Brisbane, l’italiano che cambia con la società: alla Dante Alighieri il confronto su lingua, genere e identità

In occasione della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, la Società Dante Alighieri di Brisbane ha ospitato la Castellano Memorial Lecture, dedicata all’evoluzione del linguaggio e al rapporto tra parole, genere e cambiamenti sociali. Protagonista la dottoressa Adriana Díaz dell’University of Queensland. Presente anche il Console d’Italia Giuseppe Di Murro.

La lingua italiana non è soltanto un patrimonio da custodire, ma una realtà viva che si trasforma insieme alla società, alle culture e alle persone che la utilizzano. È questo il messaggio al centro della Castellano Memorial Lecture, l’appuntamento culturale organizzato dalla Società Dante Alighieri di Brisbane nell’ambito della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo.

L’incontro, svoltosi venerdì 23 ottobre 2026, ha affrontato uno dei temi più discussi della linguistica contemporanea: il rapporto tra genere, identità e trasformazione delle parole.

A guidare la riflessione è stata la dottoressa Adriana Díaz, docente e responsabile delle attività didattiche nel settore degli Studi spagnoli e latinoamericani presso la School of Languages and Cultures dell’University of Queensland.

Alla conferenza ha partecipato anche il Console d’Italia a Brisbane, Giuseppe Di Murro, confermando l’attenzione della rete diplomatico-consolare verso le iniziative dedicate alla promozione della lingua e della cultura italiana in Australia.

L’italiano in movimento: le parole raccontano la società

Il titolo dell’intervento, Italian in Motion: Gender, Language and the Words We Live By, tradotto in italiano come L’italiano in movimento: genere, lingua e le parole che abitiamo, riassume il significato dell’iniziativa.

Le lingue non sono sistemi immobili, definiti una volta per tutte.

Cambiano nel tempo, accolgono nuove espressioni, modificano significati e riflettono le trasformazioni culturali delle comunità che le parlano.

Il dibattito contemporaneo sul linguaggio di genere ne rappresenta uno degli esempi più evidenti.

Termini come ministra, sindaca, avvocata e architetta, così come le discussioni sulle forme linguistiche inclusive, dimostrano come la scelta delle parole possa diventare anche una questione sociale e culturale.

Non si tratta esclusivamente di grammatica, ma del modo in cui una comunità decide di rappresentare professioni, identità e relazioni.

Il tema solleva interrogativi che attraversano generazioni differenti: quando una nuova espressione entra nell’uso comune? Perché alcune innovazioni vengono accolte naturalmente mentre altre incontrano resistenze? In quale misura la lingua segue i cambiamenti della società e quanto, invece, contribuisce a renderli visibili?

La conferenza ha proposto proprio una riflessione sul legame tra evoluzione linguistica e trasformazioni sociali, invitando a considerare le parole non soltanto come strumenti di comunicazione, ma anche come elementi attraverso i quali interpretiamo il mondo.

Adriana Díaz e il valore dell’educazione linguistica

La scelta di Adriana Díaz ha dato all’incontro una dimensione accademica e interculturale.

La studiosa si occupa di educazione linguistica, insegnamento delle lingue e metodologie didattiche attente alla diversità culturale.

Il suo lavoro approfondisce il ruolo delle lingue nei processi di costruzione dell’identità e nelle relazioni tra persone provenienti da contesti sociali differenti.

Nel programma della conferenza era previsto anche un approfondimento sulle modalità con cui gli insegnanti possono affrontare il linguaggio inclusivo e le questioni legate al genere nelle attività didattiche.

Un tema particolarmente rilevante in una società multiculturale come quella australiana, dove l’apprendimento linguistico rappresenta spesso anche un’occasione di confronto tra tradizioni, esperienze e sensibilità diverse.

L’educazione linguistica, in questa prospettiva, non consiste soltanto nell’insegnamento delle regole grammaticali, ma anche nella capacità di comprendere i contesti nei quali le parole vengono utilizzate.

La Castellano Memorial Lecture e una tradizione che continua

L’iniziativa rappresenta uno degli appuntamenti culturali più significativi nel calendario della Società Dante Alighieri di Brisbane.

La Castellano Memorial Lecture è dedicata alla memoria del dottor Francesco Castellano, nato nel 1899 e scomparso nel 1976, figura importante nella storia della promozione culturale italiana nel Queensland.

Nel 1952 Castellano contribuì alla rifondazione della sede della Dante Alighieri di Brisbane, le cui attività erano state sospese nel 1939.

Da allora, l’associazione ha continuato a promuovere la conoscenza della lingua, della letteratura e della cultura italiana attraverso corsi, conferenze e iniziative aperte alla comunità.

La conferenza commemorativa rappresenta dunque non soltanto un omaggio alla sua figura, ma anche la prosecuzione di un impegno culturale che attraversa generazioni.

Un’eredità che assume particolare valore in Australia, dove la presenza italiana ha contribuito alla costruzione di una società profondamente multiculturale.

La lingua italiana come patrimonio delle comunità all’estero

Per gli italiani residenti fuori dai confini nazionali, il rapporto con la lingua assume un significato particolare.

L’italiano rappresenta spesso il collegamento più immediato con la famiglia, con le proprie origini e con la memoria dell’emigrazione.

È la lingua dei racconti dei nonni, delle tradizioni familiari, delle associazioni culturali e delle relazioni con l’Italia.

Ma è anche una lingua che cambia.

Le nuove generazioni cresciute in Australia vivono quotidianamente tra italiano e inglese, sviluppando esperienze linguistiche differenti da quelle dei propri genitori e nonni.

Per alcune famiglie, conservare l’italiano significa proteggere un’identità culturale. Per altre, significa costruire uno spazio di comunicazione capace di unire esperienze e generazioni diverse.

Proprio per questo, riflettere sull’evoluzione della lingua diventa importante anche per le comunità italiane all’estero.

Difendere il patrimonio linguistico non significa necessariamente conservarlo immutato, ma comprenderne la storia e accompagnarne la trasformazione, senza perdere il legame con le proprie radici.

La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo

La conferenza si è inserita nel programma della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, celebrata dal 19 al 25 ottobre 2026.

Il tema scelto per questa edizione, Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano, ha posto al centro la capacità della lingua italiana di accompagnare la creatività e l’innovazione.

Promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con il coinvolgimento della rete diplomatico-consolare e di importanti istituzioni culturali, la Settimana rappresenta una delle principali iniziative internazionali dedicate alla promozione dell’italiano.

Il programma valorizza la lingua come strumento di espressione artistica, comunicazione, ricerca, tecnologia e trasmissione del sapere.

In questo contesto, la riflessione proposta a Brisbane ha aggiunto una dimensione particolarmente attuale: quella del rapporto tra linguaggio e società.

La creatività linguistica, infatti, non riguarda soltanto la letteratura o le espressioni artistiche, ma anche la capacità delle persone di trovare parole adeguate a raccontare una realtà in continua evoluzione.

Brisbane, la cultura italiana guarda al futuro

La presenza del Consolato d’Italia e l’attività della Società Dante Alighieri confermano il ruolo delle istituzioni culturali nella promozione dell’italiano in Australia.

Le iniziative dedicate alla lingua consentono di mantenere un legame con il patrimonio storico e culturale italiano, offrendo al tempo stesso occasioni di confronto sui cambiamenti contemporanei.

La Castellano Memorial Lecture ha rappresentato un momento di dialogo su un tema che riguarda non soltanto studiosi e insegnanti, ma anche famiglie, studenti e cittadini.

Perché le parole che utilizziamo ogni giorno non sono semplici convenzioni: contribuiscono a raccontare la società nella quale viviamo e il modo in cui ci rapportiamo agli altri.

La lingua italiana ha attraversato i secoli conservando la propria identità, ma anche dimostrando una straordinaria capacità di trasformarsi. È proprio questo equilibrio tra memoria e cambiamento a renderla un patrimonio vivo, capace di unire le generazioni e continuare a parlare al futuro.