Figlio di Giuseppe Tempera di Biancavilla e di Noris Casella, romagnola, è un mito della musica mondiale. Ha firmato successi a Sanremo e colonne sonore per il cinema. Agli italiani all’estero invita all’unità nel progresso musicale. Ultimo lavoro, la colonna sonora di un film su San Francesco
Se intervistare un grande colosso della musica, che rappresenta l’Italia nel mondo, emoziona a tal punto, è altrettanto lodevole sentire il vibrato delle note dei suoi arrangiamenti e commuoversi. Lo incontriamo per un’intervista, che ha il prologo alle 11,00 del mattino. Vincenzo Tempera, in arte Vince, ci ammalia subito con lo sguardo ingenuo, come un bambino alle sue prime esperienze, tuttavia ci accorgiamo dai primi secondi che è un artista internazionale navigato.
Lo intervistiamo con Zoom-Web, dopo avergli chiesto il permesso accordato di registrazione e pubblicazione sui vari giornali e social. Dopo un breve short-video gli chiediamo le sue origini, dove prevale la sicilianità del padre Giuseppe Tempera di Biancavilla di Sicilia, prov. di Catania; mentre la mamma Noris Casella è romagnola. Ha anche un fratello Marino, cui Vince è molto affezionato.
È risaputo che il M.stro Vince Tempera sia un colosso della musica, Direttore d’orchestra, arrangiatore, tastierista, paroliere, insomma figura poliedrica del mondo musicale. Sposato con Rosa, la bella moglie veneziana, che ha dato alla luce 2 meravigliosi figli, Davide e Giorgia. Ha una miriade di successi, non certo derivati dal corso degli anni, ma soprattutto dalla imponente preparazione e talento innato.
Ha cominciato a studiare pianoforte all’età di sei anni e, travolto dalla musica che ha arricchito la sua vita è divenuto un mito nel mondo dello spettacolo. Al principio non pensava nemmeno al successo economico, aggiunge. Gli piaceva conoscere e voleva diventare bravo come il Maestro Gorni Kramer, grande Direttore d’orchestra degli anni ‘60. Tempera per pagarsi lo studio del piano dava lezioni private di canto.
Tastierista nei Pleasure Machine e in Il volo ci racconta che, essendosi in un concorso ammalato un pianista, il Maestro Cesare Andrea Bixio, autore della canzone, “Parlami d’amore Mariù” e “Mamma”, lo scelse. Inizia da qui la sua lunga e sfolgorante carriera con interpreti di grande valenza, IVA Zanicchi, ne è un esempio. Fece poi gli arrangiamenti per Wilson Pickett, cantautore statunitense, che nel Sanremo del 1969 cantava la canzone “Un’avventura”, portata in Italia al successo da Lucio Battisti.
Arrangiamenti per i grandi complessi anni ‘70, “Terra in bocca” per I Giganti, per I Nomadi, “ I Nomadi interpretano Francesco Guccini” e L’isola non trovata di Francesco Guccini, suo grande amico. Dopo qualche anno nel 1975 compone la colonna sonora di “Sette ore in nero”, che poi utilizzò il regista Quentin Tarantino, chiedendo le musiche per il suo film.
Il prestigio per il nostro Direttore nasce dall’aver avuto il pregio di essersi individuato il modo di avvicinarsi alla nuova strumentazione e aver saputo coniare la vecchia con la nuova tecnologia della musica, tanto difficile per tanti artisti di quel periodo. Ricercato dalle case discografiche Ri-fi Record ed Emi e da lì la musica europea. Vince è conosciuto per i brani famosi dei cartoni animati “UFO Robot” “Goldrake”, “Anna dai capelli rossi”, “Remì”.
Ha partecipato all’incisione del brano “Il mio canto libero” di Lucio Battisti ed ha arrangiato la canzone “Caravel” di Mina. Ha inoltre collaborato agli arrangiamenti di dischi di Loredana Bertè, Marcella Bella, Fiordaliso, Junie Russo, il complesso Il giardino dei semplici, Bobby Solo e il brano “Domenica bestiale” di Fabio Concato e collaborazione agli arrangiamenti orchestrali del primo album solista di Francesco De Gregori, “L’orso bruno”.
Tempera ha prodotto il primo album di BIAGIO Antonacci, quindi collaborazione con Aleandro Baldi, Francesca Alotta e Gianluca Grignani. Il boom televisivo il M.stro lo ottiene con la Corrida di Corrado e per quasi 45 anni Direttore d’orchestra a Sanremo.
La Corrida ci svela che è stata un’esperienza unica, programma piacevolmente ironico, perché molti cantanti non intonati si presentavano per farsi riconoscere nella loro città. Sanremo è stata emozionante da sempre, perché i cantanti, avevano come unico appiglio il Direttore d’orchestra, che se in difficoltà, li aiutava a trovare la giusta tonalità e a non andare fuori tempo. Ricorda il bravissimo cantante Rocky Roberts di “Stasera mi butto” e gli arrangiamenti della canzone “Perché lo fai” di Marco Masini.
Per la filmografia Vince raggiunge l’apice delle colonne sonore con Fantozzi 1 e Fantozzi 2 con Paolo Villaggio. Composta da Tempera la colonna sonora del film “A me mi piace” del 1985, interpretato da Enrico Montesano. Ultimo suo lavoro un grande capolavoro dal titolo “Laudato Creato di S. Francesco D’Assisi”, proiezione cinematografica che si inserisce nel contesto del Festival di Musica Sacra della Regione Lazio.
È un film girato su versetti , per metà in latino e per metà in italiano. La regista è Virginia Barrett, pugliese con radici inglesi, girato immaginando la terra umbra, terra di pace e serenità. Questo film che sicuramente farà il giro del mondo è la carta d’identità, attraverso le musiche del Maestro Vince Tempera, di S. Francesco d’Assisi, santo della povertà e misericordia.
Vince è felice dell’accoglienza in America e delle Associazioni italoamericane, che devono sempre mostrare l’unione e l’aiuto reciproco, tuttavia invita anche i media al progresso nella scelta delle canzoni e dei nuovi cantanti di oggi, che sanno dare quel tocco magico futurista alla musica. È qui che ci ricorda un grande esempio di italianità, colei che considera “donna eccezionale, che si distingue per la sua peculiare personalità”, la Castelvetranese Cav.
Josephine Buscaglia Maietta, italoamericana di New York, che lo ha conosciuto ed invitato qualche tempo fa per un concerto alla Hofstra University di New York. La giornalista italoamericana è Presidente “Association Italian American Educators”, AIAE. È, inoltre, Producer ed Host, della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano” di Radio Hofstra University di New York, premiata 5 volte Premio Marconi e 1 volta dall’UNESCO, Prima “Radio University in the world”. Con entusiasmo Vince rammenta che nel 1970 portò negli States due grossi cantanti italiani, Dino e Carmen Villani. Si augura di andare presto di nuovo in America, ma incita anche gli italiani all’estero dall’Europa, all’America e persino in Australia, a vedere le bellezze incontaminate del mare, gli splendidi monumenti e la straordinaria cultura italiana. Sarà l’occasione per sentire il profumo della loro terra d’origine, che resterà per sempre “patria del sole e dell’amore”.
Felice di tutto ciò che ha avuto fino ad oggi, Vince Tempera ci augura con un abbraccio fraterno di essere sempre un unicum con gli italiani nel mondo. Insieme alla redazione, vogliamo stringerci forte ad un artista autentico, che ha coniato musicalità, originalità e genialità alla musica.
