SULKY LA STORIA CHE SORPRENDE ROMA

Una rarità è pur sempre una rarità. Quando si pensa che qualcosa sia unica al mondo… e poi si scopre che esiste qualcosa di ancora più antica. “Tana libera tutti!”, gridavano i bambini giocando alla mosca cieca.

Roma, ah Roma mia… ti credevo la più antica, e invece oggi scopro che, per un pugno di anni, un’altra città ti ha “rubato” il primato. Tu, Roma, fondata da Romolo nel 753 a.C., eri considerata la più vecchia. E invece ecco comparire Sulky — o forse Sulci, che suona anche meglio — fondata dai Fenici intorno al 770 a.C. nell’attuale isola di Sant’Antioco. Circa 17 o 20 anni prima della nascita della Città Eterna.

Devo sempre ricordarvi che io, a quei tempi, ancora non c’ero.

Sulky era già allora un importante centro commerciale fenicio, poi passato sotto il controllo cartaginese e infine romano. Oggi quella città non esiste più come un tempo, ma le sue tracce sono ancora lì, visibili a tutti: un patrimonio archeologico straordinario, tra resti di santuari fenicio-punici e catacombe paleocristiane che raccontano secoli di storia e civiltà.

E oggi, chi ha la fortuna di potersi concedere qualche giorno in quelle meravigliose terre, scopre che Sant’Antioco non è soltanto storia: è un luogo dell’anima.

Chiudere gli occhi per qualche minuto e immaginare quell’antico mondo è quasi inevitabile. Pensare all’antico Tophet, il santuario fenicio-punico oggi a cielo aperto, dedicato ai bambini, fa venire i brividi e allo stesso tempo accende la fantasia.

Poi c’è il mare.

La spiaggia di Maladroxia, con le sue acque cristalline e le sorgenti termali che sgorgano direttamente dal fondale marino. Oppure il Nido dei Passeri, una scogliera a picco sul mare che al tramonto diventa semplicemente mozzafiato.

Vi ho fatto venire voglia di partire?

E allora cosa aspettate? Due cose in valigia… e via.

Una piccola curiosità linguistica merita infine spazio. La lingua sarda, già di per sé complessa e affascinante, ha origini neolatine e romanze, derivate dalle lingue indoeuropee, ma porta con sé influenze greche, latine e spagnole, in particolare catalane, dovute al lungo dominio iberico sull’isola. Un’eredità che arrivò fino al XVIII secolo, quando con la dominazione sabauda si diffuse anche l’influenza piemontese.

La Sardegna, in fondo, è proprio questo: un intreccio continuo di popoli, lingue, mare e storia.

Per il momento è tutto.
Arrivederci alla prossima… e buona lettura.