Due interessanti date italiane. Una, quella del 21 aprile, che ogni anno commemoriamo, ed è la fondazione di Roma che ora si porta sulle spalle qualche annetto, diciamo 2779 anni, e vedo che se li porta bene, un po’ zoppicante, qualche buca qua e là, un po’ di robetta strana che circola indisturbata, molta più gente abbronzata che sembra abbia preso più sole del normale, ma tutto sommato cammina spedita verso altri 2000 anni.
Chissà se a Romolo farebbe piacere rivederla come è oggi? Da avvocato del diavolo, non credo sarebbe così contento. Quanti si sono succeduti nel governarla, sembra che alla fine….. beh! Lasciamo correre che è meglio.
L’altra data è quella del 25 aprile, commemorazione della liberazione dalla guerra e dal giogo straniero. Non sta a noi oggi giudicare, ma come dicevano i nostri padri: la guerra è guerra. La resistenza è ancora oggi lì che resiste, ma non è dato sapere a cosa, dato che ormai tutto finì 81 anni fa. Ma sarebbe interessante poter ancora contare su qualche elemento che, con i suoi 101 o forse più anni, ancora in vita, ci possa dare qualche elemento in più su quei ingarbugliati giorni del 1944 e 45. Certamente non mi fiderei degli attuali “resistenti” con i loro 30/40 oppure 60 anni di età, nati intorno agli anni ’65/’70 che, se pur interessati di storia, non avrebbero potuto capire nulla di quella maledetta guerra, se non dopo qualche annetto di scuola.
Quindi questi nuovi abnegati “Resistenti” moderni che ancora lottano con fervore contro un nemico (ormai incartapecorito) il 25 aprile li troveremo tutti nelle maggiori piazze italiane che inneggiano alla liberazione dal nemico, brandendo una mazza fionda per abbattere l’odiato usurpatore.
Vedremo centinaia di giovani con il fazzoletto tricolore al collo che arringheranno le folle gridando che è giunta l’ora di liberare l’Italia. Spero che mio nonno da lassù non guardi a questo scempio e dica: Ho combattuto morendo per questa marmaglia? Purtroppo anche questa è storia ed è giusto, e per chi lo sa, che commemorare quel giorno significa lottare perché non si ripeta.
Nei giorni a seguire avremo tutto il tempo per liberare le nostre idee, per sfogarci inondando i social con altre tristi verità attraverso le tastiere dei PC. Saremo capaci di commemorare il prossimo 25 aprile in serenità? Me lo auguro.
