Alla Farnesina presentata la ventiseiesima edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, in programma dal 19 al 25 ottobre. Il tema «Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano» valorizza il patrimonio linguistico nazionale come strumento di cultura, sviluppo economico e diplomazia. Oltre un milione e mezzo di studenti in 112 Paesi, mentre la Comunità dell’Italofonia raggiunge 22 Stati aderenti. Anche in Australia iniziative dedicate alla lingua e all’identità italiana.
A cura della Redazione Allora! Online
La lingua italiana torna protagonista sulla scena internazionale. Il vice ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Edmondo Cirielli, ha inaugurato alla Farnesina la XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, la principale manifestazione internazionale dedicata alla promozione dell’italiano, organizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
L’edizione di quest’anno, in programma dal 19 al 25 ottobre, sarà dedicata al tema «Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano», una scelta che vuole raccontare non soltanto la straordinaria eredità culturale della nostra lingua, ma anche il suo ruolo nell’innovazione, nella ricerca scientifica, nell’industria e nelle relazioni economiche internazionali.
Il messaggio della Farnesina è chiaro: l’italiano non rappresenta esclusivamente un patrimonio letterario da conservare, ma uno strumento vivo attraverso il quale l’Italia continua a esprimere creatività, conoscenza e capacità produttiva.
Dalla moda all’ingegneria, dalla gastronomia alla tecnologia, dal design alla ricerca spaziale, la lingua italiana accompagna attività che contribuiscono a definire l’immagine del Paese nel mondo.
All’inaugurazione hanno partecipato rappresentanti della cultura, della scienza, dell’industria e dello sport, tra cui l’astronauta Samantha Cristoforetti e la campionessa olimpica Arianna Fontana, due figure che testimoniano la capacità italiana di distinguersi anche nei settori più competitivi e innovativi.
Cirielli: l’italiano come strumento di crescita e diplomazia
Nel suo intervento, il vice ministro Cirielli ha richiamato il valore strategico della lingua italiana e dell’Italofonia come strumenti di promozione internazionale.
La diffusione della lingua, secondo l’impostazione illustrata alla Farnesina, contribuisce alla crescita economica, facilita il dialogo tra sistemi culturali differenti e rafforza il riconoscimento delle competenze italiane all’estero.
L’italiano diventa così un elemento della diplomazia culturale ed economica, capace di accompagnare le imprese, le università, gli istituti di ricerca e le comunità nazionali presenti nel mondo.
Cirielli ha inoltre sottolineato il ruolo della lingua come mezzo di dialogo e di pace, capace di costruire ponti tra popoli e culture.
Un concetto che assume particolare significato in un contesto internazionale attraversato da conflitti, tensioni geopolitiche e crescenti divisioni.
La cultura può infatti rappresentare uno spazio di incontro anche quando le relazioni politiche risultano difficili.
E la lingua, in questa prospettiva, non è soltanto uno strumento di comunicazione, ma anche un mezzo attraverso il quale condividere esperienze, conoscenze e valori.
Oltre un milione e mezzo di studenti in 112 Paesi
I numeri diffusi dal Ministero degli Esteri confermano l’ampiezza della presenza internazionale dell’italiano.
Secondo la Farnesina, oltre 1,5 milioni di studenti studiano la lingua italiana in 112 Paesi.
Una diffusione che testimonia un interesse capace di andare ben oltre le comunità di origine italiana.
L’italiano viene studiato per ragioni culturali, professionali, accademiche e personali, ma anche per il legame con settori nei quali il nostro Paese gode di una forte riconoscibilità internazionale.
La gastronomia, il design, la moda, la musica, l’arte e l’industria manifatturiera rappresentano alcuni degli ambiti nei quali la conoscenza dell’italiano può offrire opportunità di approfondimento e collaborazione.
Nel 2025, la Farnesina ha erogato più di 300 contributi economici destinati al sostegno delle cattedre di lingua italiana nelle scuole e nelle università di circa 70 Paesi.
L’investimento complessivo è stato di circa 2 milioni di euro.
Si tratta di risorse dedicate al mantenimento e allo sviluppo dell’insegnamento dell’italiano all’estero, attraverso il sostegno alle istituzioni educative e ai programmi di formazione linguistica.
La diffusione della lingua rappresenta infatti una componente importante della presenza culturale italiana nel mondo.
Una rete internazionale nata nel 2001
La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo nacque nel 2001, grazie alla collaborazione tra il Ministero degli Esteri e l’Accademia della Crusca.
Da allora si svolge ogni anno, tradizionalmente nella terza settimana di ottobre, coinvolgendo ambasciate, consolati, Istituti Italiani di Cultura, università, scuole e associazioni.
L’iniziativa è cresciuta progressivamente, diventando un appuntamento di riferimento per la promozione della lingua e della cultura italiana.
La sua realizzazione coinvolge numerosi partner istituzionali, tra cui il Ministero della Cultura, il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministero dell’Università e della Ricerca, il Centro per il libro e la lettura e il Governo della Confederazione Elvetica.
Partecipano inoltre la Società Dante Alighieri, l’Accademia della Crusca, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, la Comunità Radiotelevisiva Italofona, l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani e RAI Italia.
Una rete che unisce istituzioni pubbliche, organizzazioni culturali, scuole e mezzi di comunicazione, con l’obiettivo di promuovere la lingua attraverso iniziative rivolte a pubblici differenti.
Conferenze, incontri letterari, mostre, spettacoli, laboratori e attività didattiche contribuiscono ogni anno a far conoscere l’italiano a studenti, ricercatori e appassionati.
La Comunità dell’Italofonia raggiunge 22 Paesi
Un altro dato significativo riguarda lo sviluppo della Comunità dell’Italofonia.
L’iniziativa, istituita nel 2025 su impulso del ministro degli Esteri Antonio Tajani, conta già 22 Paesi membri, mentre altri Stati hanno manifestato interesse ad aderire.
L’obiettivo è rafforzare la collaborazione internazionale tra Paesi e istituzioni che riconoscono nella lingua italiana uno strumento di dialogo culturale, economico e diplomatico.
L’Italofonia non riguarda esclusivamente i cittadini italiani residenti all’estero.
Comprende una dimensione più ampia, nella quale la lingua italiana rappresenta un elemento di interesse condiviso tra comunità, istituzioni educative e realtà nazionali differenti.
In questa prospettiva, la promozione linguistica può sostenere nuove relazioni tra università, imprese e organismi culturali.
Il progetto si inserisce nella strategia della Farnesina volta a rafforzare la presenza internazionale dell’Italia attraverso strumenti di cooperazione che affiancano quelli tradizionali della diplomazia politica.
La lingua del futuro, dalla scienza alla tecnologia
Il tema scelto per la ventiseiesima edizione introduce una riflessione sul rapporto tra tradizione e innovazione.
L’italiano è conosciuto nel mondo come lingua della letteratura, dell’opera, della musica e delle arti.
Ma la storia italiana è anche una storia di invenzioni, scoperte scientifiche, ingegneria e capacità progettuale.
Il riferimento a Samantha Cristoforetti durante l’inaugurazione rappresenta un esempio di questo collegamento tra cultura nazionale e ricerca avanzata.
Allo stesso modo, il mondo dello sport, rappresentato da Arianna Fontana, dimostra come l’identità italiana sia espressa anche attraverso discipline che richiedono preparazione, tecnologia e innovazione.
L’obiettivo della Settimana è quindi presentare l’italiano come una lingua capace di accompagnare la modernità, senza rinunciare alle proprie radici.
Una lingua che continua a evolversi attraverso la comunicazione digitale, la ricerca universitaria, l’industria e i nuovi linguaggi della creatività.
Le comunità italiane all’estero e la trasmissione della lingua
Un ruolo fondamentale nella diffusione dell’italiano continua a essere svolto dalle comunità emigrate.
Per milioni di cittadini e discendenti di italiani, la lingua rappresenta un legame con la storia familiare e con le proprie origini.
Ma la sua trasmissione alle nuove generazioni non è automatica.
In molti Paesi, i figli e i nipoti degli emigrati crescono utilizzando prevalentemente la lingua della società nella quale vivono, mentre l’italiano rimane confinato all’ambiente familiare o viene progressivamente abbandonato.
In questo contesto, scuole, enti gestori, associazioni culturali e istituzioni educative svolgono un’attività importante per mantenere viva la conoscenza linguistica.
La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo offre quindi anche un’occasione per riflettere sul futuro dell’insegnamento dell’italiano all’estero.
Promuovere la lingua significa sostenere non soltanto la cultura nazionale, ma anche il rapporto tra l’Italia e le nuove generazioni delle comunità italiane nel mondo.
Un rapporto che può svilupparsi attraverso percorsi educativi moderni, strumenti digitali e iniziative capaci di coinvolgere giovani che possiedono identità culturali multiple.
