Anita Bonanno al NSW/ACT State Conference: il Co.As.It. in prima linea contro il razzismo nell’assistenza agli anziani

La General Manager del Co.As.It., Anita Bonanno, ha partecipato al panel “Combatting Racism in Aged Care” nell’ambito dell’Ageing Australia NSW/ACT State Conference 2026. Al centro del confronto, inclusione, multiculturalismo, benessere degli operatori, riforma dell’assistenza agli anziani e accesso equo ai servizi.

Il tema del razzismo nell’assistenza agli anziani è stato al centro di uno dei panel più significativi dell’Ageing Australia NSW/ACT State Conference 2026, che ha visto tra i protagonisti anche il Co.As.It. attraverso la partecipazione della sua General Manager, Anita Bonanno.

Bonanno ha preso parte alla sessione “Combatting Racism in Aged Care: Building Culturally Safe and Inclusive Workplaces”, dedicata alle difficoltà che le comunità multiculturali possono incontrare nell’accesso ai servizi e alla necessità di costruire ambienti di lavoro e sistemi di assistenza più sicuri, inclusivi ed equi.

Al confronto hanno partecipato anche Michael Whaites della NSW Nurses and Midwives’ Association, Giridharan Sivaraman dell’Australian Human Rights Commission e Selen Akinci del Multicultural Communities Council of Illawarra. Il panel è stato moderato da Danni Campbell-Manley.

Un tema sempre più centrale

L’Australia è una delle società più multiculturali al mondo e l’invecchiamento della popolazione rende sempre più importante garantire che i servizi per gli anziani siano in grado di rispondere alle esigenze linguistiche, culturali e sociali delle diverse comunità.

Per molte persone anziane nate all’estero, l’accesso all’assistenza può essere reso più difficile da barriere linguistiche, differenze culturali, scarsa conoscenza dei servizi disponibili o esperienze di discriminazione.

Per questo il contrasto al razzismo e la costruzione di servizi culturalmente appropriati diventano elementi centrali nella qualità dell’assistenza.

Il ruolo del Co.As.It.

Per il Co.As.It., da decenni impegnato nei servizi alla comunità italiana, la partecipazione alla conferenza rappresenta anche un’occasione per portare l’esperienza maturata direttamente sul territorio.

L’assistenza agli anziani costituisce uno dei settori più importanti dell’attività dell’organizzazione.

La sfida, oggi, non è soltanto garantire servizi efficienti, ma fare in modo che ogni persona possa sentirsi rispettata nella propria identità, nella lingua, nelle tradizioni e nel proprio percorso di vita.

La presenza di Anita Bonanno in un panel dedicato alla lotta al razzismo nell’aged care conferma quanto la dimensione multiculturale sia ormai parte integrante del dibattito sul futuro dell’assistenza in Australia.

Benessere degli operatori e resilienza di squadra

La seconda giornata della conferenza ha affrontato anche le pressioni operative che il settore sta vivendo.

Ad aprire i lavori è stato Dr Darren Coppin, CEO e Chief Behavioural Scientist, con una sessione dedicata a leadership, decision-making e cambiamento nei periodi di incertezza.

Uno dei messaggi centrali è stato il valore del peer support, il sostegno tra colleghi, indicato come una delle risorse più forti per il benessere di un team.

Coppin ha affrontato anche temi come il contagio emotivo sul posto di lavoro, il peso delle norme interne alle organizzazioni, la positività e la necessità di condividere uno scopo comune.

Particolare attenzione è stata dedicata alla resilienza.

Secondo quanto emerso, la formazione sulla resilienza funziona meglio quando viene costruita a livello di squadra e non viene considerata esclusivamente una responsabilità individuale.

Nel settore dell’assistenza, inoltre, resta fondamentale saper valorizzare l’empatia riducendo contemporaneamente il rischio di burnout.

Workforce e rischio di sottopagamento

Il programma ha poi affrontato alcune delle questioni operative più delicate per i provider.

Andrew Hollier di icare ha discusso il benessere della forza lavoro e la riforma del workers compensation.

Siobhain Simpson di StewartBrown ha invece concentrato il proprio intervento sul rischio di wage underpayment, cioè il sottopagamento dei lavoratori, tema particolarmente sensibile in un settore caratterizzato da un’elevata intensità di manodopera e da una regolamentazione complessa.

Fusioni, acquisizioni e nuovo regime ACCC

Dopo la pausa pranzo, Rohan Harris ed Ellen O’Neil di Russell Kennedy hanno analizzato fusioni e acquisizioni nel settore dell’aged care alla luce del nuovo regime dell’Australian Competition and Consumer Commission.

Il consolidamento del settore e i cambiamenti normativi stanno infatti modificando il modo in cui provider e organizzazioni devono valutare operazioni societarie, partnership e crescita.

Digitale e intelligenza artificiale

Ampio spazio è stato dedicato anche alla trasformazione digitale.

Mona Thind e Scott Lawton, con la moderazione del Dr George Margelis, hanno discusso il livello di maturità digitale dell’aged care australiano.

Successivamente Simeon Lobo di CGI Australia ha illustrato il passaggio di una soluzione di intelligenza artificiale dalla fase pilota alla produzione nell’assistenza domiciliare.

Un esempio concreto di come l’AI stia entrando sempre più nelle operazioni quotidiane del settore, non più soltanto come sperimentazione ma come strumento utilizzato nei servizi.

Cosa significa la riforma per gli anziani

Brian Woods del NSW Trustee and Guardian ha affrontato invece una domanda fondamentale: cosa significa concretamente la riforma dell’aged care per le persone anziane, per i provider, per i tutori e per chi gestisce le loro finanze?

Un tema che riporta il dibattito dalle norme e dalle strutture alla vita quotidiana delle persone direttamente coinvolte.

Qualità e fiducia con il nuovo Aged Care Act

Kyle Sheldrick dell’Aged Care Quality and Safety Commission ha approfondito il tema della collaborazione per costruire qualità e fiducia nel quadro del nuovo Aged Care Act.

La riforma normativa rappresenta infatti una trasformazione profonda per l’intero settore e richiede non soltanto adeguamenti formali, ma anche un nuovo rapporto tra provider, regolatori, lavoratori, famiglie e utenti.

La giornata è stata chiusa dal futurista e demografo Ashley Fell, che ha illustrato alcune delle tendenze destinate a rimodellare l’assistenza agli anziani in Australia nei prossimi anni.

Support at Home sotto pressione

La conferenza si è svolta mentre il dibattito nazionale sull’accesso ai servizi continua ad essere particolarmente acceso.

Il CEO di Ageing Australia, Tom Symondson, ha sottolineato le difficoltà che molte persone incontrano per accedere alle cure e all’assistenza a diversi livelli del sistema.

Particolare preoccupazione riguarda Support at Home.

Secondo Symondson, il programma non sta ancora mantenendo pienamente la promessa di aiutare più anziani a rimanere nelle proprie abitazioni.

Restano lunghe liste d’attesa per l’assistenza domiciliare, difficoltà nell’accesso al Commonwealth Home Support Program e una crescente pressione sulla disponibilità di posti nelle strutture residenziali.

I riconoscimenti “You Are ACE!”

La conferenza ha anche celebrato persone e organizzazioni che si sono distinte nel settore attraverso gli You Are ACE! Awards.

Tra i vincitori, Julie Southern del Royal Freemasons’ Benevolent Institution, premiata nella categoria Innovation – Individual.

RFBI è stata inoltre finalista in altre categorie, con riconoscimenti per volontari e team.

Katie Butler di Buckland Aged Care Services ha vinto invece il premio Rising Star – Individual.

Tra i finalisti anche Home Care Assistance, nella categoria Excellence – Organisation.

La cena della conferenza, sponsorizzata da HESTA, ha rappresentato un momento per riconoscere pubblicamente il lavoro svolto quotidianamente da operatori, volontari e organizzazioni del settore.

Un settore chiamato a cambiare rapidamente

Nel corso delle due giornate, relatori e delegati hanno condiviso esperienze, affrontato questioni complesse e discusso come l’aged care australiano possa rispondere contemporaneamente alle riforme in corso e alle sfide del futuro.

Il quadro che emerge è quello di un settore sottoposto a una trasformazione profonda.

Carenza di personale, benessere degli operatori, multiculturalismo, razzismo, sostenibilità economica, fusioni, digitalizzazione, intelligenza artificiale, nuovi standard di qualità e accesso alle cure sono ormai parti dello stesso problema.

Accesso equo e rispetto culturale

Per il Co.As.It., uno degli obiettivi emersi dalla conferenza è rafforzare la collaborazione tra organizzazioni, istituzioni e operatori per creare un sistema in cui l’accesso all’assistenza non dipenda dal background culturale o linguistico di una persona.

Con l’invecchiamento delle comunità migranti arrivate in Australia nel secondo dopoguerra, il sistema deve inoltre prepararsi a esigenze sempre più specifiche.

Molti anziani possono perdere progressivamente la conoscenza dell’inglese e tornare a utilizzare prevalentemente la propria lingua madre.

In questi casi, poter contare su operatori capaci di comprendere lingua, cultura e storia personale può fare una differenza enorme nella qualità della vita.

Combattere il razzismo nell’aged care significa quindi molto più che impedire episodi espliciti di discriminazione.

Significa costruire un sistema capace di riconoscere le differenze, formare adeguatamente gli operatori e garantire che ogni anziano venga trattato con la stessa dignità.

La partecipazione di Anita Bonanno e del Co.As.It. a questo confronto inserisce ancora una volta la comunità italiana all’interno di una discussione che riguarda direttamente il futuro dell’Australia multiculturale.