Il sindaco di Fairfield critica la riforma del governo statale: nuovi parcheggi riservati, una tassa sugli operatori e tempi troppo lunghi per rimuovere le biciclette abbandonate
Le nuove regole del governo del New South Wales sulle biciclette elettriche condivise accendono il confronto tra amministrazioni locali, operatori privati e associazioni dei ciclisti.
Intervenendo nel programma Sunrise di Channel 7, il sindaco di Fairfield, Frank Carbone, ha espresso forti preoccupazioni per una normativa che permetterà alle società private di utilizzare spazi pubblici, compresi parcheggi stradali, per distribuire le proprie e-bike nei territori comunali.
Spazi pubblici destinati alle e-bike
Il piano prevede la creazione di aree specifiche nelle quali lasciare le biciclette condivise. Secondo quanto illustrato durante il confronto televisivo, il governo punta a realizzare circa 2.500 parcheggi dedicati, mentre nella sola Sydney circolerebbero già migliaia di mezzi.
Carbone teme che il numero degli spazi previsti non sia sufficiente e che molte biciclette continuino a essere lasciate sui marciapiedi, davanti agli accessi privati o in posizioni pericolose.
Il sindaco ha sostenuto che, trattandosi di attività commerciali, le società dovrebbero gestire i mezzi all’interno di strutture private o punti di raccolta controllati, senza occupare indiscriminatamente le aree destinate a pedoni e automobilisti.
Una nuova entrata per il governo statale
Un altro elemento contestato riguarda il contributo economico che gli operatori dovranno versare al governo del NSW.
Secondo Carbone, la misura rischia di trasformarsi in una nuova fonte di entrate destinata ad aumentare nel tempo. Durante l’intervista ha fatto riferimento a un prelievo applicato all’utilizzo dei mezzi, sostenendo che le somme complessive potrebbero raggiungere milioni di dollari.
Il governo offrirebbe ai consigli comunali un contributo iniziale per predisporre le aree di parcheggio, ma per il sindaco si tratterebbe soltanto di un finanziamento temporaneo, insufficiente a coprire i futuri costi di sorveglianza, manutenzione e gestione delle segnalazioni.
Il problema dell’applicazione delle regole
La maggiore preoccupazione riguarda però i poteri di intervento delle amministrazioni locali.
Se una e-bike viene abbandonata su un marciapiede, davanti a un passo carrabile, all’interno di un parcheggio o in un’altra posizione pericolosa, il consiglio comunale non potrebbe sanzionare immediatamente l’operatore.
La società dovrebbe prima essere informata e avrebbe un determinato periodo di tempo per spostare il mezzo. Soltanto in caso di mancato intervento potrebbero scattare ulteriori provvedimenti.
Secondo Carbone, questo significa che una bicicletta potrebbe restare per ore, e in alcuni casi anche più a lungo, in una posizione capace di ostacolare la circolazione.
Rischi per pedoni e persone con disabilità
Le biciclette lasciate sui marciapiedi rappresentano un problema soprattutto per le persone con disabilità, per gli anziani, per i genitori con passeggini e per chi presenta difficoltà motorie o visive.
Un mezzo abbandonato davanti a una rampa, a un attraversamento o all’ingresso di un’abitazione può trasformarsi rapidamente in una barriera.
Carbone sostiene che la sicurezza pubblica debba venire prima degli interessi economici degli operatori e che le aziende autorizzate a utilizzare gli spazi della comunità debbano rispondere immediatamente delle violazioni.
Bicycle NSW difende la mobilità condivisa
Durante il confronto televisivo, il CEO di Bicycle NSW, Peter McLean, ha riconosciuto l’esistenza di problemi, ma ha difeso il ruolo delle biciclette condivise nel sistema dei trasporti.
Secondo McLean, le e-bike sono ormai diventate uno strumento importante per milioni di spostamenti, sia come mezzo principale sia per collegare abitazioni, stazioni e fermate del trasporto pubblico.
Le nuove regole, a suo giudizio, potranno ridurre il disordine attraverso parcheggi chiaramente identificati, dati di localizzazione in tempo reale e sanzioni più pesanti per gli operatori che non rimuovono rapidamente i mezzi parcheggiati in modo pericoloso.
Il peso sulle amministrazioni locali
Resta però da chiarire chi dovrà controllare concretamente migliaia di biciclette distribuite tra diversi comuni.
I residenti tenderanno a rivolgersi ai consigli locali quando un mezzo blocca un marciapiede o occupa uno spazio pubblico. Questo potrebbe aumentare il carico di lavoro dei ranger e degli uffici comunali, senza che siano disponibili risorse permanenti sufficienti.
Carbone teme che il governo statale incassi i contributi degli operatori, lasciando però ai comuni il compito più difficile: ricevere le proteste, verificare le violazioni e gestire il disordine sulle strade.
Automobili e parcheggi sotto pressione
Il sindaco ha inoltre evidenziato le diverse esigenze dei residenti del Western Sydney, dove l’automobile rimane essenziale per molte famiglie a causa delle distanze e della minore disponibilità di trasporto pubblico.
La progressiva destinazione dei parcheggi a e-bike, veicoli condivisi e colonnine di ricarica potrebbe ridurre ulteriormente gli spazi disponibili per le automobili.
Per Carbone, la mobilità sostenibile deve essere incoraggiata, ma senza ignorare le condizioni reali delle periferie e delle aree nelle quali i cittadini non dispongono ancora di alternative adeguate.
Responsabilità in cambio dell’uso dello spazio pubblico
Il punto centrale della contestazione è il principio di responsabilità.
Se società private ottengono l’accesso a strade, marciapiedi e parcheggi pubblici per svolgere un’attività commerciale, devono anche essere sottoposte a regole rigorose e a interventi immediati quando mettono a rischio la sicurezza.
Le e-bike possono avere un ruolo nella mobilità urbana, ma la loro diffusione non può trasformare gli spazi pubblici in depositi incontrollati.
La sfida per il governo del NSW sarà dimostrare che il nuovo sistema riuscirà davvero a garantire ordine, sicurezza e rispetto dei cittadini, senza trasferire ai comuni i costi e le responsabilità delle attività private.
