Un CH-47 Chinook dell’Esercito italiano è precipitato nei pressi di Brčko, nel nord della Bosnia-Erzegovina, durante un’operazione di routine della missione europea. Il bilancio comunicato dalle autorità locali è di tre vittime e dodici feriti, uno dei quali in condizioni critiche. La Difesa italiana attende ulteriori verifiche sull’identità e sulle condizioni del personale coinvolto. Cordoglio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Tragedia per la missione militare europea in Bosnia-Erzegovina. Un elicottero CH-47 Chinook dell’Esercito italiano, impegnato nell’operazione EUFOR Althea, è precipitato nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre nella località di Gorice, nel distretto di Brčko, nel nord del Paese, provocando morti e feriti tra il personale della missione.
Secondo il primo bilancio comunicato dal sindaco di Brčko, Siniša Milić, e ripreso dalle principali agenzie internazionali, tre persone hanno perso la vita e altre dodici sono rimaste ferite. Almeno una delle persone ricoverate sarebbe in condizioni critiche.
Il velivolo era impegnato in una normale attività operativa quando, per ragioni ancora sconosciute, è precipitato in un’area vicina al confine con la Serbia.
Sul luogo dell’incidente sono intervenute immediatamente le squadre di emergenza, i vigili del fuoco, la polizia locale e il personale sanitario.
La notizia è stata confermata dal comando della missione europea, che ha annunciato l’apertura di un’indagine per ricostruire quanto accaduto.
Tre morti e dodici feriti: il bilancio delle autorità locali
Le prime informazioni sono arrivate dalle autorità del distretto di Brčko.
Il sindaco Siniša Milić ha comunicato un bilancio di tre persone decedute e dodici ferite, precisando che il personale medico dell’ospedale locale era stato posto in stato di allerta.
A confermare la gravità della situazione è stato anche Salih Ibrahimbegović, portavoce del Centro sanitario di Brčko.
Secondo quanto riferito dai media bosniaci, la chiamata ai soccorsi è arrivata intorno alle ore 16 locali.
Le squadre sanitarie hanno raggiunto rapidamente la zona dell’impatto e organizzato il trasferimento dei feriti in ospedale.
Il direttore del Centro sanitario, Jasmin Mehanović, ha riferito che almeno una persona si trovava in condizioni particolarmente gravi, rendendo necessario un intervento chirurgico e valutazioni su un eventuale trasferimento in un centro specialistico.
Le autorità militari europee hanno confermato la presenza di vittime e feriti, senza però comunicare un bilancio numerico ufficiale.
Anche la nazionalità e l’identità delle persone coinvolte sono ancora in fase di verifica da parte delle autorità italiane.
Alcune fonti giornalistiche bosniache hanno riferito che i quindici coinvolti sarebbero cittadini italiani, ma l’informazione non è stata ancora confermata pubblicamente dal Ministero della Difesa.
Le prime immagini e le testimonianze sullo schianto
Le fotografie diffuse dai media locali mostrano il velivolo gravemente danneggiato, con parti della fusoliera e dei rotori disperse nell’area dell’impatto.
Secondo alcuni testimoni citati dalla stampa bosniaca, l’elicottero avrebbe iniziato a ruotare in maniera anomala prima di precipitare.
Si tratta tuttavia di una ricostruzione testimoniale, non di una conclusione tecnica sulle cause dell’incidente.
Per determinare la dinamica sarà necessario analizzare le comunicazioni dell’equipaggio, le condizioni operative, le informazioni disponibili sul volo e i componenti recuperati dal relitto.
Gli investigatori dovranno inoltre accertare se abbiano avuto un ruolo eventuali problemi meccanici, condizioni meteorologiche o altri fattori operativi.
Al momento non esistono elementi pubblicamente confermati che consentano di attribuire l’incidente a una causa specifica.
EUFOR conferma la tragedia e apre un’indagine
Il comando della missione europea ha diffuso una comunicazione nella quale conferma che un proprio velivolo è precipitato durante un’operazione di routine nell’area di Brčko.
EUFOR ha successivamente precisato che alcuni membri del personale hanno perso la vita e altri sono rimasti feriti gravemente.
La forza europea ha inoltre comunicato che l’incidente non ha provocato feriti tra i civili e non ha danneggiato infrastrutture, abitazioni o veicoli della popolazione locale.
L’intera zona è stata messa in sicurezza per consentire le operazioni di emergenza e gli accertamenti.
EUFOR ha annunciato un’indagine approfondita sull’accaduto, invitando nel frattempo a evitare la diffusione di ricostruzioni non verificate.
La Difesa italiana: verifiche sulle condizioni del personale
Il Ministero della Difesa italiano ha confermato che il velivolo coinvolto è un CH-47 impiegato nell’operazione EUFOR Althea.
In una prima comunicazione, il Ministero ha sottolineato la necessità di raccogliere informazioni più precise prima di diffondere ulteriori dettagli sulle persone coinvolte.
La cautela riguarda soprattutto l’identificazione del personale e la comunicazione ufficiale alle famiglie.
La conferma della nazionalità delle vittime, dei nominativi e delle condizioni dei feriti è particolarmente importante per ricostruire l’effettivo coinvolgimento del contingente italiano.
Le operazioni di verifica sono condotte in coordinamento con il comando della missione europea e con le autorità locali.
Il cordoglio di Giorgia Meloni
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso profondo dolore per l’incidente.
In un messaggio diffuso dopo le prime notizie, la premier ha manifestato vicinanza alle vittime, alle loro famiglie e a tutto il personale impegnato nella missione internazionale.
Meloni ha richiamato il valore del servizio prestato dai militari nella tutela della pace e della stabilità della regione balcanica, esprimendo la solidarietà del Governo italiano.
Il messaggio è arrivato mentre proseguivano le operazioni di soccorso e gli accertamenti sulle condizioni del personale coinvolto.
Tajani: l’Ambasciata italiana segue la situazione
Anche il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso cordoglio.
Il titolare della Farnesina ha annunciato che l’Ambasciatore d’Italia a Sarajevo si stava recando a Brčko per seguire direttamente la situazione.
Il Ministero degli Affari Esteri ha assicurato il proprio sostegno alle persone coinvolte e alle loro famiglie, in collaborazione con le autorità militari.
La presenza diplomatica italiana assume particolare importanza nelle fasi successive all’incidente, soprattutto per il coordinamento dell’assistenza e delle informazioni destinate ai familiari.
Che cos’è la missione EUFOR Althea
L’elicottero precipitato faceva parte del dispositivo militare dell’Unione europea dispiegato in Bosnia-Erzegovina nell’ambito dell’operazione Althea.
La missione è stata avviata il 2 dicembre 2004, subentrando alla Stabilisation Force della NATO, conosciuta come SFOR.
L’intervento europeo si inserisce nel quadro degli accordi di pace che, nel 1995, posero fine alla guerra in Bosnia-Erzegovina.
Il suo obiettivo principale è contribuire al mantenimento di un ambiente sicuro e stabile, sostenendo le autorità del Paese e la capacità delle istituzioni di affrontare eventuali minacce alla sicurezza.
Nel corso degli anni, EUFOR Althea ha svolto attività di monitoraggio, addestramento, cooperazione militare e supporto alle strutture di sicurezza locali.
Il contingente comprende militari provenienti da diversi Paesi europei, con una presenza operativa distribuita sul territorio bosniaco.
La missione è guidata dal generale italiano Maurizio Fronda
Dal gennaio 2026 il comando di EUFOR Althea è affidato al generale di divisione italiano Maurizio Fronda.
L’ufficiale ha assunto la guida della missione durante una cerimonia svolta alla base di Camp Butmir, nei pressi di Sarajevo, subentrando al generale rumeno Florin-Marian Barbu.
L’incarico conferma il ruolo significativo dell’Italia nelle attività internazionali dedicate alla sicurezza dei Balcani occidentali.
Il contingente italiano contribuisce alle operazioni anche attraverso mezzi aerei destinati al trasporto di personale, materiali e attività di evacuazione sanitaria.
La componente elicotteristica rappresenta uno strumento importante per la mobilità delle forze europee in un territorio caratterizzato da aree montuose e collegamenti non sempre agevoli.
Il CH-47 Chinook, un elicottero da trasporto pesante
Il Boeing CH-47 Chinook è uno degli elicotteri militari da trasporto più conosciuti al mondo.
La sua caratteristica principale è la presenza di due grandi rotori disposti longitudinalmente, uno nella parte anteriore e uno nella parte posteriore della fusoliera.
Questa configurazione permette al velivolo di trasportare carichi pesanti, personale militare e attrezzature specialistiche.
Il Chinook è utilizzato in numerose missioni operative, comprese attività di trasporto logistico, soccorso, evacuazione sanitaria e assistenza durante le emergenze.
L’Esercito italiano impiega versioni moderne dell’elicottero, tra cui il CH-47F, nell’ambito delle attività nazionali e internazionali.
La sua capacità di operare in condizioni impegnative lo rende particolarmente importante nelle missioni che richiedono rapidi spostamenti di personale e materiali.
La natura del velivolo non permette però, da sola, di formulare ipotesi sulle cause dello schianto.
Un nuovo momento di dolore per le missioni internazionali
La tragedia riporta l’attenzione sui rischi affrontati quotidianamente dai militari impegnati nelle operazioni internazionali.
Anche le missioni di stabilizzazione e supporto alla pace richiedono attività operative complesse, spostamenti aerei e interventi in territori nei quali la sicurezza dipende da numerosi fattori.
L’incidente avvenuto in Bosnia-Erzegovina rappresenta un momento particolarmente doloroso per il personale EUFOR, per le Forze Armate italiane e per le famiglie delle persone coinvolte.
Mentre proseguono le verifiche, rimane essenziale attendere comunicazioni ufficiali prima di attribuire nomi, responsabilità o cause all’accaduto.
Il bilancio locale parla di tre morti e dodici feriti. Dietro questi numeri ci sono militari impegnati in una missione internazionale e famiglie in attesa di conoscere con certezza quanto accaduto.
La priorità resta l’assistenza ai feriti, l’identificazione delle vittime e l’accertamento delle circostanze che hanno provocato la caduta dell’elicottero.
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A cura della Redazione Esteri
Fonti: Ministero della Difesa,
