di Lorenzo Canu
Sabato, nel parcheggio di fianco al Chemist Warehouse di Norton Street, una piccola folla si è radunata sotto il sole per celebrare l’inaugurazione di In bocca al lupo, il nuovo murale di Elliot Guerrisi-Watson, in arte Elbows. Un’opera in tre parti che racconta la storia italiana di Leichhardt dalle origini alla migrazione, fino alle radici personali dell’artista, e che da oggi appartiene al quartiere.
A tagliare il nastro, la consigliera comunale Philippa Scott, che rappresenta il Leichhardt Ward all’Inner West Council. “Abbiamo trasformato l’Inner West nella capitale australiana della street art,” ha dichiarato con orgoglio. “Potete tenervi i vostri vicoli, Melbourne. Noi abbiamo il programma Perfect Match.”
Avviato nel 2014, il programma ha prodotto oltre 170 opere in tutto il quartiere, partendo da un’idea semplice: mettere in contatto chi ha un muro con chi ha un’idea, e lasciare che il Council faccia da Cupido. La Councillor ha poi sottolineato come questa opera in particolare si inserisca in una narrativa più ampia: “Stiamo riconoscendo la lunga storia di migrazione e cambiamento dell’Inner West, e le tante generazioni di persone che hanno reso questo luogo la capitale multiculturale d’Australia.”
Il murale è un trittico, costruito come un viaggio lineare. Il primo pannello parte dalla bandiera italiana, simbolo delle origini. Il secondo racconta la traversata sul Lloyd Triestino, il transatlantico su cui molti italo-australiani attraversarono il Pacifico. Il terzo è il più personale: “Un frammento intimo,” lo ha definito l’artista, “che esplora le mie radici nell’artigianato.” Elbows vi ha riprodotto il calco in bronzo di una scultura creata dal bisnonno Michele, fonditore di bronzo in Calabria, affiancato dai portafortuna della tradizione italiana come il corno rosso e dalla lupa di Roma. “Volevo dimostrare che l’Italia è molto più di un piatto di pasta,” ha spiegato l’artista.
“E volevo guardare alle nostre radici, a come le storie e le superstizioni che ci portiamo si trasmettono di generazione in generazione. Questo muro finale è per i giovani italo-australiani.”
Bronwyn Rosenberg, proprietaria dell’edificio, non ha radici italiane, ma si è ritrovata parte di questa storia quasi per caso. “Non avremmo dovuto esserci, a dire il vero,” ha raccontato. Un vicino le aveva suggerito di contattare l’artista in seguito a una cancellazione dell’ultimo minuto.
“Che fortuna che ci siamo ritrovati coinvolti. E poi la storia dietro a questo lavoro è incredibile — il bisnonno, la famiglia, i portafortuna. Prima avevo graffiti indecenti sul muro. Sento che ha messo tutto il suo juju sulla mia proprietà.” Tanto che ora sta pensando di ridipingere il portone di casa in tinta con i colori del murale. Coincidenza vuole che la cognata di Elbows sia una delle migliori amiche di sua figlia: il mondo, come sempre, è piccolo.
L’opera è stata realizzata dal vivo tra il 9 e il 27 febbraio, nell’ambito del programma Main Streets Local Placemaking del Consiglio. Per settimane, passanti e curiosi si sono fermati a guardare Elbows al lavoro, trasformando il processo creativo in un momento di comunità ancora prima dell’inaugurazione ufficiale. Philippa Scott ha ringraziato i Rosenberg, il Chemist Warehouse e il fisioterapista del piano di sotto per aver reso possibile l’accesso alla facciata. Un murale italiano nel cuore di Leichhardt. Una storia di migrazione, di radici, di portafortuna dipinti su un muro che adesso appartiene a tutti. In bocca al lupo, Leichhardt. Crepi.
