Mattarella: «Il soccorso in mare è un valore fondante della marineria italiana»

Il Presidente della Repubblica interviene all’assemblea per i 125 anni di Confitarma e richiama il dovere di salvare vite umane nel Mediterraneo. Un discorso che unisce solidarietà, libertà di navigazione, sicurezza internazionale e tutela dell’ambiente. «Il mare è un vettore di pace».

Il soccorso in mare non è soltanto un’operazione di emergenza, ma rappresenta uno dei valori fondamentali della tradizione marittima italiana. È il messaggio lanciato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante l’Assemblea pubblica della Confederazione Italiana Armatori, organizzata a Roma in occasione del 125° anniversario della sua fondazione.

Davanti ai rappresentanti del settore marittimo, il Capo dello Stato ha voluto ricordare il ruolo svolto dalla flotta mercantile italiana nelle operazioni di salvataggio, soprattutto nel Mediterraneo, in collaborazione con la Guardia Costiera e le Capitanerie di porto.

Un richiamo che assume un significato particolare in un periodo segnato dai conflitti internazionali, dalle crisi migratorie e dalle crescenti difficoltà nella gestione delle rotte commerciali.

Per Mattarella, proteggere la vita umana in mare significa custodire una tradizione di responsabilità e solidarietà che appartiene alla storia dell’Italia e che supera i confini nazionali.

Il valore del soccorso e la tutela della vita umana

Nel suo intervento, il Presidente ha richiamato l’impegno quotidiano degli equipaggi civili che, durante la navigazione, possono trovarsi nella condizione di assistere persone in difficoltà.

Una responsabilità che coinvolge direttamente la marina mercantile, chiamata a operare insieme alle autorità preposte alla sicurezza e al soccorso.

Nel Mediterraneo questa attività assume una dimensione particolarmente delicata, considerando le tragedie che continuano a verificarsi lungo le rotte migratorie.

Il richiamo del Capo dello Stato non si è limitato alla dimensione operativa. Mattarella ha indicato nella protezione della vita umana un principio che contribuisce a definire l’identità stessa della marineria nazionale.

Un’affermazione che riporta al centro del dibattito pubblico il valore universale del soccorso, indipendentemente dalla provenienza o dalla condizione delle persone coinvolte.

La libertà di navigazione minacciata dalle crisi internazionali

Accanto al tema umanitario, Mattarella ha affrontato le conseguenze delle tensioni geopolitiche sulla sicurezza dei mari e sul commercio internazionale.

Il Presidente ha ricordato che circa l’80% degli scambi mondiali avviene attraverso il trasporto marittimo, rendendo la navigazione una componente essenziale dell’economia globale.

Le crisi nel Mar Nero, nel Mar Rosso e nello Stretto di Hormuz, insieme alla pirateria nel Corno d’Africa e nel Golfo di Guinea, costituiscono altrettante minacce alla libertà dei traffici.

Secondo Mattarella, l’equilibrio del sistema marittimo internazionale dipende dal rispetto di regole condivise, costruite attraverso decenni di accordi e cooperazione tra Stati.

Il Capo dello Stato ha richiamato la Convenzione di Costantinopoli del 1888, relativa alla libera navigazione del Canale di Suez, come esempio storico dell’importanza delle norme internazionali.

La preoccupazione riguarda quei comportamenti attraverso i quali singoli protagonisti della scena internazionale cercano di imporre unilateralmente le proprie regole, mettendo in discussione principi consolidati.

In questo contesto, il Presidente ha sottolineato il ruolo della cooperazione internazionale e dell’Unione Europea nella protezione delle rotte marittime.

Un impegno che vede coinvolta anche la Marina Militare italiana, impegnata nelle missioni di sicurezza e contrasto alle minacce alla navigazione.

Il mare rappresenta l’11% dell’economia nazionale

L’intervento del Presidente ha dedicato ampio spazio anche all’importanza economica della cosiddetta blue economy, l’insieme delle attività produttive collegate al mare.

Secondo i dati richiamati da Mattarella, il sistema marittimo italiano contribuisce per circa l’11% al prodotto interno lordo nazionale.

Porti, armatori, cantieri navali, trasporti, logistica e turismo costituiscono una rete strategica per la competitività del Paese.

La storia economica italiana è strettamente legata al mare, dalle grandi rotte commerciali alla ricostruzione industriale del secondo dopoguerra.

Il Presidente ha ricordato anche il sacrificio della marina mercantile durante la Seconda guerra mondiale, quando la flotta italiana subì perdite enormi, prima di avviare un lungo percorso di ricostruzione.

Oggi il settore affronta sfide differenti, caratterizzate dall’innovazione tecnologica, dalla competizione internazionale e dalla necessità di ridurre l’impatto ambientale delle attività navali.

Ambiente e innovazione: la sfida della marineria moderna

Un altro passaggio significativo del discorso ha riguardato la sostenibilità ambientale.

Mattarella ha sottolineato la necessità di investire nell’innovazione tecnologica e nella sicurezza ambientale, riconoscendo al settore navale un ruolo importante nella transizione verso modelli produttivi più sostenibili.

Il cambiamento climatico, l’inquinamento marino e la pressione sugli ecosistemi rappresentano questioni che non possono essere separate dalle prospettive economiche dell’industria.

Il Presidente ha quindi invitato il settore a proseguire con decisione sulla strada dell’innovazione, considerando la protezione degli oceani una responsabilità che riguarda l’intero pianeta.

Il mare, infatti, non è soltanto uno spazio commerciale o una risorsa economica, ma un elemento fondamentale dell’equilibrio ambientale mondiale.

Confitarma celebra 125 anni di storia

L’occasione dell’intervento presidenziale è stata l’assemblea celebrativa dei 125 anni della Confederazione Italiana Armatori, presieduta da Mario Zanetti.

L’organizzazione rappresenta uno dei settori strategici dell’economia nazionale, con imprese impegnate nel trasporto di merci, passeggeri e approvvigionamenti energetici.

Nel corso dell’assemblea sono state ribadite alcune priorità per il futuro della marineria italiana: la protezione delle rotte, la transizione energetica, la competitività delle imprese e la formazione di nuove competenze professionali.

L’industria marittima italiana, che opera attraverso una flotta di oltre 1.100 navi, rappresenta un collegamento fondamentale tra il sistema produttivo nazionale e i mercati internazionali.

Ma il messaggio di Mattarella è andato oltre la dimensione economica.

Il mare come responsabilità universale

Nel discorso del Presidente emerge una visione della navigazione che unisce sviluppo economico, rispetto delle regole e responsabilità umana.

Le navi attraversano confini, collegano continenti e consentono scambi commerciali, ma rappresentano anche un luogo nel quale si manifestano concretamente i principi della solidarietà e della cooperazione internazionale.

Il richiamo al soccorso in mare diventa così parte di un ragionamento più ampio sul ruolo dell’Italia nel Mediterraneo e sulla necessità di difendere i valori della convivenza civile.

In una fase storica caratterizzata da guerre, instabilità e nuove contrapposizioni geopolitiche, Mattarella ha ricordato che la sicurezza della navigazione e la tutela della vita umana non possono essere considerate questioni separate.

Il messaggio che arriva dal Quirinale è chiaro: il mare deve continuare a essere uno spazio di libertà, cooperazione e responsabilità, dove il rispetto della vita umana rimane un principio fondamentale della civiltà marittima italiana.