ROMA – Si accende il dibattito politico sulla nuova normativa che introduce la possibilità per gli italiani residenti all’estero di aderire volontariamente al Servizio Sanitario Nazionale durante i periodi di permanenza in Italia.
A innescare la polemica sono state le dichiarazioni dell’ex parlamentare del MAIE Ricardo Merlo, che ha criticato la misura sostenendo che essa introdurrebbe un costo di 2.000 euro per accedere alle cure sanitarie in Italia, penalizzando in particolare pensionati ed emigrati che hanno contribuito per anni al sistema italiano.
Una lettura respinta con decisione dal deputato eletto nella Circoscrizione Estero Andrea Di Giuseppe (Fratelli d’Italia), promotore della norma approvata dal Parlamento.
«C’è una differenza sostanziale tra una tassa e un contributo volontario», ha dichiarato Di Giuseppe. «Nessuno è obbligato ad aderire. La legge offre una possibilità che prima non esisteva, consentendo agli italiani residenti all’estero di ottenere una copertura sanitaria attraverso un contributo volontario».
Secondo il parlamentare, la nuova normativa amplia i diritti degli iscritti all’AIRE, introducendo uno strumento che permette di accedere ai servizi sanitari durante la permanenza in Italia. Di Giuseppe ha inoltre evidenziato che il sistema prevede tutele anche per i familiari, con particolare attenzione ai minori.
Nel corso della replica, il deputato ha accusato alcuni esponenti politici di diffondere informazioni imprecise sulla portata della legge, sostenendo che la riforma rappresenti invece un passo avanti concreto per gli italiani nel mondo.
La questione resta tuttavia al centro del confronto politico. I sostenitori della norma evidenziano come essa introduca una nuova opportunità di assistenza sanitaria per gli italiani residenti all’estero, mentre i critici ritengono che il contributo richiesto possa rappresentare un onere aggiuntivo per una parte della collettività emigrata.
Il dibattito proseguirà nelle prossime settimane anche tra associazioni, organismi di rappresentanza e comunità italiane all’estero, chiamati a valutare gli effetti concreti della nuova misura e il suo impatto sui connazionali residenti fuori dall’Italia.
