancora dati sufficientemente affidabili.

La possibilità che alcuni australiani si trovassero nelle aree colpite resta tuttavia concreta, considerando la mobilità internazionale dei cittadini e i legami esistenti tra Australia e comunità venezuelana.

Fino alla conferma ufficiale, l’incertezza continuerà ad accompagnare l’attesa.

Mentre in Venezuela prosegue la corsa contro il tempo per trovare persone ancora vive sotto le macerie, in Australia molte famiglie restano davanti al telefono, sperando di ricevere un messaggio dai propri cari.