Giovani italiani all’estero, il CNEL lancia “Giovani Expat”: un’indagine per capire perché i ragazzi lasciano l’Italia

Il fenomeno dell’emigrazione giovanile italiana continua a crescere e oggi coinvolge decine di migliaia di ragazzi che scelgono di trasferirsi all’estero per studio, lavoro o per costruire nuove opportunità di vita. Proprio per comprendere meglio questa trasformazione sociale, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro ha avviato il progetto “Giovani Expat”, una iniziativa rivolta agli italiani tra i 18 e i 35 anni che vivono fuori dall’Italia.

Il progetto, promosso attraverso il portale Giovani Expat, punta a raccogliere testimonianze dirette di giovani italiani residenti all’estero attraverso questionari anonimi e brevi video-interviste.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: capire cosa spinge i giovani a lasciare l’Italia, cosa trovano nei Paesi di destinazione e soprattutto quali condizioni potrebbero convincerli a tornare in futuro.

Secondo quanto spiegato nella presentazione del progetto, il CNEL intende raccogliere feedback concreti per formulare future policy capaci di aumentare l’attrattività dell’Italia e rafforzare il dialogo tra le istituzioni e le nuove generazioni italiane nel mondo.

Il sito invita i partecipanti a raccontare la propria esperienza personale, lavorativa e sociale all’estero. Il questionario richiede pochi minuti e comprende domande socio-demografiche e quesiti sull’esperienza migratoria. In alternativa, è possibile inviare una video-intervista di circa un minuto seguendo uno schema sintetico predisposto dagli organizzatori.

L’iniziativa rappresenta anche un tentativo di dare visibilità a una realtà spesso sottovalutata nel dibattito pubblico italiano: quella dei giovani qualificati che lasciano il Paese non soltanto per motivi economici, ma anche per cercare meritocrazia, stabilità, prospettive professionali internazionali e una migliore qualità della vita.

Negli ultimi anni il numero degli italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE ha continuato a crescere, superando i sei milioni di cittadini. Una parte significativa di questa nuova mobilità è composta proprio da giovani professionisti, studenti, ricercatori e lavoratori altamente specializzati.

L’iniziativa “Giovani Expat” arriva quindi in un momento particolarmente delicato per il sistema Italia, stretto tra crisi demografica, fuga di competenze e difficoltà nel trattenere capitale umano qualificato.

La sfida, ora, sarà capire se le testimonianze raccolte riusciranno davvero a tradursi in interventi concreti o se resteranno soltanto l’ennesima fotografia di una generazione che continua a costruire il proprio futuro lontano dall’Italia.