Un’accoglienza calorosa, tra canti, danze e colori, ha segnato la visita di Papa Leone XIV all’Università Cattolica dell’Africa Centrale (Ucac), tappa significativa del suo viaggio in Camerun. L’ateneo, che riunisce studenti provenienti da sei Paesi della regione, si è presentato come una realtà dinamica e in crescita, impegnata nella formazione accademica e umana delle nuove generazioni.
Fondato nel 1989 grazie a un accordo tra la Santa Sede e la Repubblica del Camerun, l’Ucac conta oggi oltre 2000 studenti e offre percorsi in ambiti che spaziano dalla teologia alle scienze sociali.
In occasione della visita papale è stata inaugurata una piazza dedicata a sant’Agostino, mentre è in progetto la costruzione di un ospedale universitario che porterà il nome del pontefice.
Nel suo intervento, il rettore Thomas Bienvenu Tchoungui ha sottolineato con orgoglio i risultati dell’istituzione: oltre il 75% degli studenti trova un impiego qualificato e migliaia di ex alunni ricoprono ruoli di rilievo in Africa e nel mondo. Non sono mancate, tuttavia, le preoccupazioni espresse dagli studenti, tra difficoltà economiche, sfide digitali e timori legati alla secolarizzazione e alla migrazione.
A queste domande Papa Leone XIV ha risposto invitando i giovani a non temere il cambiamento. Le università, ha affermato, devono essere “comunità di vita e di ricerca”, capaci di promuovere dialogo, fraternità e una cultura dell’incontro. La fede, ha aggiunto, non limita la scienza ma ne amplia lo sguardo, stimolando un approccio critico e aperto alla realtà.
Il Papa ha messo in guardia dai rischi di una tecnologia priva di etica, sottolineando l’importanza di una formazione integrale.
Infine, un appello chiaro: resistere alla tentazione migratoria e mettere le proprie competenze al servizio del Paese.
“Siate protagonisti del vostro futuro”, ha detto, ricordando che il sapere deve tradursi in responsabilità e impegno concreto per la società.
