Nella puntata di oggi di Deep View by Allora! News torniamo al 4 settembre 476, la data che per generazioni abbiamo imparato come la fine dell’Impero romano d’Occidente. Ma fu davvero una caduta? Con Alessandro Barbero entriamo dentro uno dei passaggi più celebri — e più fraintesi — della storia europea.
Ci sono date che sembrano costruire un confine netto.
Prima.
Dopo.
Una di queste è 476 dopo Cristo.
Per secoli è stata indicata come la data della caduta dell’Impero romano d’Occidente, la conclusione dell’Età antica e l’inizio del Medioevo.
Una data perfetta per i manuali.
Forse troppo perfetta.
Perché nessun impero complesso come quello romano scompare davvero in un giorno.
Ed è proprio da qui che parte la decima puntata di Deep View.
Romolo Augustolo, l’ultimo imperatore?
Sul trono d’Occidente sedeva Romolo Augustolo, un ragazzo diventato imperatore grazie al padre Oreste, il vero uomo forte del regime.
Il suo stesso nome sembra quasi simbolico.
Romolo, come il fondatore di Roma.
Augustolo, diminutivo di Augusto, il primo imperatore.
Ma il mondo nel quale governava aveva ormai poco a che vedere con quello dei grandi Cesari.
Gran parte delle province occidentali era perduta.
Il Nord Africa era sotto il controllo dei Vandali.
Visigoti, Franchi, Burgundi e altri regni occupavano territori che un tempo appartenevano a Roma.
Persino l’esercito dell’Impero dipendeva sempre più da soldati di origine germanica.
Tra loro c’era Odoacre.
La ribellione
Nel 476 le truppe federate in Italia chiesero terre su cui potersi stabilire.
Oreste rifiutò.
L’esercito si ribellò e proclamò Odoacre proprio capo.
Nel giro di pochi giorni il potere di Oreste crollò.
Oreste venne catturato e ucciso.
Anche suo fratello Paolo fu eliminato.
A quel punto rimase Romolo Augustolo.
Il giovane imperatore venne deposto.
Ma non fu ucciso.
Secondo la tradizione, Odoacre gli concesse una rendita e lo mandò a vivere in Campania.
Una conclusione sorprendentemente tranquilla per quello che sarebbe poi diventato, nei libri di storia, il momento della “caduta di Roma”.
Il giorno in cui nessuno si accorse della fine
Ed è qui che la vicenda diventa davvero interessante.
Nel 476 non ci fu un crollo improvviso della vita quotidiana.
Le città continuarono a esistere.
Il Senato romano continuò a funzionare.
L’amministrazione sopravvisse.
Le leggi romane continuarono a essere applicate.
La società italiana rimase profondamente legata alle strutture culturali e politiche di Roma.
E soprattutto continuava a esistere un altro Impero romano.
Quello d’Oriente.
Con capitale Costantinopoli.
Per chi viveva in quell’epoca, dunque, la sensazione di assistere alla “fine dell’Impero romano” sarebbe probabilmente stata molto meno netta di quanto immaginiamo oggi.
Le insegne imperiali vanno a Costantinopoli
Dopo la deposizione di Romolo Augustolo, le insegne imperiali furono inviate all’imperatore orientale Zenone.
Il messaggio politico era importante.
Non era più necessario avere due imperatori.
Uno solo poteva rappresentare formalmente tutto il mondo romano.
Odoacre avrebbe governato l’Italia.
Non come imperatore, ma come re, mantenendo allo stesso tempo un rapporto formale con Costantinopoli.
Non una distruzione.
Una trasformazione.
E Romolo non era nemmeno l’unico imperatore
Esiste poi un dettaglio che rende ancora più complicata la formula “476, ultimo imperatore romano d’Occidente”.
Romolo Augustolo non era riconosciuto da tutti come sovrano legittimo.
A Costantinopoli il vero imperatore occidentale continuava a essere considerato Giulio Nepote, deposto l’anno precedente e rifugiato in Dalmazia.
Nepote sarebbe morto soltanto nel 480.
Questo significa che, a seconda del criterio utilizzato, persino la data convenzionale della fine dell’Impero romano d’Occidente può essere discussa.
La storia non ama le linee dritte.
Una caduta senza rumore
La fine dell’Impero romano d’Occidente viene spesso descritta come una caduta senza rumore.
Ed è forse l’immagine più efficace.
Roma non smise di esistere.
Continuò nelle leggi.
Nel latino.
Nelle istituzioni ecclesiastiche.
Nelle città.
Nella cultura.
Nell’idea stessa di impero.
Anche i regni cosiddetti “barbarici” tentarono spesso di presentarsi non come distruttori dell’ordine romano, ma come suoi continuatori.
Odoacre governò l’Italia fino al 493.
Dopo di lui arrivò Teodorico, re degli Ostrogoti.
E anche il suo regno mantenne molte strutture amministrative e culturali romane.
Allora quando cadde Roma?
Questa è la vera domanda della puntata.
Dipende da cosa intendiamo per “Roma”.
Se parliamo dell’Impero romano d’Occidente come struttura politica autonoma, il 476 rimane una data fondamentale.
Ma se parliamo della civiltà romana, allora nessuna singola giornata può indicarne la fine.
L’Impero romano d’Oriente sarebbe sopravvissuto fino al 1453.
Il diritto romano avrebbe continuato a influenzare l’Europa.
Il latino sarebbe rimasto lingua della cultura e della Chiesa.
Persino secoli dopo, con Carlo Magno, sarebbe tornata l’idea di un imperatore dei Romani.
Forse Roma non cadde davvero.
Cambiò forma.
Perché abbiamo scelto questo video
Per la decima puntata di Deep View abbiamo scelto “Barbero: Il Mistero della Caduta dell’Impero Romano”, pubblicato dal canale Geopolitica Quotidiana.
Il valore del contenuto sta proprio nel mettere in discussione una delle semplificazioni più famose della storia.
Non per negare il 476.
Ma per capirlo meglio.
Perché dietro quella data ci sono crisi economiche, lotte politiche, trasformazioni militari, migrazioni, guerre civili e una lenta metamorfosi del mondo romano.
Non un sipario che cala.
Piuttosto un mondo che cambia senza sapere ancora cosa diventerà.
Il video selezionato
Barbero: Il Mistero della Caduta dell’Impero Romano
🎬 Fonte video: Geopolitica Quotidiana
▶️ Guarda il documentario all’interno di questa pagina.
Dopo il video resta una domanda
Forse la domanda più interessante non è:
“Quando cadde Roma?”
Ma:
“Quanto di Roma sopravvisse dopo Roma?”
La risposta è sorprendente.
Moltissimo.
Ed è forse questa la ragione per cui il 476 continua a parlarci ancora oggi.
Perché ci ricorda che le grandi civiltà raramente finiscono davvero in un giorno.
Si trasformano.
Si mescolano con ciò che viene dopo.
E continuano a vivere sotto altre forme.
Deep View. Guardare più a fondo.
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Fonte e ringraziamenti
Fonte video: Geopolitica Quotidiana.
Allora! News ringrazia Geopolitica Quotidiana per aver reso disponibile l’approfondimento con Alessandro Barberodedicato alla caduta dell’Impero romano d’Occidente e alla complessità del passaggio tra mondo antico e Medioevo.
